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10/01/2018

Stanze a cielo aperto

architettura, clima, paesaggi mediterranei e alpini

Nell’ambito dei seminari di studio e ricerca che Klimahosue organizza ogni anno, sabato 27 gennaio 2018, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la sala Cevedale all’interno dei padiglioni di Klimahouse, è previsto un incontro specifico dedicato ad architetti, studenti, operatori, aziende, che si occupa ancora una volta del delicato, importante rapporto tra architettura, design, clima. Si tratta di un seminario di Architettura e Design dedicato al dialogo tra Design, Natura, Progetto, Contesto.

Il tema della casa bioclimatica non è un’invenzione di questi anni! 

Già dal 1920 in poi, del secolo scorso, è stato eroicamente affrontato da grandi architetti modernisti, che insieme a coraggiosi progettisti, hanno avviato ricerche interessanti su questo importante tema progettuale. Dalla Ville Savoye di Le Corbusier, nei pressi di Parigi, alla Villa Malaparte a Capri, il tetto terrazzo ha rappresentato la conquista di un dialogo tra architettura clima, ambiente, illuminazione naturale e soleggiamento, e la sostituzione del tetto tradizionale con il moderno tetto giardino.

Un percorso, che è riuscito a fondere insieme sia architetture originali che invenzioni tecnologiche d’avanguardia. Ed è in ragione di queste importanti radici e patrimonio e la loro necessaria ripresa, che in occasione della nuova edizione di Klimahouse, a fine gennaio 2018, il DICAM –Dipartimento di Ingegneria Ambientale, Meccanica di Trento, con la cura scientifica del prof. Arch. G. Pino Scaglione, e la collaborazione di varie università italiane e straniere- organizza un seminario di studio dal titolo, suggestivo ed evocativo, “Stanze a cielo aperto”. Un titolo che nasce dalla volontà di recuperare il tema legato all’importante esperienza culturale che parte dagli anni del Razionalismo italiano e va avanti fino ai nostri giorni, con molte ricerche e sperimentazioni originali. 

E proprio a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, anni in cui architetti, senza confini geografici, ma con una comune cultura sperimentale, che sono passati alla storia -a partire da Terragni, Giò Ponti, Le Corbusier, André Lurçat- che si sviluppa una radicale trasformazione del tema dell’abitare, in cui le questioni ambientali, il clima e la luce, gli arredi, soprattutto diventano elementi determinanti nelle architetture e nello spazio di vita quotidiano.

Il seminario è destinato a rilanciare –verso progettisti, studiosi, aziende, soprattutto- uno sguardo ancora rinnovato, sul delicato rapporto tra il costruire, l’abitare e le condizioni della natura, in un momento di grande crisi ecologica planetaria. Ciò sia attraverso un recupero della cultura del Modernismo, che oggi ha ancora un grande successo nell’immaginario collettivo e nella riproduzione di modelli e arredi, sia nel dialogo diverso tra culture alpine e mediterranee, per nuovi equilibri culturali e geografie che travalicano luoghi comuni. Orientando i progetti dell’abitare e vivere nei prossimi anni, verso una cultura dell’abitare ecologico, che includa senza dubbio case intelligenti, capaci sempre più di scaldarci e raffrescarci con pochi consumi, e che passi attraverso una ripresa delle tradizioni architettoniche più importanti in cui non si perde il confine –ma avanza la contaminazione- tra le diverse sensibilità delle diverse nature di luoghi che hanno segnato la storia del vivere e costruire tra Alpi e Mediterraneo, occidente e oriente.

I relatori di “Stanze a cielo aperto”

Al seminario partecipano docenti e architetti, aziende, che porteranno all’attenzione del pubblico progetti e realizzazioni che vanno in direzione dell’attenzione alla intelligente fusione tra cultura e tecnologia dell’abitare futuro, in un confronto tra originali sperimentazioni che si muove in diverse latitudini, forme e spazi dell’abitare, tra il mare, le isole, le Dolomiti, i centri urbani. 

Sotto il titolo “Transizioni: architetture tra interno ed esterno” intervengono Vincenzo Corvino, architetto, studio Corvino+Multari, Napoli e BergmeisterWolf, architetti, studio BergmaisterWolf, Bressanone. Del tema “Spazi dell’abitare: poetiche tra Mediterraneo e Alpi” si occupano Jacopo Mascheroni, architetto, Milano e Alberto Winterle, architetto, direttore Turrisbabel, una rassegna dal numero 107 su ”Abitare oggi”. Tra queste presentazioni si aggiungono quelle degli ospiti speciali, lo studio madrileno ArroyoPemjean Arquitectos che nel loro lavoro hanno affrontato con originalità il tema della ripresa dei modelli moderni, da Le Corbusier in poi, realizzando originali architetture felicemente sospese tra attenzione ai principi ecologici, alla qualità spaziale e alla bellezza dell’edificio. Carmen Martinez Arroyo e Rodrigo Pemjean, parlano di “Geografie e le culture del progetto moderno/contemporaneo: abitare tra regola e poesia”.

 

 

 

 

 

 

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