Forum dei vini autoctoni

25 - 28 ottobre 2010

Forum dei vini autoctoni
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I grandi vini

Autochtona nel quartiere fieristico

Autochtona si svolge nei padiglioni di HOTEL, all'interno del settore A, su una superficie di 450 metri quadri, con una veste rinnovata e di grande impatto. 

Autochtona nel quartiere fieristico

IL VOSTRO INVESTIMENTO: Euro 690,00 + IVA 20%

Saranno compresi nell’offerta: tavolo da degustazione (accanto agli altri produttori), sedie, tovaglie, armadi frigo, ripostigli, servizi di pulizia al tavolo, sputavini, acqua, pane e ghiaccio, l’inserimento nel catalogo, il materiale pubblicitario gratuito e 50 biglietti omaggio.Nei primi due giorni di manifestazione (lunedì 25 e martedì 26) è richiesta presso lo spazio la presenza
del titolare o di un rappresentante della cantina. Nei due giorni successivi (mercoledì 27 e giovedì 28) Fiera Bolzano mette a disposizione un servizio di sommelier, che presentano i prodotti ai visitatori. Le aziende che lo desiderano possono comunque essere presenti con il proprio personale anche tutti e quattro i giorni di manifestazione.

Il nostro team a vostra disposizione!

Per qualsiasi informazione sulla manifestazione o per avere senza impegno una proposta di spazio espositivo contatta il nostro team.

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Online Ticket a €11,00 (intero €24,00). Ingresso diretto - niente code alle casse

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    Press News

    Il Boom dei vitigni autoctoni

    Il recente rapporto Montepaschi sui vitigni autoctoni evidenzia la grande crescita in termini percentuali di vendite nel 2009.

    I dati numerici non lasciano spazio a fraintendimenti: crescita a due cifre per tutti, addirittura un +34,7% per il Negroamaro. Sono i vitigni autoctoni italiani, secondo il rapporto di Montepaschi sul settore vitivinicolo ad aver dominato lo scenario delle vendite dei vini italiani nel 2009. Secondo lo studio condotto da Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena: “spicca l’aumento delle vendite dei vini che appartengono a microaree, ottenuti da vitigni “autoctoni” (Negroamaro, Bianco di Custoza, Morellino di Scansano), a conferma che la diversità territoriale rappresenta un vantaggio competitivo per il vino italiano da spendere sui mercati esteri.” (Per visionare la documentazione completa, clicca qui). Il successo è ovviamente legato anche all’export, voce dominante del settore vitivinicolo italiano, come conferma Assoenologi: “In generale l'incremento dell'export del vino italiano sui mercati esteri - osserva Martelli - in buona percentuale è dovuto alla particolarità di questi vitigni autoctoni, alcuni anche riscoperti di recente”.
    Sul portale on line dedicato al Food & Wine dell’Espresso (clicca qui), a proposito dell’exploit dei vitigni autoctoni si cita il caso virtuoso della Cantina Novelli in quel di Montefalco in Umbria, dove è stato recuperato il trebbiano spoletino. Il giornalista del Mattino di Napoli, Luciano Pignataro, nel rilanciare sul suo blog la notizia si chiede, invece, come sia possibile che in alcune zone italiane intendano cambiare i disciplinari per inserire vitigni internazionali (clicca qui).

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    AUTOCHTONA 2010, la tradizione sposa il virtuale

    Il forum nazionale dei vitigni autoctoni rinnova e potenzia la sua immagine in rete

