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Klimaenergy e Klimamobility 2015 energia rinnovabile e mobilità sostenibile tra qualità e difficolt

KLIMAENERGY
Si  sono concluse le edizioni 2015 di Klimaenergy e Klimamobility con tre giorni di manifestazione che ha visto da un lato un’offerta congressuale formativa ed informativa di altissima qualità con 550 partecipanti ai convegni, tour, forum e 140 presenze alla giornata dedicata alla gassificazione, che si è rivelata una tematica centrale nel mercato delle rinnovabili, ma per contro la manifestazione ha registrato un calo sostanzioso nelle visite passando dai 6.000 visitatori del 2013 a 4.200 di quest’anno.     L’appuntamento ha testimoniato il rinnovato impegno da parte di Fiera Bolzano mirato a offrire una panoramica sulle soluzioni tecnologiche più innovative per l´approvvigionamento energetico del comparto industriale, delle Pubbliche Amministrazioni e del terziario. Al centro delle due manifestazioni, i migliori prodotti e le best practices di aziende, Comuni e Province più virtuosi, frutto di investimenti in ric ... Continua
Klimaenergy e Klimamobility 2015 energia rinnovabile e mobilità sostenibile tra qualità e difficolt

Si  sono concluse le edizioni 2015 di Klimaenergy e Klimamobility con tre giorni di manifestazione che ha visto da un lato un’offerta congressuale formativa ed informativa di altissima qualità con 550 partecipanti ai convegni, tour, forum e 140 presenze alla giornata dedicata alla gassificazione, che si è rivelata una tematica centrale nel mercato delle rinnovabili, ma per contro la manifestazione ha registrato un calo sostanzioso nelle visite passando dai 6.000 visitatori del 2013 a 4.200 di quest’anno.
   
L’appuntamento ha testimoniato il rinnovato impegno da parte di Fiera Bolzano mirato a offrire una panoramica sulle soluzioni tecnologiche più innovative per l´approvvigionamento energetico del comparto industriale, delle Pubbliche Amministrazioni e del terziario. Al centro delle due manifestazioni, i migliori prodotti e le best practices di aziende, Comuni e Province più virtuosi, frutto di investimenti in ricerca e innovazione sul fronte delle rinnovabili.

“Nonostante l'alta qualità degli espositori presenti e dei numerosi eventi formativi e informativi che si sono svolti nell’arco delle tre giornate, il binomio Klimaenergy-Klimamobility - ha sottolineato Fabio Da Col, Responsabile Commerciale di Fiera Bolzano –ha registrato circa il 30% in meno di visite rispetto all’edizione del 2013, dovuto alla crisi del settore fotovoltaico, l’incertezza nella politica degli incentivi e l’incertezza nel mondo fieristico del settore, che ha visto negli ultimi anni nascere numerose fiere dedicate alle energie rinnovabili dando vita a una vivace concorrenza, nonché il drastico calo del prezzo del petrolio che ha fatto rallentare il mercato delle rinnovabili, anche se per fortuna non si tratta di un trend europeo. Da sottolineare l'elevata qualità del pubblico specializzato, apprezzata dalla aziende presenti ai due eventi”.

Confermano questi trend anche i rappresentanti delle aziende espositrici: Matteo Zandonai, Socio e Procuratore di Syneco Srl afferma: “Abbiamo partecipato a tutte le edizioni di Klimaenergy, che se pur piccola è di buon livello ed è una fiera che funziona. Il numero degli espositori non è altissimo, ma la qualità è alta e Klimaenergy per questo gode di una fama positiva. Ci sono stati meno visitatori rispetto agli anni scorsi, d’altra parte il settore sta vivendo un momento di transizione, anche per quanto riguarda l’insicurezza degli incentivi”.

Anche tra gli espositori di Klimamobility la sensazione è la stessa, Paolo Petriccione, Amministratore Delegato AutoIkaro Concessionaria BMW afferma: “Una manifestazione molto riuscita, perché ci sono espositori di qualità. Stiamo parlando di un mondo innovativo, in evoluzione e tutto da scoprire. In Italia per quanto riguarda la mobilità elettrica siamo molto in dietro, i key player del territorio locale stanno investendo in infrastruttura e naturalmente una fiera come Klimamobility da un grande slancio. Come pubblico in fiera abbiamo incontrato professionisti del settore da tutta Italia, ma anche famiglie curiose locali e questo ci fa piacere”.

