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16/10 - 17/10/2017
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  La Fiera > Autochtona è...

L’APPUNTAMENTO CON I VINI AUTOCTONI ITALIANI DI ECCELLENZA

Una vetrina in grado di esaltare le tipicità dei vini provenienti da vitigni unici o rari della ricca tradizione italiana. I vignaioli coltivano e lavorano direttamente le loro uve e seguono di persona l’intero processo produttivo, dalla vite al bicchiere. Questo è un presupposto essenziale per produrre vini bianchi e rossi di altissima qualità.

Nel cuore dell’Alto Adige, dove la cultura enologica è tra le più antiche d’Europa, Autochtona accende i riflettori sulle denominazioni più note così come su quelle meno conosciute del grande patrimonio vitivinicolo italiano.

Numeri

 

oltre 1.200 presenze

 

480 etichette autoctone

 

120 produttori provenienti da 15 diverse regioni italiane

 

2 Awards: "Autoctoni che passione!" e "Tasting Lagrein"

 

1 manifestazione: Vinea Tirolensis, dedicata ai produttori altoatesini indipendenti

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Pensieri

"Siamo ormai giunti alla nostra 4° partecipazione e ritengo che questa manifestazione sia sempre meglio, sia dal punto di vista organizzativo sia dal livello dei produttori che partecipano."

Lorenzo Bulfon, I vini di Emilio Bulfon

"Ci siamo trovati molto bene, i nostri colleghi sono ottime persone che credono in quello che fanno.Il punto di forza della manifestazione è la passione, che accompagna produttori e visitatori"

Franco Accorsi, Fondo Bozzole

"Buona affluenza di pubblico interessato, ottima organizzazione e siamo riusciti a interagire tranquillamente con le persone grazie alla selezione che veniva fatta all'ingresso"

Pasquale Giordano, Fosso degli Angeli

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News

Gli autoctoni reagiscono meglio ai cambiamenti climatici

AUTOCHTONA

Attilio Scienza e Donato Lanati, importanti ed affermati studiosi di viticoltura ed enologia, sono concordi nel sottolineare il ruolo sempre più centrale dei vitigni autoctoni e la loro capacità di sapersi adattare alle mutate condizion ...

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L’Italia dei vini autoctoni in scena a Bolzano!

AUTOCHTONA

Inizia il conto alla rovescia per la quattordicesima edizione di Autochtona. Il 16 e 17 ottobre torna a Bolzano l’appuntamento con i “custodi degli autoctoni”, alla scoperta dei vitigni italiani più rari.  “La mos ...

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Autochtona 2017. La vetrina dei vini autoctoni italiani

AUTOCHTONA

Il 16 e 17 ottobre torna il Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano. Confermati gli incontri B2B con buyer internazionali provenienti da tutta Europa e le due rassegne “Autoctoni che passione!” e “Tasting Lagrein” ...

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Gli awards di Autochtona premiano gli artigiani della tipicità

AUTOCHTONA

La rassegna “Autoctoni che Passione!” ha proclamato i vini vincitori della 13^ edizione di Autochtona. La giuria di wine journalist ed esperti del settore ha selezionato le 6 migliori etichette tra le oltre 70 finaliste in degustazione. P ...

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Ad Autochtona un pezzo della biodiversità vitivinicola italiana

AUTOCHTONA

Le uve autoctone italiane sono centinaia, forse migliaia. Si tratta di un patrimonio non solo naturale, ma anche socio-culturale straordinario, perché per ciascuna di queste varietà uniche esiste una comunità di vignaioli che si ...

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Ad Autochtona 2016 le aziende incontrano i buyer

AUTOCHTONA

Il 24 e 25 ottobre si rinnova l’appuntamento con il Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano. Novità assoluta della 13^ edizione sono gli incontri B2B con buyer internazionali provenienti da tutta Europa. Torna anche quest&rsq ...

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Con "Autoctoni che passione!" vincono i vini dei territori

AUTOCHTONA

Assegnati gli "Autochtona Awards" ai top wine della 12^ edizione di Autochtona. La giuria ha premiato 6 vini, sulle oltre 300 etichette che hanno partecipato alla manifestazione. Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia e Sardegna. Le eti ...

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Tasting Lagrein. Due premi non bastano

AUTOCHTONA

Alla sua quinta edizione, per la prima volta, si registra un clamoroso ex aequo nella categoria Lagrein "d'annata" tra l'interpretazione di un vignaiolo e quella di una storica cantina produttori. Il riconoscimento "Miglior Lagrein Riserva" premia, i ...

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A ottobre due giornate per esplorare il panorama delle varietà autoctone italiane

AUTOCHTONA

Il 19 e 20 ottobre, l’appuntamento per operatori professionali, giornalisti e blogger è con la kermesse bolzanina dedicata ai gioielli nascosti della vitivinicoltura italianaNel cuore dell’Alto Adige, si rinnova l’appuntament ...