    (Bolzano, agosto 2010) E’ on line il nuovo sito web di Autochtona. Continuamente aggiornato e social media ready,  la nuova presenza in internet dell’unica manifestazione nazionale esclusivamente dedicata ai vini autoctoni punta sulla promozione digitale, dando visibilità on line a espositori e etichette dell’edizione 2010. La rinnovata versione del sito e la sinergia con i principali social network mette a disposizione del visitatore informazioni dettagliate sulla manifestazione e apre  una finestra sul patrimonio vinicolo autoctono del nostro Paese.
    Il sito www.autochtona.it  è accessibile e immediato. Sviluppato con la tradizionale grafica  di Fiera Bolzano, permette di conoscere le ultime novità sui vitigni autoctoni nella sezione news e seguire in diretta gli aggiornamenti di Twitter con un box dedicato.
    IPad-Ready e Mobile-Ready, il nuovo sito di Autochtona prevede di una newsletter gratuita che, assieme alla funzione RSS, fornisce modalità semplici e comode per essere informazioni in tempo reale,  direttamente su computer o palmare.
    Giunto alla sua settima edizione, il forum nazionale dei vitigni autoctoni in programma a Fiera Bolzano dal 25 al 28 ottobre punta decisamente sul web 2.0.  Presente attivamente su Linkedin e Twitter, il profilo Autochtona da qualche mese conta già alcune centinaia di follower,  e da settembre vedrà ottimizzata la sua presenza anche su Facebook, YouTube e Flickr.
    Ma le novità che caratterizzano Autochtona 2010 non terminano qui. La selezione degli espositori, più rigida rispetto al passato, offre una selezione garantita delle produzioni autoctone più rappresentative del panorama italiano. La partecipazione è infatti consentita solo alle aziende con una produzione annua tra le 5.000 e le 900.000 bottiglie (per chi supera questa soglia sarà possibile partecipare tramite enti di tutela e promozione con un massimo di due etichette). Autochtona propone una mappa di quei vitigni autoctoni nazionali che normalmente non godono di un’ampia visibilità. Visitare Autochtona diventa così un’esperienza sensoriale, un viaggio alla scoperta dei profumi, dei sentori e dei sapori delle diverse regioni. Dal Piemonte con i suoi Nebbiolo, Barbera e Dolcetto alla Puglia del Negroamaro; dal Veneto, con l’immancabile Prosecco alla Sardegna e il suo Vermentino; dalla Lombardia del Trebbiano di Lugana e del Lambrusco all’Emilia Romagna con i suoi Malbo Gentile, Spergola, Lambrusco e Malvasia; dalla Toscana del Vermentino e dell’Alicante fino all’Abruzzo con il suo Moscatello di Castiglione.

    Autochtona, in contemporanea con Hotel 2010, fiera internazionale dedicata al settore alberghiero, è diventata nel corso degli anni una kermesse che attira oltre agli operatori del settore (titolari di enoteche, hotel, bar, ristoranti, grossisti, agenti, etc) anche gli appassionati del vino e del buon bere curiosi di scoprire e assaporare i gioielli nascosti della vitivinicoltura italiana. Per i visitatori il prezzo del biglietto, comprensivo di ingresso ad Autochtona e a Hotel, è di 24 euro, che scende a 11 Euro se lo si acquista online. 

    Tutte le informazioni: www.autochtona.it

    Per maggiori informazioni:

    Stefano Malagoli
    Autochtona Italian Press Office c/o Fruitecom                                
    +39-059-7863894            

    Cristina Pucher                          
    Press Office Fiera Bolzano Spa                                                                                     
    +39-0471-516012

     

    Il sapore del sole nei vini autochtoni del Mediterraneo

    Gustosi abbinamenti enogastronomici di Sandro Sangiorgi

    Sono i vini di mare i protagonisti della rubrica Bere Bene della rivista Sale&Pepe di questo mese.
    Alcuni dei vini autoctoni delle nostre coste vengono descritti ed esaltati dagli abbinamenti di Sandro Sangiorgi, famoso esperto di vini e curatore della rivista Porthos. Menu di terra e menu di mare, dagli antipasti ai dolci, in una breve ma dettagliata relazione di vini il cui aroma trasmette l’intensità dei profumi dei terreni e del sole delle coste del Mediterraneo italiano.
    Tra le proposte:
    Aleatico dell’Elba, Tenuta delle Ripalte per accompagnare i dessert
    Circeo Bianco Dune, Cantina Sant’Andrea per gli antipasti di mare
    Primitivo di Manduria Secco, Azienda agricola Attanasio, per carni saportite
    Ischia Biancolella Frassitelli, Casa d’Ambra per pesci di mare
    Rosso Cornero, Fattoria Le Terrazze per primi e formaggi

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    Vitigni autochtoni, un partimonio nazionale anche per Marcello Masi

    I vitigni autoctoni battono la crisi del mercato mondiale con la loro storia e la loro qualità