L‘indagine condotta da Fiera Bolzano su un campione di 220 visitatori rivela che oltre il 70% degli intervistati è giunto da fuori Provincia, per la maggior parte dal nord (Trentino, Veneto, Lombardia), ma anche dal centro e dal sud del Paese, con una buona percentuale anche dall’Austria w Germania. La percentuale dei visitatori con possibilità di prendere decisioni è molto alta: tra imprenditori (30%), direttori (7%) e responsabili (18%) e la grande maggioranza (93%) è soddisfatta della manifestazione e vuole ritornare (85,5%).

La prossima edizione di Klimaenergy e Klimamobility si svolge nel 2017, a ritmo biennale. Nel 2016, in attesa di questo momento nel 2016 sarà organizzato un congresso e si premieranno le istituzioni pubbliche più virtuose con il Klimaenergy Award.

Black out: una visione realistica quanto inquietante quella di Marc Elsberg

CIVIL PROTECT
È partito questa mattina il congresso di Civil Protect – fiera specializzata per la protezione civile, emergenza e antincendio – intitolato „Blackout“. Un convegno indirizzato soprattutto a chi si occupa di sicurezza, ma anche a tutti i cittadini per aumentare la consapevolezza di ognuno di quanto la nostra vita sia dipendente dall’energia elettrica e delle conseguenze a volte drammatiche che può produrre un’interruzione estesa dell’approvvigionament ... Continua

Black out: una visione realistica quanto inquietante quella di Marc Elsberg

È partito questa mattina il congresso di Civil Protect – fiera specializzata per la protezione civile, emergenza e antincendio – intitolato „Blackout“. Un convegno indirizzato soprattutto a chi si occupa di sicurezza, ma anche a tutti i cittadini per aumentare la consapevolezza di ognuno di quanto la nostra vita sia dipendente dall’energia elettrica e delle conseguenze a volte drammatiche che può produrre un’interruzione estesa dell’approvvigionamento elettrico.  

Bolzano, 19 marzo 2015 – Realistico quanto inquietante lo scenario dipinto questa mattina dallo scrittore austriaco Marc Elsberg, autore del thriller tecnologico intitolato “Blackout – Domani è troppo tardi”. Il suo best seller internazionale descrive le conseguenze concrete di un’interruzione di corrente che si protrae per due settimane in mezza Europa, ma soprattutto ci pone una domanda cruciale: senza energia elettrica, quale sarebbe il destino della civiltà occidentale? Ognuno di noi pensa banalmente alla maggior parte delle attività quotidiane che sono in qualche modo legate all’energia elettrica: cucinare, fare benzina, riscaldare la nostra casa, l’informazione, lo spazzolino elettrico o la caffettiera elettrica di casa, ma la civiltà industrializzata fa parte di una rete e quindi non è nemmeno lontanamente pensabile di poter pensare di poter reagire autonomamente, un distacco totale dell’energia per un periodo consistente porterebbe a scenari apocalittici. La rete elettrica dei singoli stati è interconnessa con quella di tutti gli altri paesi europei, costantemente la rete italiana scambia potenza con quelle limitrofe e queste lo fanno a loro volta con gli altri vicini. Un sistema di proporzioni ciclopiche, che ogni giorno fa fronte alle necessità di centinaia di milioni di persone. Cosa succederebbe se qualcuno, ipotizziamo un attentatore o uno stato nemico, spegnesse tutto agendo per via informatica sui programmi che controllano questi scambi e la produzione di energia nelle centrali? Quali sarebbero le conseguenze di un collasso quasi totale della rete? 


