Fiera Bolzano
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Fissata la data per Prowinter 2015

PROWINTER
La fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali si svolge da giovedì 9 a sabato 11 aprile 2015 a Fiera Bolzano. Su grande richiesta degli espositori torna il sabato a Prowinter. La grande quantità di neve che è caduta sulle alpi lo scorso inverno e nei primi mesi di primavera consente l’apertura di molti impianti posizionati ad alta quota anche in estate e, mentre gli appassionati e gli atleti godono dello sci estivo in contesti davvero speciali, Fiera Bolzano ha fissato la data della prossima fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali. Prowinter si svolge dal 9 all’11 aprile 2015. È appena calato il sipario ad aprile su Prowinter, la fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali a Bolzano, che si è svolta come ogni due anni con Alpitec, la fiera internazionale specializzata per la tecnologia alpina ed invernale, con la presenza di 330 aziende e circa 9.100 ... Continua
Fissata la data per Prowinter 2015

La fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali si svolge da giovedì 9 a sabato 11 aprile 2015 a Fiera Bolzano. Su grande richiesta degli espositori torna il sabato a Prowinter.

La grande quantità di neve che è caduta sulle alpi lo scorso inverno e nei primi mesi di primavera consente l’apertura di molti impianti posizionati ad alta quota anche in estate e, mentre gli appassionati e gli atleti godono dello sci estivo in contesti davvero speciali, Fiera Bolzano ha fissato la data della prossima fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali. Prowinter si svolge dal 9 all’11 aprile 2015.

È appena calato il sipario ad aprile su Prowinter, la fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali a Bolzano, che si è svolta come ogni due anni con Alpitec, la fiera internazionale specializzata per la tecnologia alpina ed invernale, con la presenza di 330 aziende e circa 9.100 visitatori tra cui un parterre di atleti di fama mondiale e i rappresentati delle migliori stazioni sciistiche europee, ma il team di Prowinter è già al lavoro per l’organizzazione della prossima edizione, per intercettare con anticipo le evoluzioni del mercato. Nel 2015 Fiera Bolzano ha deciso di inserire nuovamente il sabato come giornata per Prowinter, valutando le numerose richieste fatte dalle aziende, tra cui molte hanno già manifestato parere positivo per la partecipazione nel 2015.

Paolo Rossi, Titolare di Extreme Winter Equipment Srl: “La fiera Prowinter rappresenta per noi un punto di ritrovo con le varie società sportive del Nord Italia e soprattutto dell’Alto Adige, ma è anche un’importante appuntamento per incontrare il mondo dei negozi sportivi e, in generale, tutti gli operatori del settore”.

Pietro Colturi, Managing Representative di Italy Burton: “Abbiamo creduto in Prowinter fin dalle prime edizioni e abbiamo sempre avuto ottimi riscontri. Il mercato del noleggio è importante, sano e sta crescendo in un certo modo. Ecco perché la nostra azienda ha sempre scelto di partecipare portando le proprie innovazioni e investendo sia nella presenza sia nei prodotti. Per noi è sempre stato un mercato interessante”.

Stefano Silvestri, Wintersport Category Manager di Mares SpA - Head: “Head è un’azienda estremamente innovativa rispetto al lancio di nuove tecnologie sul mercato e per noi Prowinter è una vetrina estremamente importante, soprattutto per quanto riguarda il settore trade, quindi una piattaforma strategica per andare a concludere quelli che sono accordi e contratti che andiamo a definire durante l’anno”.
Michele Villotti, General manager di Silhouette Italia Srl - Adidas Eyewear Italia: “Da cinquant’anni abbiamo la licenza esclusiva per la produzione e la distribuzione mondiale del marchio Adidas Occhiali. Per noi è fondamentale che un prodotto altamente tecnico possa venire spiegato, e questo è certamente il palcoscenico migliore per noi”.