    «Il nostro Paese, dopo un lungo periodo di incertezze, ha deciso finalmente di investire sulle proprie radici, riscoprendo e valorizzando le proprie tradizioni». Questo è quello che ha scritto Marcello Masi, vice direttore del TG2 e responsabile della rubrica Eat Parade, sulla rivista Sommelier di luglio-agosto in un articolo dedicato ai vitigni autoctoni nel quadro della crisi economica globale.
    «I nostri vitigni autoctoni stanno vivendo un vero e proprio Rinascimento, ogni regione italiana ha sul proprio territorio gioielli di gusto e struttura» continua Masi puntando l’attenzione proprio sull’importanza di una loro riscoperta, cura e valorizzazione. «Anche per questo, nonostante tutto, continuo ad essere ottimista – conclude – nessun Paese al mondo, infatti, si siede al tavolo del Poker del mercato mondiale del vino non con cinque carte, ma con l’intero mazzo a disposizione come possiamo fare noi».

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    La viticultura delle Cinque Terre tra tradizione e innovazione

    Vertiginose terrazze a picco sul mare e angoli incantati, unici, che il mondo intero ci invidia. Le Cinque Terre non rappresentano solo una delle attrazioni turistiche più ricercate da italiani e stranieri, ma anche una culla incontaminata di vitigni autoctoni che hanno resistito e continuano a farlo anche oggi, all'invasione di vitigni esteri e ad una certa omologazione, non solo del gusto, ma anche culturale. Bosco, Albarola e Vermentino sono un esempio di una viticultura di nicchia, legata ad un terroir ben preciso e sono stati protagonisti di un ampio servizio andato in onda nella storica trasmissione "Uno Mattina", su RAIUNO.
    Secondo Piero Moggia - presidente della Cooperativa Sentieri e Terrazze - sta raccogliendo i primi frutti il progetto, in collaborazione con l'università di Torino, di recuperare vitigni bianchi quali Rossese, Piccabon, Bruciapagliaio e Frappelào che dal Medioevo resero celebri la viticoltura delle Cinque Terre; si è giunti alla riproduzione in vitro dei vitigni, sono state messe a dimora le prime barbatelle e si è proceduto a microvinificazioni in purezza per poter valutare le caratteristiche tecniche e organolettiche sia dei singoli vitigni sia dell'uvaggio nel suo insieme. In questo modo sarà possibile verificare la qualità e bontà di vini antichi recuperati grazie alle tecnologie più moderne.


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    Autoctoni “tecnologici”

    La moderna tecnologia legata ai cellulari di ultima generazione sbarca anche tra i vitigni autoctoni.

    Avvicini alla retro-etichetta la videocamera del tuo cellulare smartphone, inquadri il codice QR code ed accedi ad una serie di informazioni inerenti il vino, la sua origine, peculiarità produttive e tanto altro ancora. Ad introdurre questa novità è stata recentemente l’azienda agricola Giovanni di Raffa di Puegnago, nel bresciano, che in collaborazione con una azienda di web marketing ha introdotto nelle retro etichette del Groppello 2009 questo particolare codice (fonte: www.bresciaoggi.it). E’ una tecnologia, quest’ultima, che sta riscuotendo un certo successo nel mondo del vino: la “Guida Viniplus”, per esempio, edita da Ais Lombardia in collaborazione con la Regione Lombardia, l’ha recentemente introdotta su tutte le pagine dei vini lombardi recensiti e consente non solo di accedere ad una serie di dettagliate informazioni relative ai produttori ed i vini, ma anche di georeferenziare l’azienda e di visualizzare un video in cui un sommelier ne spiega caratteristiche ed abbinamenti.

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    “Autoctono”: antidoto alla globalizzazione

    Un altro vitigno autoctono salvato e valorizzato. Un biglietto da visita per valorizzare al meglio le potenzialità del panorama vitivinicolo italiano.

    “Il nostro è un territorio estremamente vocato per la viticoltura e quindi è necessario  puntare maggiormente sui vitigni autoctoni e sui vini tipici.  Le produzioni internazionali, omologate e uguali in tutte le parti del mondo non possono costituire il biglietto da visita di un territorio con enormi potenzialità, come è quello delle nostre colline”. Chi parla è il presidente della Coldiretti di Piacenza Claudio Bisi (fonte: www.piacenza24.eu) in un incontro che si è tenuto il 17 giugno presso il Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza che aveva come tema il rilancio dei vini di questo territorio. D’altronde, un po’ ovunque l’imperativo sembra proprio quello di puntare sulle produzioni locali, quindi sui vitigni autoctoni, recuperando e rilanciandone anche varietà quasi scomparse. E’ quello che è successo ancora recentemente ad opera della azienda agricola Sbarzaglia che ha messo in produzione un vino rosso ottenuto dal vitigno “Uva del Tundè”, tipico dell’entroterra ravennate. E’ nato anche il consorzio - www.consorziouvadeltunde.com – che ne intende valorizzare la produzione e la conoscenza.

