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17/10/2019
Autochtona Awards, sette i vini premiati
Trentino, Piemonte, Emilia, Marche e Sicilia. Sono le cinque regioni che quest’anno si sono aggiudicate i sette premi della rassegna ‘Autoctoni che Passione!& [...]
17/10/2019
AUTOCHTONA 2019
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Autochtona Awards, sette i vini premiati

Trentino, Piemonte, Emilia, Marche e Sicilia. Sono le cinque regioni che quest’anno si sono aggiudicate i sette premi della rassegna ‘Autoctoni che Passione!’ nell’ambito della manifestazione Autochtona. Introdotto un nuovo premio per un vino di stile, carattere, ambizione ed emozione.

 

Da Nord a Sud la grande varietà di vitigni autoctoni presenti in piccolissimi areali così come all’interno di intere regioni, continua a donare una fotografia sempre più affascinante e caratteriale della produzione vitivinicola italiana. È quanto emerge quest’anno scorrendo i nomi dei vini premiati con gli Autochtona Awards alla rassegna ‘Autoctoni che passione!’, che si è svolta ieri nei padiglioni di Fiera Bolzano in occasione della sedicesima edizione del forum nazionale dei vini autoctoni.

 

Per festeggiare la decima edizione di un premio sempre più amato e ambito dai produttori che partecipano ad Autochtona e contemporaneamente anche la partnership con una delle testate del settore di riferimento nel panorama editoriale sia italiano che internazionale, Spirito diVino, è stato assegnato anche un riconoscimento speciale che porta il nome della rivista, al vino “che ha come segni distintivi stile, carattere, ambizione ed emozione” come spiega Emanuele Gobbi, firma della rivista.

 

Nella lista dei premiati, nella categoria del Miglior Vino Bianco s’impone un autoctono profondamente legato al Trentino, la Nosiola, con il millesimo 2018 dell’azienda Maso Poli. Per il Miglior Vino Rosso ci spostiamo in Piemonte con il nobile Nebbiolo nell’interpretazione della cantina Adriano Marco e Vittorio e il loro Barbaresco DOCG Basarin 2016. Anche quest’anno il riconoscimento alle Migliori Bollicine non solo resta in Emilia, ma ancora tra le mura di Cantina della Volta con il Lambrusco di Sorbara La Prima Volta Dosaggio Zero Metodo Classico 2015. Si scende, poi, in Sicilia, alle pendici dell’Etna per trovare il Miglior Rosato che è il Nerello Mascalese di Serafica Terra di Olio e Vino, il Grotta dei Lamponi 2018. Il Miglior Vino Dolce è invece un marchigiano ed in particolare il Bianchello Monsavium 2011 dell’Azienda Agricola Fiorini. Si torna, quindi, in Piemonte, e sempre con il Nebbiolo, ma questa volta cambiando denominazione, per il Premio Speciale Terroir assegnato al Sizzano 2016 di Villa Guelpa.

 

Infine il secondo Premio Speciale introdotto quest’anno –che porta il nome della rivista di settore Spirito diVino, partner della rassegna sin dall’anno del suo debutto – è stato assegnato a TerraQuilia con lo Spumante Sanrosé extra brut 2016, un Metodo Ancestrale da uve Sangiovese coltivate sulle colline modenesi di Guiglia.          

 

“È stata, prima di tutto, una degustazione ben organizzata, interessante e divertente – spiega Luca Gardini, sommelier campione del mondo Wsa nel 2010, nonché autore e affermato critico italiano e internazionale, quest’anno presidente della giuria che ha decretato i vincitori dei premi. “I vitigni autoctoni hanno ancora tanto da svelare e comunicare, soprattutto in un Paese come l’Italia, patria di una ricchezza incredibile da questo punto di vista. Giusto, quindi, valorizzare i nostri vitigni attraverso manifestazioni come queste che meritano di crescere ancora di più per far sì che nessuno si dimentichi di varietà e vini che rappresentano un patrimonio irrinunciabile”.