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La Schiava, vitigno autoctono altoatesino, raccontata da Angelo Carillo

AUTOCHTONA

La Schiava, vitigno autoctono altoatesino, ha accompagnato la serata di anteprima della edizione 2015 della manifestazione, raccontata in prima persona da una firma prestigiosa dell’enogastronomia, Angelo Carrillo.Un viaggio nell’Italia d ...

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Gli autoctoni reagiscono meglio ai cambiamenti climatici

Attilio Scienza e Donato Lanati, importanti ed affermati studiosi di viticoltura ed enologia, sono concordi nel sottolineare il ruolo sempre più centrale dei vitigni autoctoni e la loro capacità di sapersi adattare alle mutate condizioni climatiche in atto.

Prima le gelate primaverili, poi il gran caldo e la siccità, intervallata in alcune zone da violente grandinate. Quella che sta per chiudersi è stata un’annata sicuramente molto complicata e difficile in tutta Italia. Una situazione che quest’anno più che mai ha riportato al centro dell’attenzione il tema legato ai cambiamenti climatici, in particolare l’ormai costante innalzamento delle temperature medie e dei picchi.

All’interno di un quadro complessivo deficitario in termini quantitativi, c’è però una costante che questa annata più di altre sta facendo emergere con forza: i vitigni autoctoni sanno adattarsi meglio ai cambiamenti climatici. Ed è anche il fil rouge che lega le testimonianze di importanti studiosi del panorama vitivinicolo italiano, come Attilio Scienza e Donato Lanati.

“I vitigni autoctoni stanno reagendo sicuramente meglio rispetto al resto delle varietà presenti nel nostro Paese” afferma Attilio Scienza, uno dei più importanti studiosi di viticoltura a livello internazionale. Secondo il professore dell’Università Statale di Milano “i vitigni autoctoni sono frutto di un ciclo di selezione di alcune migliaia di anni, attraversano fasi climatiche estreme e per questo hanno accumulato nel loro DNA, per effetto di incroci spontanei e mutazioni, dei tratti genetici che consentono loro di superare condizioni climatiche davvero difficili. Questi geni sono però conservati al loro interno senza aver mai avuto la possibilità di esprimersi, possibilità che è resa fattibile solo dall’incrocio con i processi di ricombinazione e con la successiva selezione. Rappresentano solo una punta dell’iceberg, sotto nascondono un Dna molto più complesso che si adatta ai cambiamenti climatici. Hanno, quindi, ancora molto da dare e da dirci”. Secondo Scienza anche osservando le prime stime produttive che Assoenolgi ha pubblicato qualche tempo fa, è possibile scorgere sagnali chiari di come i vitigni autoctoni siano riusciti a sopportare meglio le condizioni estreme che si sono verificate quest’anno. “Penso alla Campania, alla Puglia o alla Sardegna, dove la percentuale di vitigni autoctoni è molto importante, se non proprio predominante: qui la situazione è sicuramente meno severa rispetto ad altri areali”.

 

Sulla stessa linea anche il pensiero di un’altra grande personalità dell’enologia italiana e internazionale: Donato Lanati. “Gli autoctoni selezionati, cresciuti in zone vocate, sono quelli che reagiscono meglio alle mutate condizioni climatiche” conferma lo studioso che si è conquistato negli anni la fama di “enologo scienziato” grazie al suo centro di ricerca Enosis Meraviglia in Piemonte. Secondo Lanati, basta osservare anche il comportamento di alcuni vitigni autoctoni proprio quest’anno: “Nel nord-ovest il vitigno che ha sofferto di meno è il Nebbiolo, sia nelle Langhe che nell’Alto Piemonte. Spostandoci in Toscana stessa situazione con il Sangiovese che si sta comportando bene, ancor meglio nelle sue zone di maggiore vocazione come a Montalcino o in Val d’Orcia”. E il ricercatore piemontese si aspetta molto anche da una regione del Sud Italia che ama particolarmente e conosce molto bene come la Calabria: “Mi attendo molto quest’anno, chiaramente non in termini quantitativi, ma di qualità: in questa regione, grazie al grande lavoro di recupero dei vitigni più storici, è stata ritrovata un’attenzione e una cura agronomica che li ha restituiti alle loro zone più tradizionali e a più grande vocazione vitivinicola”.

Autochtona, il Forum nazionale dei vini autoctoni che si svolgerà, come ogni anno, all’interno di Fiera 

Bolzano il 16 e 17 ottobre in concomitanza con Hotel, la fiera dedicata al settore dell’hotellerie e della ristorazione, sarà un’occasione ideale per riparlare di questi temi e degustare un ventaglio molto rappresentativo di vini prodotti da vitigni autoctoni, varietà spesso uniche, legate a singoli e piccoli areali, custodite dal lavoro quotidiano di vignaioli che hanno deciso di essere testimoni in prima persona di questo grande patrimonio. 