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    Autochtona 2010 premia i migliori vini autochtoni

    Tra le novità della manifestazione di Fiera Bolzano dedicata ai vitigni autoctoni, dal 25 al 28 ottobre 2010, spicca un concorso enologico dedicato a premiare le migliori etichette proposte dagli espositori

    (Bolzano, 16 giugno 2010) “Autoctoni che passione!”: è questo il nome dell’esclusivo premio dedicato ai vini autoctoni, una delle novità dell’edizione 2010 di “Autochtona”, il salone dedicato alla produzione vinicola autoctona italiana che si svolgerà dal 25 al 28 ottobre 2010 a Fiera Bolzano.
    Giunto alla sua settima edizione, il forum altoatesino darà spazio a un concorso enologico pensato per valorizzare la produzione di vini da vitigni autoctoni italiani. Una selezionata giuria composta da giornalisti di settore e sommelier qualificati premierà le migliori etichette proposte dagli espositori, suddivise nelle categorie vini rossi, vini bianchi, vini rosati e vini dolci. Uno speciale premio “Terroir” sarà assegnato inoltre all’etichetta che più rappresenta il recupero di vitigni autoctoni minori, legati ad areali ristretti e a forte rischio di abbandono.
    “Il fermento e l’interesse intorno ai vini autoctoni sta crescendo costantemente negli ultimi anni - afferma Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano – e la decisione di dar vita al Premio “Autoctoni che passione!” scaturisce dal desiderio di dare un risalto maggiore a quelle aziende che maggiormente si impegnano per far conoscere e promuovere le loro migliori etichette ”
    La partecipazione al premio è riservata agli espositori di “Autochtona” 2010 e regolata, quindi, dal suo rinnovato Regolamento di selezione: si abbassa al 5% la percentuale di vitigni internazionali ammessi all’interno delle etichette esposte, la produzione complessiva delle aziende partecipanti dovrà essere compresa tra le 5.000 e le 900.000 bottiglie annue.
    La sessione di degustazione e la premiazione di “Autoctoni che passione!“ si terranno a Fiera Bolzano nel corso di “Autochtona” 2010.

    Tutte le informazioni: www.autochtona.it

    Per maggiori informazioni:
    Stefano Malagoli
    Autochtona Italian Press Office c/o Fruitecom                                
    +39-059-7863894            

    Cristina Pucher                          
    Press Office Fiera Bolzano Spa                                                                                     
    +39-0471-516012

     

    Autoctoni tra festival, degustazioni e riscoperte

    Il Festival dei vini da vitigni autoctoni “Radici” celebra i vitigni pugliesi e lucani. A Pompei si degusta il Lacryma Christi e sotto il Gran Sasso si recupera un antico moscatello.

    Dal 6 all’8 giugno Monopoli é stata la capitale dei vitigni autoctoni pugliesi e campani. è giunto, infatti, alla sua quinta edizione Radici, festival e concorso enologico curato dall’associazione ProPapilla sotto l’egida dell’Assessorato alle Politiche Agricole e l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia.
    Tra gli scavi di Pompei, invece, il Lacryma Christi, è stato protagonista di una scenografica degustazione grazie all’iniziativa della Strada e dal Consorzio del Vino Vesuvio. 35 produttori locali hanno potuto far conoscere e assaggiare questo antichissimo vino campano frutto dell’unione di diversi vitigni autoctoni (Aglianico, Catalanesca, Coda di Volpe o Caprettone, Falanghina, Piedirosso e Sciascinoso) a centinaia di visitatori.
    Spostandoci in Abruzzo, Paolo Massobrio, dalle pagine de La Stampa del 27 maggio, ci parla di un vitigno autoctono vicinissimo all’estinzione, salvato da una famiglia di imprenditori locali: si tratta del Moscatello di Castiglione a Casauria, antichissimo autoctono delle colline pescaresi. Solo 10 mila bottiglie per un passito che nasce sotto i pendii della Maiella e del Gran Sasso.