Proprio di questa situazione ci narra abilmente Marc Elsberg. Un imprecisato gruppo di hacker ha attaccato in maniera ingegnosissima la rete europea, provocandone il collasso nel giro di una giornata. Quello che inizialmente sembrava essere un semplice blackout si rivela un incubo.  
Marc Elsberg in sala oggi ha però parlato solo marginalmente della storia del suo thriller. Molto apprezzabili le conoscenze e le ricerche fatte da Elsberg riguardo i tantissimi argomenti toccati nell’arco della narrazione, in particolar modo si è soffermato su descrizioni dettagliate in merito alla distribuzione e alla generazione di energia elettrica nella rete europea collegata ai sistemi di comunicazione. Nella sua lunga ricerca lo scrittore è rimasto molto sorpreso da quanta disponibilità e quante informazioni hanno fornito le società energetiche e la ricerca è ulteriormente validata da uno studio svolto dal Parlamento Tedesco, che riporta gli stessi risultati presentati in “Blackout”.  Dopo due giorni in mancanza di energia elettrica la situazione sarebbe incontrollabile. La catena alimentare sarebbe sospesa, non arriverebbero i viveri a causa del fermo dei trasporti, del non funzionamento dei magazzini, in quanto il rifornimento di benzina non sarebbe più possibile, lo stoccaggio controllato elettronicamente non funzionerebbe e i prodotti nelle celle frigorifere non durerebbero tanto. Anche la situazione nei supermercati sarebbe altrettanto allarmante, in quanto sono strutture completamente dipendenti da sistemi elettronici e non si potrebbe nemmeno pagare alla cassa. Ma l’apocalisse non si fermerebbe qui. Pensiamo alla catena degli allevamenti di animali, a cosa succederebbe alle mucche che non verrebbero più munte o agli allevamenti di bovini, maiali e pollame se mancasse il sistema di aerazione nelle stalle: le bestie morirebbero entro poche ore soffocate. Lo stesso vale per le serre e se anche la corrente elettrica tornasse dopo due settimane, si dovrebbe far fronte comunque a milioni di animali morti con i relativi problemi di igiene e mancanza di carne per le persone. 

Un problema non irrisorio sarebbe quello dell’acqua che, in relazione alla posizione geografica, mancherebbe completamente per tutte le città che hanno bisogno di pompe e causerebbe problemi igienici di grandi dimensioni in tutte le abitazioni che dovrebbero essere evacuate, per non parlare degli ospedali, che sarebbero presi d’assalto. Il settore maggiormente colpito sarebbe proprio quello della sanità, ma anche tutta la catena del denaro si fermerebbe senza la possibilità di prelevare a un bancomat. Non parliamo della situazione nelle carceri, negli zoo e nelle centrali atomiche. 

Come reagirebbe la popolazione a tutto questo? Non abbiamo di così grande dimensioni, ma un assaggio lo ha dato nel 2006 il black out che ha colpito New Orleans causato da Katrina. La tragedia, un epicentro di violenze e il simbolo della carenza di aiuti a New Orleans che ha mostrato l’incapacità di rispondere a una catastrofe da parte di un governo, che si riteneva del tutto preparato.  

“Il Parlamento Tedesco ha studiato un piano di sensibilizzazione della popolazione e di istruzione delle forze dell’ordine per prepararsi a una catastrofe di grandi dimensioni”, ha affermato Elsberg, “tutti i governi dovrebbero investire nella sicurezza e attuare un tale piano strategico, visto l’interdipendenza di tutti gli stati per quanto riguarda non solo la rete elettrica, ma tutto un sistema di vita e della qualità della stessa per vivere sicuri e in maniera sostenibile”. Probabilmente questo piano è scattato dall’episodio del 2005, in cui una piccola provincia del Müsterland in Germania è stata colpita da un black out di due giorni. Nella provincia erano allevati 1.500.000 capi di bestiame che sono stati salvati grazie alla protezione civile tedesca (Technisches Hilfswerk) che ha concentrato tutti i gruppi elettrogeni della Germania per garantire la sopravvivenza degli animali.  

Il congresso di Civil Protect vuole essere in questo senso un primo passo per non farsi cogliere del tutto impreparati. Fino a domani, il congresso rappresenta un appuntamento tecnico che gravita interamente sul tema della sicurezza dell’approvvigionamento elettrico. In particolare domani si parlerà delle infrastrutture critiche, ossia le istituzioni e le strutture che svolgono un ruolo essenziale per la collettività, e che in caso d’interruzione d’esercizio potrebbero causare dei disagi, o anche pericoli elevati e danni permanenti, per la popolazione e l’ordine pubblico. La sessione di domani è dedicata alla protezione civile e all’integrità della popolazione.  

Tutte le informazioni sul congresso Civil Protect 2015 sono reperibili sul sito: www.civilprotect.it

 

Klimainfisso, 100% concentrato di professionalità e tecnologia

KLIMAINFISSO
Una seconda edizione di Klimainfisso, unica fiera italiana della filiera del serramento, sotto le as ... Continua

Klimainfisso, 100% concentrato di professionalità e tecnologia

Una seconda edizione di Klimainfisso, unica fiera italiana della filiera del serramento, sotto le aspettative dell’organizzazione e delle aziende presenti, anche se si è confermata una ricca piattaforma di formazione e di informazione nonché di scambio di opinioni e di relazioni commerciali.