 

Nel panel dei giurati, coordinati come sempre dal giornalista Alessandro Franceschini, direttore Viniplus di Lombardia e firma di primarie riviste di settore, oltre al presidente Luca Gardini, Pierluigi Gorgoni (giornalista e divulgatore), Luciano Lombardi (DoctorWine), Emanuele Gobbi (Spirito diVino), Eros Teboni (Miglior sommelier del mondo Wsa 2018), Barbara Orlando (AEPI). Insieme a loro, come di consueto, anche dei giurati internazionali: dal Regno Unito Neil Beckett, collaboratore della rivista The World of Fine Wine, dall’Austria Luzia Schrampf, giornalista e sommelier con molte collaborazioni all’attivo tra le quali il quotidiano Der Standard, la rivista enologica Wein.Pur e la versione austriaca di Slow Food Magazin, dalla Germania Kevin Gagnon (Snarky Wine).

03/09/2019
Una panoramica dei vitigni autoctoni nelle ricerche in rete
Sempre più attenzione viene rivolta ai vitigni autoctoni, che sanno attrarre l’interesse di appassionati vicini alle terre di origine, ma anche molto lontani [...]
03/09/2019
AUTOCHTONA 2019
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Una panoramica dei vitigni autoctoni nelle ricerche in rete

Sempre più attenzione viene rivolta ai vitigni autoctoni, che sanno attrarre l’interesse di appassionati vicini alle terre di origine, ma anche molto lontani. La conferma viene anche dal monitoraggio delle ricerche su Google di alcuni vitigni autoctoni effettuate in Italia negli ultimi 12 mesi. A Fiera Bolzano, il 14 e 15 ottobre, da Nord a Sud, si incontra in un calice di vino l’Italia dei territori e della biodiversità.

Autochtona, il forum dell’autoctono italiano per eccellenza, si avvicina. Le porte di Fiera Bolzano si apriranno a operatori del settore vitivinicolo e appassionati il 14 e 15 ottobre. Un palcoscenico che anche quest’anno svelerà i tanti volti dei vitigni autoctoni dello Stivale, diventando una sorta di viaggio tra regioni e territori, alcuni dei quali circoscritti e intimamente legati a varietà che hanno rischiato l’estinzione. Un’opportunità per entrare in contatto con i volti e le storie di tanti produttori, piccoli e grandi, che durante i due giorni della manifestazione racconteranno con passione e serenità il lavoro e la dedizione che si nasconde dietro i calici dei loro vini.

Ma quali sono i vitigni autoctoni più ricercati in rete – in Italia – da appassionati, addetti ai lavori e semplici wine lover e da quali regioni provengono le loro ricerche? Difficile da stabilire, considerando che il nostro Paese è patria di una quantità davvero vasta di varietà, spesso sconosciute, che a volte faticano a varcare i confini territoriali nelle quali vengono allevate. Spesso coincidono con il nome del vino, altre volte vanno a far parte, in modo determinante, di blend noti, ma trovano poco spazio e visibilità in etichetta. È un dato di fatto, però, come l’interesse e la curiosità per le varietà autoctone cresca di anno in anno senza battute di arresto certificato anche dalla sempre maggior frequenza di ricerche in rete da parte degli internauti italiani.

Tralasciando nomi di vitigni autoctoni e di vini che da essi nascono, molto noti e che si identificano con tipologie famose ovunque – ad esempio Nebbiolo (Barolo e Barbaresco), Sangiovese (Chianti, Brunello etc.), Glera (Prosecco) e via discorrendo – è interessante notare come altre varietà maggiormente legate a confini strettamente regionali suscitino comunque un ottimo interesse anche in regioni differenti da quelle di nascita. Con una ricerca effettuata utilizzando strumenti gratuiti come Google Trends® e Ubersuggest®, infatti, emergono dati e indicazioni che possono fornire spunti interessanti a produttori e operatori del settore. La Ribolla Gialla, ad esempio, storico vitigno autoctono che ha trovato in Friuli-Venezia Giulia la sua terra di elezione, in particolare nelle province di Gorizia e Udine, negli ultimi 12 mesi ha registrato quasi 10.000 ricerche in media al mese su Google, provenienti prima di tutto dalla sua regione di origine e dal vicino Veneto, ma anche da Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna. L’Aglianico, nobile varietà del Sud Italia, che dà origine a vini da lungo affinamento come il Taurasi in Campania o l’Aglianico del Vulture in Basilicata, giusto per citare i due esempi più paradigmatici, registra, sempre nell’ultimo anno, 5.400 ricerche medie mensili che spaziano un po’ ovunque, con ottime performance anche nel Lazio e nelle Marche. Il Lagrein, vitigno autoctono dell’Alto-Adige che anche quest’anno sarà protagonista dell’ormai nota rassegna ‘Tasting Lagrein’, evento collaterale di Autochtona, vanta 4.500 ricerche medie al mese che arrivano con sempre più frequenza non solo dalle provincie di Bolzano e Trento, ma anche da Lombardia e Liguria. E ancora: il Verdicchio, alfiere della produzione a bacca bianca delle Marche, riscuote ottimo interesse in termini di ricerca anche in Sardegna, il laziale Cesanese in Lombardia, il Primitivo, soprattutto se associato alla sua origine più nota, vale a dire Manduria in Puglia, in Trentino-Alto Adige, mentre il sardo Cannonau è particolarmente amato in Friuli-Venezia Giulia.