Una manifestazione di qualità, giunta alla sua quattordicesima edizione, frequentata da qualificati operatori del settore italiani ed esteri, con un pizzico di eterogeneità, portato dalla significativa presenza di wine lovers: il contesto ideale per degustare, scambiarsi opinioni e riflettere sulla grande biodiversità che i vitigni autoctoni sono in grado di donare.

 

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L’Italia dei vini autoctoni in scena a Bolzano!

Inizia il conto alla rovescia per la quattordicesima edizione di Autochtona. Il 16 e 17 ottobre torna a Bolzano l’appuntamento con i “custodi degli autoctoni”, alla scoperta dei vitigni italiani più rari. 

“La mostra dei particolari” così Pierluigi Gorgoni, curatore delle due rassegne "Autoctoni che passione!" e "Tasting Lagrein", definisce Autochtona. “Un viaggio per l’Italia dei comuni, alla scoperta di vini molto radicati ma non sempre noti. A Bolzano, dal 16 al 17 ottobre si potranno assaggiare vini singolari prodotti da vitigni tipici, talvolta molto rari, sovente di formidabile personalità perché difficilmente replicabili fuori da quelle terre elette in cui le uve che gli danno origine si sono ambientate e acclimatate”.

Sono attesi oltre 100 produttori che presenteranno più di 300 etichette esclusivamente da vitigni autoctoni. Da Nord a Sud, saranno tante le varietà meno conosciute che il pubblico potrà degustare come ad esempio Pallagrello, Freisa d’Asti, Rossese, Malvasia Puntinata, Uve del Tundè, Ucelùt, Famoso, Panzale, Marzemino e tanti altri. 

In attesa di Autochtona, Bolzano si prepara ad accogliere operatori professionali e wine lover presso enoteche e winebar della città. Nel week end del 14 e 15 ottobre, coloro che sceglieranno di degustare vini autoctoni italiani riceveranno un biglietto ingresso omaggio. 

Un'accoglienza all'insegna della territorialità e dell'autenticità arricchita dalla confermata collaborazione con Vinum Hotels, il circuito di alberghi con soggiorni interamente dedicati al mondo del vino.

L’evento si svolgerà come ogni anno a Fiera Bolzano all’interno di Hotel, appuntamento fieristico internazionale e punto di riferimento per hotellerie e ristorazione. 

 

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Autochtona 2017. La vetrina dei vini autoctoni italiani

Il 16 e 17 ottobre torna il Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano. Confermati gli incontri B2B con buyer internazionali provenienti da tutta Europa e le due rassegne “Autoctoni che passione!” e “Tasting Lagrein” rispettivamente giunte alla 8° e 7° edizione. 

È ormai diventato un appuntamento sull’agenda per gli operatori del settore. La macchina organizzativa di Autochtona 2017 è all’opera già da alcune settimane per preparare la quattordicesima edizione: il Forum nazionale dei vini autoctoni si svolgerà, come ogni anno, all’interno dei padiglioni di Fiera Bolzano, il 16 e 17 ottobre, sempre in concomitanza con Hotel, la quattro giorni dedicata al settore dell’hotellerie e della ristorazione.

Nelle sue 13 edizioni sono state oltre 1.000 le aziende e oltre 20.000 i visitatori. Una fiera business, organizzata con cura dei dettagli e meticolosità, frequentata soprattutto da qualificati operatori del settore italiani ed esteri, con un pizzico di eterogeneità, grazie a visitatori delle regioni vicine: è quello che affermano con le loro testimonianze dirette tante piccole realtà che di anno in anno arrivano da tutta Italia a Bolzano per esporre e far conoscere i loro vini autoctoni, custodi di uno dei patrimoni più ricchi e originali del panorama vitivinicolo mondiale.

I numeri della scorsa edizione confermano come Autochtona sia un punto di riferimento per tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza dei vitigni autoctoni: 74 produttori provenienti da 17 differenti regioni italiane e 338 tipologie di vini in degustazione hanno animato l’edizione 2016 che ha registrato la partecipazione di oltre 1.300 visitatori specializzati e 46 media accreditati del settore. 

Già confermata la “Best Wine Buy”, formula studiata per creare nuovi sbocchi commerciali verso i mercati esteri. Ideata per la prima volta l’anno scorso, ha incontrato il favore degli operatori esteri così come degli espositori: molte aziende, infatti, hanno potuto incontrare una serie importatori stranieri grazie ad un’agenda di appuntamenti studiata appositamente in base alle loro esigenze.