“Purtroppo Klimainfisso 2015 ha dato risultati nettamente sotto le nostre aspettative”, afferma Reinhold Marsoner, direttore di Fiera Bolzano, “non siamo soddisfatti della quantità, ma molto orgogliosi per la qualità dei prodotti delle aziende e dei visitatori che, come dimostra l’indagine condotta da Fiera Bolzano, sono per quasi il 60% decision maker all’interno dell’aziende: imprenditori (29%), direttori generali (14,5%) e responsabili (16%). Coinvolgeremo in ogni caso i nostri principali partner per capire insieme che direzione dovrà prendere questa manifestazione”, conclude Marsoner.

Una fiera compatta ed iperspecialistica, ricca di eventi e di convegni che ha visto la presenza di 2.650 operatori del settore provenienti da tutta Italia (nel 2013 erano stati 4.500), l’80% dei visitatori proviene da fuori provincia, in particolare dal Veneto (27,3%), dalla Lombardia (14,5%) dal Trentino (9,3%), dall’Emilia Romagna (7,5%), dal Friuli Venezia Giulia (4,4%), ma anche dall’Abruzzo, dalla Toscana e dalla Valle d’Aosta non che da altri Paesi (1,3%) .

“Il fatto che un’altra fiera nazionale abbia spostato la propria manifestazione del settore dall’autunno alla primavera sicuramente non ci ha agevolati”, commenta Daniel Degasperi, project manager di Klimainfisso, “possiamo però affermare che i tre giorni di Klimainfisso a Bolzano hanno offerto un ambiente decisamente professionale pensato per i professionisti del serramento ma aperto anche ai progettisti. Sono 700 gli operatori che hanno partecipato ai tanti workshop e conferenze a cominciare dal Convegno Internazionale e dall’Innovation Forum, sempre all’insegna dell’eccellenza”, conclude Degasperi.

Prove di posa in opera di infissi e dimostrazioni si sono susseguite per i tre giorni di fiera attraendo sempre l’attenzione dei visitatori. Tanti i workshop su un argomento, quello della posa, che continua ad esser caldo per tanti operatori. Altro tema pervasivo nei seminari e nelle discussioni è stato quello della ristrutturazione, unico segmento della nostra edilizia a dare segni di vitalità. Un tema che attrae sempre più l’attenzione degli operatori, dei progettisti e degli studiosi.

Produttori di infissi, vetri, semilavorati, accessori, utensili e attrezzature hanno proposto il meglio della propria offerta di sistemi, prodotti e servizi ad un pubblico definito da tutti gli operatori altamente specializzato, come confermano i commenti dei responsabili di alcune aziende del settore presenti:

Fabrizio Pagliani, direttore vendite e marketing di Sarner Leimholz (il profilo lamellare) riassume così i tre giorni di manifestazione: “Per noi è un must essere presenti e siamo contenti di esserlo anche questa volta. Fiera Bolzano fa molto per incentivare le attività commerciali delle aziende altoatesine e per questo ci aspetteremo anche più partecipazione da parte delle imprese locali. Con la prima edizione di Klimainfisso avevamo incrementato notevolmente il grado di conoscenza della nostra aziende in Italia e l’organizzazione di questa edizione è stata nuovamente impeccabile”. Emanuel Albertegger, responsabile commerciale Italia di Hoppe racconta: „Per noi è una scelta doverosa quella di partecipare a Klimainfisso essendo un produttore locale e un leader sul mercato in Italia. Si tratta di una fiera interessante e di nicchia. L’affluenza non era quella che ci saremmo aspettati, ma la qualità dei visitatori è sempre elevata. Abbiamo avuto il tempo di presentarci e relazionarci con il cliente come gli è dovuto“.

Particolarmente significativa la presenza del settore del vetro capeggiato dall’associazione di settore Assovetro e che ha visto la partecipazione di rilievo delle multinazionali Pilkington e Saint-Gobain e della vetreria Glas Müller Vetri. Andreas Canal, di Glas Müller Vetri afferma: „Per noi il bilancio è positivo perché a questa fiera incontriamo i nostri clienti e qui ci prendiamo il tempo per loro. Pochi visitatori, ma ottimi contenuti. Sicuramente il posizionamento di questa fiera non è stato ottimale all’interno del calendario 2015 e la situazione economica attuale non aiuta. Nonostante questo siamo convinti che proprio in questo momento le fiere siano importanti, sia per gli espositori sia per i visitatori”, mentre Alberto Francato, responsabile Commerciale Area Nord-Est di Saint-Gobain Glass ha commentato così la propria partecipazione: “Abbiamo ritenuto opportuno essere presenti perché il vetro è parte fondamentale dell’infisso. L’affluenza al nostro stand è stata positiva e c’è stato interesse da parte degli operatori. La crisi è molto forte soprattutto nell’edilizia, però la riqualificazione dell’esistente può dare respiro al mercato”.