Insomma, non conosce confini l’interesse e il desiderio di conoscenza dei nostri vitigni autoctoni, che rappresentano anche uno strumento culturale per addentrarsi nella storia e nelle tradizioni regionali. Autochtona chiamerà a raccolta molti portabandiera di questo universo, sempre più ricercato ed attraente. 

24/06/2019
Autochtona 2019 in arrivo
Si avvicina la sedicesima edizione della manifestazione dedicata all’autoctono italiano. Riconfermati gli immancabili appuntamenti con “Autoctoni che passione [...]
24/06/2019
AUTOCHTONA 2019
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Autochtona 2019 in arrivo

Si avvicina la sedicesima edizione della manifestazione dedicata all’autoctono italiano. Riconfermati gli immancabili appuntamenti con “Autoctoni che passione!” e “Tasting Lagrein”. E, ad aspettare un pubblico che si dimostra ogni anno sempre più numeroso, tante chicche vitivinicole che andranno ad ampliare il meraviglioso pantone dei nostri vitigni autoctoni, affiancando i già affermati best seller ben noti agli appassionati di ogni dove.

Ritorna, come annuale ricorrenza tanto attesa dagli operatori di settore italiani e non, la manifestazione bolzanina dedicata ad alcune specifiche eccellenze vitivinicole italiane. Il Bel Paese si racconterà, infatti, attraverso l’incontro con quei vitigni definiti “autoctoni”, nati e cresciuti in una determinata zona con la quale si identificano in un legame culturale, ancora più che geografico.

La manifestazione si svolgerà nei giorni 14 e 15 ottobre presso la Fiera di Bolzano, in concomitanza con “Hotel”, evento fieristico dedicato alla ristorazione e all’hotellerie che avrà inizio il 14 e terminerà il 17 ottobre. Autochtona vedrà l’immancabile partecipazione di numerosi espositori – più di 80 aziende, provenienti da 17 regioni italiane – desiderosi di far conoscere le proprie uve e il proprio vino ad un pubblico che conta prevalentemente operatori del settore ma anche wine lovers. 

Come ogni anno, molti saranno i vitigni autoctoni che, intramontabili, si sono fatti conoscere in tutto il mondo per le loro peculiarità, ma altrettanti saranno quelli meno noti, meno diffusi o, semplicemente, più rari. Ce ne sarà per tutti i gusti, insomma: i grandi classici e le novità, le conferme e le scoperte, i vini che sono diventati ormai un simbolo della manifestazione e quelli che, invece, ne rappresentano l’originalità. 

L’evento italiano che, per eccellenza, celebra la poliedrica vitivinicoltura italiana attraverso l’espressione territoriale dei vitigni autoctoni, non mancherà di proporre quelle iniziative che, da anni, la rendono riconoscibile. Anche in questa sedicesima edizione, infatti, si terrà la rassegna ‘Autoctoni che passione!”, dove una giuria di esperti assegnerà uno speciale riconoscimento – gli “Autochtona Awards” - alle migliori etichette presenti alla manifestazione, suddivise in base alle rispettive categorie e valutate rigorosamente alla cieca. E sempre per non venir meno alle tradizioni consolidate negli anni di Autochtona, anche per questa edizione sono previsti una serie di eventi collaterali alla manifestazione, fra i quali non mancherà certamente il noto ‘Tasting Lagrein’, che premierà il miglior Lagrein degustato limitatamente alle ultime annate presenti attualmente sul mercato.