Naturalmente, non mancheranno le due rassegne che hanno reso il Forum un appuntamento di grande autorevolezza e che hanno visto, dal 2010 ad oggi, avvicendarsi in giuria tra gli eccellenti “palati” della critica italiana e internazionale. “Autoctoni che passione!” assegnerà gli “Autochtona Awards” alle migliori etichette, suddivise in più categorie, tra quelle presenti al Forum, attraverso una degustazione alla cieca; “Tasting Lagrein”, parte integrante del calendario “collaterale” della manifestazione, con la stessa modalità avrà il compito di giudicare le ultime annate in commercio dei vini prodotti dall’omonimo vitigno altoatesino.

Dal 16 al 17 ottobre, l’appuntamento per aziende, consorzi e operatori professionali legati al mondo delle tipicità vitivinicole è a Fiera Bolzano con Autochtona 2017.

 

 

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Gli awards di Autochtona premiano gli artigiani della tipicità

La rassegna “Autoctoni che Passione!” ha proclamato i vini vincitori della 13^ edizione di Autochtona. La giuria di wine journalist ed esperti del settore ha selezionato le 6 migliori etichette tra le oltre 70 finaliste in degustazione.

Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Alto Adige. Queste le regioni di provenienza degli artigiani del vino premiati con gli Autochtona Awards dalla rassegna “Autoctoni che passione!” che si è svolta ieri in occasione della tredicesima edizione del forum nazionale dei vini autoctoni a Bolzano. Mai come quest’anno sono state le tipicità dei micro territori il filo conduttore della manifestazione.

“Come sempre molto coinvolgente, con tante novità e sorprese, questo Giro d’Italia per varietà autoctone” – è così che Pierluigi Gorgoni, giornalista di Spirito diVino e coordinatore della rassegna, racconta la sua giornata di assaggi – “alcune molto rare, come l’Incrocio Bruni, la Mornasca e lo Sciaglin Spumante, che credo di aver assaggiato qui per la prima volta”.

Il premio Miglior Vino Rosso è andato al Valpolicella Ripasso Doc San Giacomo 2014 dell’azienda Villa Mattielli. Rimangono al nord anche l’Award Miglior Vino Bianco, assegnato al Colli Tortonesi Doc Timorasso Cantico 2014 dell’Azienda Agricola di Giovanni Daglio e il premio Miglior Vino Dolce per la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc Gilli 2015 della Cascina Gilli, per la prima volta ad Autochtona.

Scendendo più a sud l’Emilia Romagna è salita sul podio grazie al Christian Bellei, Millesimato 2012, Metodo Classico di Cantina della Volta, che ha ricevuto il premio Migliori Bollicine. Marche Rosato IGT Pinkonero 2015 dell’azienda Angeli di Varano ha ottenuto il riconoscimento per il Miglior Vino Rosato, mentre il premio Speciale Terroir, assegnato come da tradizione all’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento, è volato in Alto Adige grazie alla Schiava Grigia Sonntaler 2015 di Cantina Cortaccia.

Al termine della rassegna, Stefania Vinciguerra, capo redattore di Doctor Wine e presidentessa della giuria ha commentato: “È bello toccare con mano la grandissima varietà del patrimonio ampelografico italiano ed è altrettanto bello vedere che tanti piccoli produttori hanno scelto vitigni anche difficili pur di far emergere le peculiarità della propria zona. È un percorso lungo dove la tecnica deve innestarsi per trarre il meglio da una materia prima che spesso è tutta da capire”.

In giuria, oltre a Stefania Vinciguerra e Pierluigi Gorgoni, anche Andrea Galanti, Miglior Sommelier d’Italia 2015, Jochen Erler, giudice all’International Wine & Spirit Competition, Filippo Gastaldi, sommelier e consigliere di Vinarius e Giuseppe Carrus di Gambero Rosso.

A Bolzano le giornate del vino continuano: oggi in occasione di Vinea Tirolensis, i protagonisti sono i Vignaioli dell’Alto Adige, mentre giovedì 27, il “salotto” del vino di Hotel sarà dedicato al Lagrein, vitigno a bacca rossa altoatesino, che proprio in queste ora sta deliziando il palato dei giurati dell’omonima rassegna “Tasting Lagrein”.

Tutte le informazioni: www.autochtona.it

Ad Autochtona un pezzo della biodiversità vitivinicola italiana

Le uve autoctone italiane sono centinaia, forse migliaia. Si tratta di un patrimonio non solo naturale, ma anche socio-culturale straordinario, perché per ciascuna di queste varietà uniche esiste una comunità di vignaioli che si è battuta per la sua sopravvivenza.