Interpoma 2014, la più grande fiera della mela nella patria dell’agricoltura

INTERPOMA
Si avvicina l’appuntamento con la nona edizione dell’expo internazionale dedicata alla melicoltura nel territorio che vanta la più grande concentrazione di frutteti d’Europa e che da sempre fa del binomio agricoltura-turismo un proprio punto di forzaBen 27.000 ettari di frutteti, 18.000 dei quali dedicati alla coltivazione delle mele e il cui raccolto rappresenta il 15% del totale europeo, fanno dell’Alto Adige la più vasta area continentale chiusa riservata alla frut ... Continua

Interpoma 2014, la più grande fiera della mela nella patria dell’agricoltura

Si avvicina l’appuntamento con la nona edizione dell’expo internazionale dedicata alla melicoltura nel territorio che vanta la più grande concentrazione di frutteti d’Europa e che da sempre fa del binomio agricoltura-turismo un proprio punto di forza

Ben 27.000 ettari di frutteti, 18.000 dei quali dedicati alla coltivazione delle mele e il cui raccolto rappresenta il 15% del totale europeo, fanno dell’Alto Adige la più vasta area continentale chiusa riservata alla frutticoltura. Sono una dozzina le varietà di mele che crescono nelle valli dolomitiche, di cui undici hanno ottenuto nel 2005 il marchio IGP. Circa 8.000 le aziende familiari che producono circa un milione di tonnellate di mele, la metà delle quali destinate all’export.

Sono solo alcuni dei numeri che descrivono il territorio dove dal 20 al 22 novembre prossimo si svolgerà Interpoma, la più grande manifestazione internazionale sulla mela, giunta quest’anno alla nona edizione. Un appuntamento diventato punto di riferimento per l’intero comparto melicolo, considerato il successo crescente registrato nelle ultime tre edizioni. Dal 2008 al 2012, infatti, si è misurato un incremento esponenziale di visitatori, passati da 11.653 a 16.017 (+37,5%) e di espositori (+33%). Anche sulla valenza internazionale della fiera non ci sono dubbi: nell’ultima edizione gli ospiti sono giunti da 60 Paesi e le aziende parlavano 17 lingue diverse.

L’Alto Adige, con la sua vocazione agricola e turistica, è quindi la location ideale per accogliere il personale specializzato del settore melicolo che arriverà da tutto il mondo. Da molto tempo il binomio tra agricoltura e turismo fa della Provincia Autonoma di Bolzano una delle zone più apprezzate da chi ricerca ospitalità, natura e cultura enogastronomica. Si parla di circa 30 milioni di pernottamenti all’anno in Alto Adige, di cui buona parte negli agriturismi. Attraverso il turismo, facilitato dalle bellezze naturali, da ottime comunicazioni e da servizi per i visitatori, le aziende agricole riescono a integrare il loro reddito.

«Per l’edizione 2014 ci attendiamo un ulteriore incremento di presenze – dichiara il Direttore di Fiera Bolzano Reinhold Marsoner – ormai Interpoma è una realtà nel panorama internazionale delle fiere del settore ortofrutticolo. Come sempre il congresso “La mela nel mondo” sarà l’appuntamento principale della manifestazione, perché contribuisce in modo importante al suo successo e alla sua autorevolezza. Ma non mancheranno le novità e le sorprese – conclude - per offrire sempre nuovi spunti di interesse ai visitatori».

Il pubblico di Interpoma 2014 potrà quindi vivere un’esperienza a 360° gradi, fatta di business, ospitalità, enogastronomia e natura. Nel programma della fiera non mancheranno visite ad alcune aziende agricole del territorio per dare la possibilità agli addetti ai lavori di vedere da vicino e toccare con mano la realtà dell’Alto-Adige.