Così è stata l’edizione 2015 che ha confermato lo spirito e l’identità di Klimainfisso quale unica fiera italiana della filiera del serramento, appoggiata da un largo fronte di enti, associazioni e istituti di prim’ordine come l'Agenzia CasaClima, Assovetro, Eurac, ift Rosenheim, Consorzio LegnoLegno, Stazione Sperimentale del Vetro, Anfit, LegnoFinestraItalia e UCCT. Confermato in pieno anche il ruolo della manifestazione quale piattaforma di formazione e di informazione nonché di scambio di opinioni e di relazioni commerciali.

Alpitec Cina 2015: un successo giunto alla settima edizione

ALPITEC CHINA
Da mercoledì 28 a sabato 31 gennaio si è tenuta a Pechino la doppia rassegna fieristic ... Continua

Alpitec Cina 2015: un successo giunto alla settima edizione

Da mercoledì 28 a sabato 31 gennaio si è tenuta a Pechino la doppia rassegna fieristica Alpitec Cina, fiera specializzata per le tecnologie alpine e invernali, e ISPO Beijing, fiera specializzata in sport, moda e marchi lifestyle in Asia. I quasi 30.000 visitatori hanno confermato il successo dell’edizione precedente, con piena soddisfazione degli espositori.

Su 1.500 metri quadri di superficie espositiva si è tenuta Alpitec Cina 2015, giunta ormai alla sua settima edizione. I 29.948 visitatori della doppia rassegna fieristica hanno potuto conoscere le novità, i prodotti e i servizi più importanti della tecnologia alpina e degli impianti a fune.

I 60 espositori che hanno animato quest’edizione „distaccata“ asiatica di Alpitec, fiera specializzata in tecnologia alpina e infernale, provenivano da 11 paesi diversi: Australia, Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti d’America. Tutti hanno espresso soddisfazione, e confidano in un’ulteriore crescita dei mercati asiatici.

Lo ha sottolineato Cesare Locatelli, direttore vendite per l’Asia della Prinoth SpA: „ Come azienda leader nel nostro settore siamo molto soddisfatti di come è andata questa fiera e di come stanno procedendo le nostre relazioni commerciali con la Cina e l’Asia. Mentre in Europa il mercato è ormai saturo, in Cina stanno nascendo molte nuove stazioni sciistiche che necessitano di impianti e attrezzature di alto livello. Per noi questa fiera è assai importante per incontrare i nostri clienti direttamente nel loro paese.“

Ne è convinto anche Chris van den Berg, Product Manager della Melchers Techexport srl: „La Alpitec è sicuramente una fiera in cui non si può mancare, e anche l’edizione di quest’anno è stata ottima, prova ne sia che ci sono venuti tutti i nostri maggiori clienti. È una rassegna che ci serve non solo per trovare clienti nuovi, ma anche per sondare il mercato e i nostri concorrenti.”

Anche Thomas Bergmann, Key Account Manager Sales Export della Fatzer AG Drahtseilwerke, esprime un giudizio assai lusinghiero: “Siamo qui in Cina per presentare il nostro marchio e per costruire, nel tempo, un nostro mercato. Siamo noi, come produttori, che dobbiamo essere mobili, quindi molto probabilmente parteciperemo all’Alpitec Cina anche l’anno venturo. La fiera ci torna utile per imbastire rapporti diretti coi clienti, e la Cina offre sicuramente un potenziale elevato di operatori economici con risorse ingenti da investire. I nostri prodotti, poi, sono molto richiesti, anche grazie alla buona qualità svizzera attribuita alle nostre funi.”
Bergmann aggiunge poi una considerazione sull’argomento più dibattuto nei corridoi della fiera, e che molti osservatori condividono: “L’assegnazione alla Cina dei giochi olimpici invernali del 2022 darebbe un impulso rilevante allo sport invernale nell’Impero di mezzo.” La scelta del paese che ospiterà le XXIV Olimpiadi invernali nel 2022 sarà adottata a Kuala Lumpur il 31 luglio 2015, quando il Comitato olimpico internazionale dovrà decidere fra i due candidati finalisti Almaty (nel Kazakhistan) e Pechino.