Quante sono le varietà di uve autoctone italiane? Secondo il registro nazionale sarebbero circa 500 le varietà coltivate, salgono a più di mille se si contano anche gli innumerevoli cloni diffusi per ciascuna. Secondo produttori e appassionati il numero potrebbe addirittura raddoppiare, se si considerassero tutti quegli esemplari unici che l’Italia tiene ancora ‘chiusi in un cassetto’ e che aspettano di essere riscoperti e valorizzati. A destinare all’oblio questi esemplari unici è stata tante volte, paradossalmente, la loro qualità principale: il vitigno autoctono è territoriale per eccellenza, difficilmente si adatta fuori dai propri confini, ciò ne limita la diffusione a differenza delle più comuni uve ‘internazionali’.
In questi anni Autochtona ha svolto una sorta di ‘censimento informale’ della biodiversità vitivinicola del nostro paese, ospitando oltre un migliaio di vini unici portati dai loro produttori tenaci, uomini che hanno scelto la strada più difficile con produzioni per lo più di piccole dimensioni.
Autochtona 2016, il Forum nazionale dei vini autoctoni, sta per aprire i battenti della tredicesima edizione, prevista nei padiglioni di Fiera Bolzano il 24 e 25 ottobre. L’evento si svolgerà come ogni anno all’interno della 40esima edizione di Hotel, appuntamento fieristico internazionale e punto di riferimento per hotellerie e ristorazione.
Si attendono oltre 100 produttori vinicoli provenienti da 16 differenti regioni d’Italia che porteranno all’attenzione lo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni italiani, paese primo al mondo per biodiversità.
Saranno tante infatti le varietà sconosciute al pubblico, come il Semidano, proveniente dalla Sardegna e quasi completamente sterminato dal flagello della fillossera a inizio ‘900; oppure l’Invernenga, antica varietà bresciana a bacca bianca il cui nome deriverebbe dall’uso di conservare ‘d’inverno’ gli acini d’uva; o ancora rarissimi vini provenienti delle alpi orientali con nomi dialettali ed esotici come Sciaglin, Ucelùt, Cjanòrie o Forgiarin.
Presenzieranno ad Autochtona anche due uve dell’Emilia-Romagna di recente riscoperta, il Centesimino e l’Uva del Tundé, varietà a bacca rossa del ravennate che è stata riportata in auge grazie al progetto ‘Vitigni Minori’ coordinato dall’Università di Bologna, indagine che pochi anni fa permise di identificare ben dieci biotipi che erano andati persi.

Ma non è detto che le uve autoctone implementate siano destinate a produrre vini di nicchia. È accaduto che viticoltori e Consorzi siano riusciti non solo a salvaguardare la produzione, ma anche a raggiungere il successo commerciale sperato e traghettare le proprie etichette ben oltre il consumo locale. Un caso emblematico è quello del Timorasso, autoctono piemontese che sarà presente alla manifestazione. Sui Colli Tortonesi, l’impegno profuso da produttori illuminati nel dare un vino irriproducibile ha avuto un effetto dirompente. “Cercate un vino all’avanguardia e alla moda? Accettate il mio consiglio e dirigetevi verso il Timorasso”, sono le parole della guru mondiale del vino Jancis Robinson, niente meno che sul Financial Times.
Secondo il giornalista Pierluigi Gorgoni – Coordinatore del concorso ‘Autoctoni che passione!’ che chiuderà la manifestazione – “la biodiversità vinicola italiana per qualche tempo è rimasta nell'ombra dei modelli più ‘global’, anche a causa delle sue produzioni più ridotte e sparute. In questi ultimi anni, invece, assistiamo ad un ribaltamento dell’interesse dei consumatori, sempre più orientati e curiosi verso i vini da vitigni ‘rari’. In questa direzione, nessuna altra manifestazione quanto Autoctona sa offrire all’appassionato uno spaccato tanto vario e puntuale". È per premiare l’indomabilità dei vini autoctoni e dei loro inventori che anche quest’anno, infine, saranno conferiti gli ‘Autochtona award’: una giuria di wine journalist ed esperti di settore sia italiani che stranieri degusterà alla cieca i vini presenti alla manifestazione e premierà i migliori interpreti per ciascuna categoria, la punta di diamante del contest sarà il ‘Premio Speciale Terroir’.

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Ad Autochtona 2016 le aziende incontrano i buyer

Il 24 e 25 ottobre si rinnova l’appuntamento con il Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano. Novità assoluta della 13^ edizione sono gli incontri B2B con buyer internazionali provenienti da tutta Europa.

Torna anche quest’anno il consueto appuntamento autunnale con i vini autoctoni italiani. Il 24 e il 25 ottobre infatti Fiera Bolzano ospiterà la nuovissima edizione di Autochtona in contemporanea con Hotel, la quattro giorni dedicata al settore dell’hotellerie e della ristorazione.

L’edizione 2016 arricchisce la sua formula, proponendo una novità per le aziende che ambiscono a creare sbocchi commerciali verso nuovi mercati esteri. Si chiama “Best Wine Buy” l’opportunità di partecipare a incontri one to one con buyer internazionali per promuovere, valorizzare e affermare commercialmente le eccellenze del nostro territorio nei paesi target. Le aziende espositrici potranno infatti prenotare incontri individuali con gli importatori grazie ad un’agenda studiata ad hoc sulla base delle loro esigenze.