Tutte le informazioni su Interpoma: www.interpoma.it
Twitter: @interpoma – facebook.com/interpoma

A Ottobre la terza edizione di Klimahouse Puglia

KLIMAHOUSE PUGLIA
Appuntamento dal 2 al 4 Ottobre alla Cittadella Mediterranea della Scienza di Bari per la terza ediz ... Continua

A Ottobre la terza edizione di Klimahouse Puglia

Appuntamento dal 2 al 4 Ottobre alla Cittadella Mediterranea della Scienza di Bari per la terza edizione di Klimahouse Puglia, mostra-convegno dedicata all’efficienza energetica e al risanamento in edilizia promossa da Fiera Bolzano per il mercato del sud Italia. Grazie alla collaborazione con l’Ordine degli Architetti, l’Ordine degli Ingegneri e il Collegio dei Geometri di Bari, i convegni in programma a Klimahouse Puglia consentiranno ai professionisti di ottenere crediti formativi.

3.200 m2 di esposizione, 20 eventi speciali, 70 aziende espositrici – di cui un terzo della Puglia -, 20 partner locali, oltre 3.000 visitatori attesi. Questi alcuni numeri della terza edizione di Klimahouse Puglia, dal 2 al 4 ottobre a Bari, che prende vita a seguito del successo riscontrato dalle due precedenti edizioni e grazie a una rinnovata collaborazione con le associazioni di categoria e con le istituzioni più dinamiche della Regione. Il sodalizio è stato confermato lo scorso 3 Giugno a Bari in occasione dell’incontro preliminare di Fiera Bolzano con tutti i partner della manifestazione.

Fiera Bolzano mantiene anche per l’edizione pugliese di Klimahouse, la formula collaudata di “Mostra-Convegno” che prevede un connubio tra spazi espositivi e un ricco programma di formazione e informazione: convegni, workshop, mostre a tema e visite guidate per “toccare con mano” costruzioni CasaClima presenti sul territorio.

Informarsi e scambiare idee. Questo il concept della manifestazione che offre agli operatori del settore del centro e sud d'Italia l'opportunità aggiornarsi sui più recenti prodotti e sistemi costruttivi, proposti dalle più selezionate aziende del settore, che garantiscono elevati standard di risparmio energetico.

In più, il ricco programma di eventi, che prevede oltre una ventina di appuntamenti, è l'occasione ideale per l’aggiornamento professionale di architetti, ingegneri, geometri, operatori edili e imprese specializzate in installazione. Consulenze personalizzate rivolte anche ai privati interessati a ottenere informazioni per costruire o ristrutturare la propria casa all’insegna del risparmio in bolletta energetica, del benessere abitativo, della tutela ambientale; prerogative che incidono in modo rilevante sull’incremento del valore immobiliare.

“Tema conduttore della nuova edizione di Klimahouse Puglia è la ristrutturazione”, anticipa il Direttore di Fiera Bolzano, Reinhold Marsoner. “Per tutelare realmente l’ambiente, è necessario intervenire sulle strutture già esistenti che devono essere adeguate ai nuovi canoni di sostenibilità ed efficienza energetica piuttosto che continuare a costruire ex novo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda i partner e patrocinatori della manifestazione. Tra i più importanti: Regione Puglia, Comune di Bari, Provincia di Barletta Andria e Trani, CNA Puglia, Confartigianato di Bari, Confindustria Bari e Barletta, Andria e Trani, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Ordine degli Architetti, Pianficatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, Ordine degli Ingegneri di Bari, AIDI, Collegio Geometri di Bari e il Network CasaClima Puglia.

Klimaenergy e Klimamobility dal 26 al 28 marzo 2015

KLIMAENERGY
L’appuntamento con Klimaenergy e Klimamobility è per primavera 2015: dal 26 al 28 marzo ... Continua

Klimaenergy e Klimamobility dal 26 al 28 marzo 2015

L’appuntamento con Klimaenergy e Klimamobility è per primavera 2015: dal 26 al 28 marzo aziende del settore energetico e della mobilità sostenibile si incontrano a Fiera Bolzano per presentare le tecnologie più innovative del momento. Accompagneranno l'esposizione aziendale il congresso internazionale, le visite guidate ad impianti implementati ed il Klimaenergy Award, organizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio. 