È dello stesso avviso Fabio Da Col, direttore commerciale di Fiera Bolzano, che ha accompagnato la sua squadra a Pechino: “Se la scelta cadrà sulla Cina, per tutto il paese ne scaturirebbe, dopo le Olimpiadi estive del 2008, una seconda grande occasione per mostrare al mondo i propri pregi migliori.” Non a caso, le competizioni olimpiche sono state scelte come argomento principale per il congresso di quest’anno “Asia Pacific Snow Conference”, tenutosi come da tradizione nella seconda giornata della fiera, e che anche questa volta, con circa 130 partecipanti, ha riscosso non poco interesse.

Ma il successo crescente che questa doppia rassegna fieristica continua a registrare ha fatto sì che l’iniziativa sia ormai giunta ai suoi limiti di capacità logistica. Lo conferma Tobias Gröber, direttore della divisione beni di consumo della fiera di Monaco di Baviera: “ISPO Beijing, insieme ad Alpitec Cina, negli ultimi anni è cresciuta costantemente, e ormai ha riempito tutti i padiglioni fieristici del China National Convention Center di Pechino, che abbracciano più di 40.000 metri quadri di superficie espositiva. Per il 2016, quindi, dovremo pensare a un progetto nuovo, poiché nelle condizioni attuali non possiamo più crescere, e le richieste di partecipazione stanno aumentando”.

Le caratteristiche del nuovo progetto si decideranno nelle prossime settimane, e tutto lascia presagire che la prossima edizione di Alpitec Cina e ISPO Beijing, in programma dal 24 al 27 febbraio 2016, sarà foriera di parecchie novità.

Klimahouse: 10 anni di ‘Klima’ vincente

KLIMAHOUSE
Risultati positivi per la 10a  edizione  di  Klimahouse che  ribadisce il  ... Continua

Klimahouse: 10 anni di ‘Klima’ vincente

Risultati positivi per la 10a  edizione  di  Klimahouse che  ribadisce il  suo ruolo  di  primo  piano  nell’ambito dell’efficienza energetica e del risanamento in edilizia.
Tra  i   momenti   più  significativi   della fiera,  l’intervento  dell’Architetto  Mario  Cucinella  al  Congresso internazionale “Costruire con intelligenza”, la premiazione delle aziende di  settore  più innovative e la  visita  in  anteprima  al  MMMC, il nuovo  museo della montagna  di  Reinhold  Messner progettato dallo studio di Zaha Hadid.

 
Grande soddisfazione per i risultati raggiunti da Fiera Bolzano in occasione della decima edizione di Klimahouse: oltre 460 le aziende espositrici, 38.200 i  visitatori,  770  i  partecipanti al Congresso internazionale organizzato in collaborazione  con l’Agenzia  CasaClima,  oltre 1.000 i partecipanti ai forum tematici, 330 quelli alle visite guidate a edifici modello, 50 consulenze private e una partecipazione attiva anche sui canali social della fiera.

Il decimo compleanno di Klimahouse ha coinvolto architetti, progettisti, operatori del settore, istituzioni, ma sempre più un pubblico finale consapevole e interessato a realizzare abitazioni a basso impatto energetico e ambientale, come testimoniato dalle migliaia di messaggi appesi all’albero del futuro installato davanti all’ingresso di Fiera Bolzano.
E come ha anche sottolineato l’Architetto Mario Cucinella, in occasione del suo intervento al Congresso “Costruire il futuro”,  il tema della sostenibilità ambientale coinvolge tutti allo stesso livello: “Prima di parlare di aspetti tecnici bisogna parlare di politiche legate al clima, al consumo di energia. Noi parliamo di eredità e di bellezza del nostro paese ma dobbiamo avere la consapevolezza di ricoprire un ruolo da  attori nella salvaguardia dell’ambiente e del nostro patrimonio” ha affermato Mario Cucinella. “Parliamo molto di statistiche e numeri ma non parliamo di conseguenze. Naturalmente non vogliamo costruire solo oggetti sostenibili ma una vita sostenibile: in ogni cosa che facciamo cade la responsabilità di ognuno di noi.”

www.klimahouse.it

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Invitiamo i nostri espositori a fare attenzione a proposte inviate da Fairguide.com e Expo-guide.com per l'inserimento nei relativi annuari: maggiori informazioni.

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