Divenuto oramai un evento unico nel suo genere, Autochtona è il contesto ideale per le tante piccole realtà che custodiscono uno dei patrimoni più originali e ricchi all’interno del panorama vitivinicolo italiano: i vitigni autoctoni. Questo lo spirito della manifestazione che da anni propone al vasto pubblico di operatori professionali, buyer, giornalisti e blogger produzioni di nicchia sempre nuove e riscoperte che certificano il grande legame tra il lavoro dell’uomo, areali di pregio e vitigni ad essi legati da antiche tradizioni.  

I numeri della scorsa edizione confermano la crescita di Autochtona. Con oltre 120 Cantine espositrici provenienti da 15 differenti regioni italiane e 480 tipologie di vini, l’edizione 2015 ha registrato la partecipazione di oltre 1200 visitatori specializzati e 46 media accreditati del settore.

Non mancherà nemmeno quest’anno la rassegna “Autoctoni che passione!” in occasione della quale una giuria di wine journalist e riconosciuti esperti assegnerà gli “Autochtona Awards” alle migliori etichette in degustazione. Confermata anche “Tasting Lagrein”, la degustazione comparativa dedicata ai vini prodotti dall’omonimo vitigno altoatesino, parte integrante del calendario “collaterale” della manifestazione.
Dal 24 al 25 ottobre, l’appuntamento per aziende, consorzi e operatori professionali è a Fiera Bolzano con Autochtona 2016, manifestazione dedicata alla conoscenza, promozione e valorizzazione delle produzioni autoctone italiane.

Con "Autoctoni che passione!" vincono i vini dei territori

Assegnati gli "Autochtona Awards" ai top wine della 12^ edizione di Autochtona. La giuria ha premiato 6 vini, sulle oltre 300 etichette che hanno partecipato alla manifestazione.

Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia e Sardegna. Le etichette vincitrici della sesta edizione di "Autoctoni che Passione!", provengono da ogni parte d’Italia: il binomio qualità-varietà si conferma vincente.

Per Pier Bergonzi, vicedirettore de "La Gazzetta dello Sport", che ha guidato i lavori valutando le 76 etichette finaliste in degustazione é stata una sorta di Giro d'Italia del vino: “Ho avuto la possibilità di assaggiare tanti vini diversi, alcuni da vitigni che ho degustato per la prima volta e, se mai ce ne fosse stato bisogno, ho potuto rendermi conto una volta in più di quanto sia ricco il patrimonio ampelografico del nostro paese".

Partendo da nord, il premio Miglior Vino Rosso è andato al Raboso DOC Piave 2009 dell'azienda Ornella Molon Traverso. È volato in Lombardia l’award nella categoria Miglior Vino Bianco, assegnato al Trebbiano di Lugana Brolo DOC 2014 di Cantina Marsadri. Il premio Migliori Bollicine è andato invece al Lambrusco Rosé di Modena Spumante DOC Brut 2011 di Cantina della Volta.

Scendendo più a sud, la Toscana ha primeggiato nella categoria Miglior Vino Dolce con il "Vin Santo" DOC Colli dell'Etruria Centrale 2011 di Fattoria San Michele a Torri. Infine, le isole: I Custodi delle Vigne dell'Etna ha ottenuto il riconoscimento per il Miglior Vino Rosato con il suo Alnus Etna Rosato DOC 2012, mentre il Premio Speciale Terroir, assegnato tradizionalmente all’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento, è andato alla Sardegna, con 'Entu, Vermentino di Sardegna DOC bio 2014 di Colline del Vento.  

"Autochtona si è conclusa così nel migliori dei modi, con un appuntamento - "Autoctoni che passione!" – che si è dimostrato anche in questa edizione una rassegna di altissimo livello qualitativo, con produzioni che spaziano dal biologico al biodinamico, fino ai vitigni più rari e preziosi", spiega Pierluigi Gorgoni (Guida I Vini d'Italia de L'Espresso), coordinatore della selezione. Il presidente di giuria Pier Bergonzi, è stato affiancato inoltre da Leonardo Romanelli (Gambero Rosso), Peter Schleimer (Vinaria, Austria), Stefania Belcecchi (DoctorWine), Angelo Carrillo (Guida ViniBuoni d'Italia) e Filippo Gastaldi (Vinarius - Associazione Enoteche Italiane).

Mercoledì 21 ottobre, le giornate del vino di Hotel, fiera internazionale specializzata per hotellerie e ristorazione, proseguono con "Vinea Tirolensis", un’area interamente dedicata ai Vignaioli dell’Alto Adige. Giovedì 22, infine, il "salotto “del vino di Hotel sarà dedicato al Lagrein, vitigno a bacca rossa altoatesino, che questa mattina ha deliziato il palato dei giurati dell’omonima rassegna "Tasting Lagrein“.