Grande il consenso da parte delle aziende e dei professionisti delle energie rinnovabili sulla scelta di Fiera Bolzano di rendere Klimaenergy un appuntamento biennale e in molti hanno già manifestato l’interesse per la partecipazione alla prossima edizione, fissata dal 26 al 28 marzo 2015 in contemporanea con il salone per la mobilità sostenibile, Klimamobility. Inoltre, il progetto di Klimaenergy è quello di specializzare ulteriormente l’offerta espositiva della manifestazione, con un occhio di riguardo alle aziende estere con una presenza del 35% sulle oltre 150 attese e alle tematiche del congresso internazionale, che affianca la manifestazione.

„Il mercato italiano della gassificazione del legno è per noi nuovo e molto importante. Con la nostra sede a Bolzano e con la nostra presenza a Klimaenergy abbiamo l’obiettivo di posizionarci al suo interno”, dichiara Stefan Knopf, responsabile marketing della Burkhard Srl: “Siamo lieti di partecipare e siamo entusiasti della manifestazione: la fiera ha una buona presenza di pubblico specializzato, i media e gli operatori sono realmente interessati e per questo Klimaenergy è e rimane la nostra fiera più importante in Italia.”L’ingegnere Thomas Tschaftary, amministratore delegato della Ligento green power Srl afferma: „Il Trentino Alto Adige è una regione fatta apposta per le tecnologie legate al legno: vanta una vasta presenza di bosco, e quindi anche di legna, e soprattutto è esemplare per quanto riguarda le piccole reti di riscaldamento – oltre 50 in provincia – per le quali sono concepiti i nostri impianti. Siamo molto soddisfatti della fiera sia per quanto riguarda l’organizzazione che la frequenza di visite al nostro stand e soprattutto riguardo la qualità.”Anche l’Ing. Wolfgang Holzfeind, amministratore delegato della Geoliving GmbH, presente da sempre a Klimaenergy si dichiara molto soddisfatto di questa manifestazione: „C’è grande interesse da parte dei visitatori, lavoriamo bene e stabiliamo contatti interessanti.“

Questo nuovo percorso prevede la programmazione biennale di Klimaenergy e Klimamobility negli anni dispari a partire dal 2015 mentre, negli anni pari a partire dal 2016, Fiera Bolzano, in collaborazione con i propri autorevoli partner, mantiene l’organizzazione annuale di congresso internazionale di primo livello focalizzato sulle più attuali tematiche energetiche. A cadenza annuale, con la sola pausa prevista per l’edizione 2014, anche il Klimaenergy Award.

Il petrolio, un’importante risorsa dell’economia moderna

KLIMAENERGY
Con una percentuale del 31% rilevata nel 2011, il petrolio detiene la quota maggiore nel mix energet ... Continua

Il petrolio, un’importante risorsa dell’economia moderna

Con una percentuale del 31% rilevata nel 2011, il petrolio detiene la quota maggiore nel mix energetico e grazie al suo ampio spettro di utilizzo svolge un ruolo dominante nell’economia moderna. Sarà così anche in futuro? O è in atto un lento cambiamento?

La rapida ascesa del petrolio iniziò alla fine della seconda Guerra Mondiale. Fino a quel momento il maggior combustibile fossile era il carbone. L’invenzione del motore a scoppio e la scoperta di vasti giacimenti di petrolio in Medio Oriente gettarono le basi per un impiego diffuso in tutto il mondo. L’importanza geopolitica del petrolio svolse un ruolo significativo già nelle Prima e nella Seconda Guerra Mondiale e ha portato in tempi più recenti a sempre più frequenti instabilità politiche (nel 1990 invasione in Kuwait e nel 2003 in Iraq).

Il consumo di petrolio aumentò da 10 milioni di barili al giorno nel 1950 a oltre 30 milioni di barili al giorno nel 1965. Il motivo di questo repentino incremento è da ricondurre ad un’eccedenza nell’offerta e al prezzo contenuto del combustibile fossile. Dopo la fine della seconda Guerra Mondiale il prezzo del petrolio rimase stabile e addirittura calò. Dal 1965 al 2013 il consumo mondiale di petrolio è più che triplicato passando da 30 milioni di barili al giorno a oltre 91 milioni. Dopo il 1974 e il 1979 vi fu un calo considerevole nei consumi dovuti ad una diminuzione dell’offerta da un lato e da significativi aumenti di prezzo dall’altra che portarono ad un’importante recessione. Lo stesso avvenne nel 2008 e nel 2009 in seguito alla crisi finanziaria e alla grave congiuntura.

La crescita demografica e l’aumento delle entrate rappresentano i due maggiori fattori che influenzano la richiesta di energia, motivo per cui nei Paesi OCSE e non-OCSE si sono registrati sviluppi contrastanti. Dal 2008 nei Paesi OCSE il consumo di petrolio è calato. La quota dei Paesi OCSE nel consumo complessivo è passato dal 75% nell’anno 1965 al 49,9% nell’anno 2013, mentre la quota dei Paesi non-OCSE è passata nello stesso periodo dal 25% al 50,1%. Con una quota percentuale di oltre 50, nel 2013, per la prima volta, il consumo di petrolio dei Paesi non-OCSE ha superato il consumo di petrolio dei Paesi OCSE. In base a studi dell’americana EIA – Energy Information Administration – nel settembre 2013 la Cina ha importato, per la prima volta, quantità maggiori di petrolio rispetto agli Stati Uniti.

Considerato che il petrolio svolge, nell’economia, un ruolo significativo, va da sé che anche l’andamento del suo prezzo sia di fondamentale importanza. Una consistente parte di petrolio viene estratta in aree politicamente instabili, motivo per cui il suo costo è influenzato non solo da fattori di mercato ma anche e soprattutto dagli eventi geopolitici. Fino al 1973 il prezzo del greggio era molto contenuto e veniva fissato dalle società petrolifere. Nell’anno 1973 si registrò un calo significativo dovuto all’embargo degli Stati Arabi. L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, meglio conosciuta come OPEC e fondata nel 1960 a Bagdad, decise, alla fine del 1973, di quadruplicare il prezzo del greggio. Da quel momento l’OPEC svolse un ruolo più o meno importante nell’andamento dei prezzi.

Nel 1979-1980 la rivoluzione iraniana e in seguito la guerra tra Iran e Iraq causò un altro importante aumento del prezzo che però non tenne a lungo: dopo il 1973 le estrazioni di petrolio in varie aree tra cui il Mare del Nord divennero economicamente redditizie e furono la causa di un eccesso di offerta con conseguente crollo dei prezzi. Nel 1986 il prezzo del greggio raggiunse i minimi storici ed i Paesi dell’OPEC furono costretti a calare sensibilmente la propria produzione. Per contrastare il calo e mantenere un determinato livello, l’OPEC stabilì delle quote di estrazione per i Paesi membri, che potevano aumentare o diminuire in base all’andamento del mercato. La regolamentazione delle quote, tuttora in vigore, non ha sempre avuto successo poiché non tutti Paesi hanno rispettato le quote assegnate.
tabella 1
 