Tutte le informazioni: www.autochtona.it

Tasting Lagrein. Due premi non bastano

Alla sua quinta edizione, per la prima volta, si registra un clamoroso ex aequo nella categoria Lagrein "d'annata" tra l'interpretazione di un vignaiolo e quella di una storica cantina produttori. Il riconoscimento "Miglior Lagrein Riserva" premia, invece, la sottozona di Gries.

In contemporanea con Vinea Tirolensis, si sono svolte nell'ambito della fiera Hotel, le degustazioni del premio dedicato al Lagrein. La degustazione comparativa - organizzata in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige - ha impreziosito il calendario degli appuntamenti dedicati al vino durante la rassegna dedicata all'ospitalità e alla gastronomia.

Anche per questa 5^ edizione, una giuria composta da wine journalist italiani e internazionali, ha decretato il “Miglior Lagrein” e “Miglior Lagrein Riserva” tra una selezione di 60 etichette in degustazione, tutte rigorosamente provenienti dalle cantine del Consorzio Vini Alto Adige.

"Il Lagrein è un vitigno speciale che ha caratteristiche davvero uniche - ha affermato il Presidente di giuria Peter Schleimer, della rivista austriaca VINARIA -. Dobbiamo fare i complimenti in particolare alle aziende per il diligente lavoro in cantina nonostante la complessità dell'annata 2014".

Con un punteggio perfettamente coincidente, la categoria "Miglior Lagrein" assegna il "Lagrein Award" a ben due etichette: il Lagrein DOC 2014 di Ansitz Waldgries, azienda condotta dal vignaiolo Christian Plattner, e il Lagrein DOC Spigel 2013 di Kellerei Kaltern-Caldaro, storica cantina produttori con oltre 400 associati. Nella categoria “Miglior Lagrein Riserva” a trionfare è invece il Lagrein Riserva Grieser DOC Prestige Line 2013 di Kellerei Bozen-Bolzano, cantina che ha riunito le esperienze secolari di Gries e Santa Maddalena. Questi vini saranno disponibili in degustazione durante la quarta giornata di Hotel.

Si chiudono così le giornate del vino di Fiera Bolzano, anche quest'anno punto di riferimento per centinaia di addetti ai lavori. Autochtona, il dodicesimo Forum nazionale dei vini autoctoni che si è svolto il 19 e 20 ottobre, ha confermato le oltre 1.200 presenze registrate nell'edizione 2014, con 120 produttori provenienti da 15 diverse regioni italiane, per un totale di 480 etichette autoctone in degustazione.
Tra gli appuntamenti principali della kermesse la selezione “Autoctoni che passione!” – presieduta quest’anno dal giornalista Pier Bergonzi, vicedirettore de "La Gazzetta dello Sport" – che ha decretato i top wine 2015 tra un parterre di 76 etichette selezionate tra quelle in degustazione. Ottimi risultati anche per “Vinea Tirolensis”, l’area dedicata ai Vignaioli dell’Alto Adige.

L’appuntamento con la prossima edizione di Autochtona è a Fiera Bolzano il 24 e 25 ottobre 2016. Un'occasione da non perdere per conoscere, promuovere e valorizzare le produzioni autoctone italiane.

Tutte le informazioni: www.autochtona.it

A ottobre due giornate per esplorare il panorama delle varietà autoctone italiane

Il 19 e 20 ottobre, l’appuntamento per operatori professionali, giornalisti e blogger è con la kermesse bolzanina dedicata ai gioielli nascosti della vitivinicoltura italiana

Nel cuore dell’Alto Adige, si rinnova l’appuntamento autunnale con i vini autoctoni italiani. Il 19 e 20 ottobre Fiera Bolzano ospiterà la 12^ edizione di Autochtona, il Forum nazionale di vini autoctoni che si svolge come di consueto in contemporanea con Hotel, Fiera internazionale specializzata per hotellerie e gastronomia.

La due giorni bolzanina è oramai diventata un punto di riferimento unico nel suo genere, un appuntamento ideale per conoscere da vicino tante piccole realtà e i loro interpreti che portano avanti con passione e determinazione un lavoro di grande valorizzazione per il patrimonio ampelografico italiano, vale a dire la salvaguardia dei vitigni autoctoni. Produzioni spesso di nicchia che certificano il grande legame tra il lavoro dell’uomo, areali di pregio e vitigni ad essi intimamente legati da antiche tradizioni.