Durante la Guerra del Golfo del 1990 e dopo l’11 settembre 2001 si registrarono aumenti consistenti seppur di durata limitata. Il prezzo del greggio calò anche in occasione della crisi finanziaria asiatica del 1997-1998. Dopo il 2003, il rapido incremento dei costi del petrolio, che si arrestò brevemente solo durante la crisi finanziaria e la grande recessione del 2008-2009, è da ricondurre ad una combinazione di fattori: il significativo aumento del consumo di greggio in Asia, soprattutto in Cina, la guerra Iraq-Iran, la debolezza del dollaro, le capacità produttive limitate dei Paesi OPEC. Numerosi esperti imputano il consistente aumento del prezzo del greggio e le sue oscillazioni alle sempre maggiori speculazioni dei mercati a termine (futures markets). Sebbene l’influenza che i vari fattori esercitano sul prezzo del petrolio non sia quantificabile, si può senz’altro affermare che lo stesso non si determina solamente in base a domanda ed offerta.
Nella cosiddetta “era del petrolio” non si è mai registrato un periodo così lungo nel quale i prezzi del petrolio hanno mantenuto livelli molto alti come avvenuto nella metà del decennio scorso. Sebbene tra il 2012 e il 2013 il costo del greggio fosse leggermente diminuito e che anche per il 2014 e il 2015 si preveda un ulteriore, leggero calo, le previsioni parlano di aumenti a prescindere da come si svilupperà la situazione in Medio Oriente. E’ ragionevole pensare che a medio e lungo termine il prezzo del petrolio non scenderà più ai livelli registrati all’inizio del 21° secolo anche in considerazione della scarsità dei giacimenti da cui estrarre a costi contenuti. I costi elevati hanno portato ad aumentare l’estrazione di idrocarburi da fonti fossili non convenzionali tra cui scisti, argille bituminose e petrolio in acque ultra-profonde, il cui costo oscilla tra i 60 e i 100 US$. La maggior parte delle riserve di petrolio esistenti ha costi di estrazione molto elevati ragion per cui i prezzi contenuti non riuscirebbero più a coprirli.

L’Arabia Saudita e la Russia sono i maggiori Paesi produttori di petrolio seguiti dagli Stati Uniti. Tra i dieci maggiori Paesi estrattori di petrolio cinque sono membri dell’OPEC. Nel 2012 la quota complessiva dell’OPEC nella produzione mondiale di petrolio si attestava al 43% mentre nelle esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi la quota era del 44%. Se si prendono in esame solo le esportazioni di petrolio senza prodotti petroliferi, la quota dell’OPEC ammonta al 60%. Nel 2012 il maggior esportatore fu l’Arabia Saudita seguita dalla Russia e dagli Emirati Arabi Uniti. Per quel che concerne l’utilizzo e le importazioni al primo posto figurano gli Stati Uniti davanti a Cina e Giappone.

Gli incrementi dei costi negli anni Settanta portarono ad una diminuzione delle quote di mercato di petrolio nel mix energetico: dal 45% nel 1975 al 36,8% nel 1990. Nel 2011 la quota si attestava al 31,4% pur mantenendo la maggioranza nel marketing mix. Negli anni passati l’ulteriore perdita di quote di mercato fu imputata all’incremento dei costi del petrolio, alla forte crescita di gas naturale e di altre fonti energetiche. Rinomate istituzioni concordano nel ritenere che la quota di petrolio nel marketing mix diminuirà drasticamente anche in futuro, mentre gas ed energie rinnovabili continueranno a migliorare la propria quota di mercato. Agenzie internazionali dell’energia prevedono che la quota di petrolio nel consumo energetico mondiale calerà, nel 2035, al 26,8%.

Nei Paesi non-OCSE il consumo del petrolio continuerà ad aumentare. Grazie all’alta densità della popolazione, Cina ed India svolgeranno un ruolo d’importanza strategica, mentre nei Paesi OCSE proseguirà la tendenza alla diminuzione, già in atto da alcuni anni. I motivi sono principalmente due: l’incremento del coefficiente energetico nell’utilizzo, la diversificazione delle fonti energetiche, l’aumento della domanda di energie pulite e rinnovabili per diminuire le emissioni di CO2 e raggiungere così gli obiettivi fissati dalla politica in tema di difesa del clima.