La macchina operativa, già a lavoro per organizzare al meglio la nuova edizione bolzanina, anche quest’anno si avvarrà della collaborazione di AIS, Associazione Italiana Sommeliers, che fornirà il suo prezioso supporto agli espositori e ai visitatori durante i due giorni di lavoro e degustazione. L’edizione 2014 ha toccato quota 1.275 presenze (il 25% in più rispetto all’anno precedente), con 82 produttori provenienti da 13 diverse regioni italiane, per un totale di 316 etichette autoctone. Il regolamento di partecipazione, particolarmente restrittivo, per il settimo anno consecutivo rimane inalterato. Il criterio di selezione della manifestazione privilegia le aziende produttrici di prodotti di nicchia, limitando l’adesione alle sole etichette italiane con una percentuale di vitigni autoctoni pari almeno al 95%.

Tra gli appuntamenti in programma non mancherà “Autoctoni che passione!”, la selezione dedicata alle migliori etichette in degustazione che verranno premiate con gli “Autochtona Award” da una giuria di wine journalist e riconosciuti esperti. Confermata anche la rassegna “Tasting Lagrein”, ormai parte integrante del calendario “collaterale” della manifestazione, che assegnerà i riconoscimenti per i migliori vini Lagrein.

Dal 19 al 20 ottobre, l’appuntamento per aziende, consorzi e operatori professionali è a Fiera Bolzano con Autochtona 2015, una occasione ideale per far conoscere, promuovere e valorizzare le produzioni autoctone italiane.

Tutte le informazioni: www.autochtona.it

La Schiava, vitigno autoctono altoatesino, raccontata da Angelo Carillo

La Schiava, vitigno autoctono altoatesino, ha accompagnato la serata di anteprima della edizione 2015 della manifestazione, raccontata in prima persona da una firma prestigiosa dell’enogastronomia, Angelo Carrillo.

Un viaggio nell’Italia del vino autoctono insieme ai custodi più preziosi di questo patrimonio, i piccoli produttori, veri e propri ambasciatori delle unicità del nostro territorio. Questa l’essenza di Autochtona, il consueto appuntamento autunnale di Fiera Bolzano in programma il 19 e 20 ottobre in contemporanea ad Hotel, Fiera internazionale specializzata per hotellerie e gastronomia.
Vitigno autoctono di riferimento nella tradizione altoatesina, la Schiava è stata protagonista della serata di anteprima della dodicesima edizione della kermesse, che si è svolta presso la Dream Factory di Milano insieme ad una penna di riferimento della cultura enogastronomica dell’Alto Adige e non solo, il giornalista Angelo Carrillo.
Le etichette di Schiava degustate nel corso dell’appuntamento - fornite dal Consorzio Vini Alto Adige e che hanno accompagnato il menù a base di specialità altoatesine preparato dalla Scuola Kaiserhof di Merano - hanno fatto da cornice ideale per raccontare lo spirito della prossima edizione di Autochtona.
“La Schiava è il vino che rappresenta più autenticamente la tradizione, la storia e la cultura del Tirolo meridionale - ha spiegato Carrillo – poiché ha un rapporto strettissimo con i riti quotidiani della vita degli altoatesini. È il vino di tutti i giorni e la sua salvaguardia e valorizzazione rappresenta sicuramente uno degli obiettivi della vitivinicoltura altoatesina dei prossimi anni”.
La due giorni bolzanina, organizzata in collaborazione con AIS (Associazione Italiana Sommelier), è oggi diventata un punto di riferimento unico nel suo genere per conoscere da vicino tante piccole realtà e i loro interpreti. Un grande lavoro di valorizzazione e salvaguardia, raccontato attraverso i vini e le testimonianze di oltre 100 realtà d’eccellenza, spesso piccoli artigiani che custodiscono vitigni rari o dimenticati.
“Il patrimonio autoctono è fondamentale - ha sottolineato Carrillo durante l’appuntamento milanese - e rappresenta quel differenziale che ci distingue rispetto agli altri Paesi, sottolineandone la sua unicità. A ricoprire un ruolo chiave nella salvaguardia di questo patrimonio sono i piccoli produttori, che rappresentano gli ambasciatori e i veri custodi di questo territorio”.
Il 19 e il 20 ottobre, l’appuntamento per aziende, consorzi e operatori professionali è a Fiera Bolzano con Autochtona 2015, l’occasione ideale per conoscere, promuovere e valorizzare le produzioni autoctone italiane.

Etichette degustate nel corso della serata, fornite dal Consorzio Vini Alto Adige:
Alto Adige Meranese Schickenburg Graf von Meran 2014, Cantina Merano/Kellerei Meran
Alto Adige Lago di Caldaro classico superiore Pfarrhof 2014, Cantina Caldaro/Kellerei Kaltern
Alto Adige Santa Maddalena classico Rondell 2014, Glögglhof Franz Gojer
Alto Adige Schiava Gschleier 2013, Cantina Cornaiano/Kellerei Girlan

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