Le decisioni prese dalla politica in tema di energia per ridurre le emissioni di CO2 dimostrano man mano la propria efficacia. L’incremento nel consumo verrà frenato dall’aumento dei prezzi del greggio avvenuto negli anni passati e dalla continua, sistematica diminuzione delle sovvenzioni destinate ai prodotti petroliferi nei Paesi non-OCSE. Inoltre, negli anni passati, le riserve di gas naturale sono notevolmente aumentate grazie allo sfruttamento di nuove scorte. Tutto ciò indurrà, in futuro, numerosi settori a preferire il gas naturale al petrolio.

Nei Paesi OCSE la domanda diminuirà in tutti i settori. Se in tutto il mondo, nel settore dei trasporti, il consumo di petrolio registra consistenti aumenti, negli altri settori l’incremento è solo impercettibile o addirittura diminuisce sostituito da altre fonti energetiche più economiche. Particolarmente consistente è la quota nel settore dell’elettricità.

Nel settore industriale si prevedono aumenti moderati poiché attualmente nel comparto petrolchimico e in altri non legati all’energia sostituire il petrolio con altre fonti energetiche è possibile solo in minima parte. Nel settore dei trasporti il petrolio è la fonte energetica dominante. I costi elevati hanno portato ad un aumento di efficienza dei veicoli. Con oltre il 50% questo settore vanta la maggior quota nel consumo di petrolio seguito dal settore industriale con il 30%. Anche in futuro entrambi questi settori continueranno ad avanzare notevoli richieste di petrolio.

L’energia impiegata nel settore dei trasporti verrà dominata dal petrolio sebbene vi sarà un rallentamento della crescita dovuto all’impiego sempre più diffuso di combustibili biologi nonché al miglioramento dell’efficienza dei motori. A lunga scadenza nel settore dei trasporti l’utilizzo di veicoli alimentati a gas, di veicoli elettrici e di auto ibride elettriche plug-in nonché di veicoli su rotaia porterà ad un calo del consumo di petrolio.

La flotta mondiale di veicoli aumenterà da 1,1 miliardi nel 2012 a 2,3 miliardi nel 2035 sebbene l’aumento interesserà soprattutto nei Paesi non-OCSE. La percentuale di motorizzazione aumenterà principalmente in Cina e in India: nel 2013 in Cina si contavano 74 veicoli per 1000 abitanti, in India solo 34. In base alle stime della società britannica BP nel 2035 in Cina circoleranno 370 veicoli ogni mille abitanti, in India circa 110. Nei Paesi OCSE la percentuale di motorizzazione si arresterà intorno a 600-800 veicoli ogni 1000 abitanti. L’utilizzo dei biocarburanti e il miglioramento dell’efficienza dei motori porteranno ad un calo del consumo di petrolio.

Il petrolio continuerà ad essere, anche nei prossimi decenni, la maggior risorsa energetica e ad influenzare pesantemente l’economia. La sua quota nel mix energetico continuerà, però, a diminuire e dopo il 2035 non svolgerà più un ruolo decisivo. A lunga scadenza, nel settore dell’elettricità il petrolio svolgerà solo un ruolo di secondaria importanza, nel settore commerciale, domestico ed industriale vi sarà un sempre maggior impiego di altre fonti energetiche. Il petrolio primeggerà solo nel settore dei trasporti poiché sostituirlo con altre fonti energetiche - biocarburanti o gas ad esempio - è un processo molto lento. Considerato che le scorte di petrolio a buon mercato sono sempre più ridotte, gli idrocarburi da fonti fossili non convenzionali – olio di scisto, petrolio di acque ultra-profonde, petrolio ultra-pesante e sabbie bituminose – rappresenteranno una quota sempre più elevata nell’estrazione del greggio.

Monika Psenner – esperta in energie

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