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    Da Nord a Sud, gli autochtoni bianchi sono in prima pagina

    La nutrita schiera dei vitigni autoctoni bianchi campani non conosce crisi. E nella laguna veneziana si recupera la Dorona.

    Se la “Campania Felix” del vino riesce a combattere la crisi con la grande produzione di vini provenienti da vitigni autoctoni a bacca bianca, in una piccola isola della laguna veneziana si mette in atto un’operazione di recupero ampelografico di grande portata storico-culturale.
    Fiano, Greco, Falanghina, Biancolella, Asprinio, Forastera, Ripoli, Pepella, Coda di volpe, Pallagrello.  Secondo il quotidiano il Mattino di Napoli, con un articolo a firma Luciano Pignataro, i vini bianchi autoctoni della regione campana rappresentano un motore che viaggia a pieni giri, grazie alla facile abbinabilità in cucina e all’ottimo rapporto qualità-prezzo. E la richiesta da parte dei consumatori, sempre più orientata anche verso il mondo delle bollicine, non lascia impreparati i produttori campani, che oramai si presentano sempre più con charmat a metodi classici autoctoni.
    A Nord, invece, i riflettori dell’enologia si accendono sulla laguna veneziana, in particolare sulla piccolissima isola di Mazzorbo, a due passi dalla più nota isola di Burano. Qui Gianluca Bisol, storico produttore trevigiano di prosecco, ha recuperato dall’estinzione e ripiantato un piccolo ettaro di Dorona, antichissimo vitigno autoctono a bacca bianca della Serenissima Repubblica. Ne dà notizia il Sole 24 Ore, in un articolo a firma Claudio Pasqualetto, che sottolinea come la tenuta di Bisol, chiamata Venissa, diventerà anche un vero e proprio laboratorio per la ricerca e la formazione agroambientale.  

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    La rivincita degli autochtoni e delle microaree

    Si consolida l’interesse per i vini da vitigni autoctoni e il connubio con i relativi terroir di provenienza, meglio se di piccole dimensioni.

    Il fermento e l’interesse intorno ai vitigni autoctoni sta crescendo costantemente negli ultimi anni, non solo tra operatori di settore e stampa specializzata, ma anche tra i consumatori. E la sua eco si riflette su alcune recenti indagini e ricerche di mercato.
    A dicembre scorso un’indagine targata Winenews, il noto portale di informazione on line con sede a Montalcino, sviluppata in collaborazione con Vinitaly, aveva sottolineato lo schiacciante interesse da parte degli amanti del buon bere nei confronti delle varietà autoctone. L’83% del campione intervistato (1.456 enonauti) aveva dichiarato di preferire nel bicchiere vini provenienti dall’innumerevole patrimonio autoctono italiano. Sangiovese e Nebbiolo in testa, ma anche Barbera, Aglianico e Montepulciano d’Abruzzo.
    Confermano questo trend anche le recenti ricerche di mercato di Iri-Infoscan, rilanciate sul Sole 24 Ore in un articolo di Davide Paolini. I vini più venduti in Italia nel 2009 rispetto al 2008 sono infatti ottenuti da vitigni autoctoni e appartengono a microaree ristrette, un tempo considerate marginali e secondarie. A trainare il successo dei vini autoctoni è il Negramaro dalla Puglia (+34,7%), seguito dal bianco di Custoza (+23,2%, ottenuto da uve trebbiano a sud del Lago di Garda), dal Morellino di Scansano (+23,1%, uve sangiovese) e dal Soave (+17,4%, uve garganega), 

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    Una nuova “AUTOCHTONA” per l'edizione 2010

    Formula completamente rinnovata per la manifestazione di Fiera Bolzano dedicata ai vitigni autoctoni che per la sua settima edizione entra nei padiglioni della fiera Hotel e allunga la durata da due a quattro giorni, dal 25 al 28 ottobre 2010

    (Bolzano, 21 aprile 2010) Punta su un’accurata selezione degli espositori e si arricchisce con due momenti convegnistici e un premio dedicato ai vini autoctoni l’edizione 2010 di “Autochtona”, che si svolgerà dal 25 al 28 ottobre 2010 a Fiera Bolzano. Quest’anno il Forum dedicato ai vini autoctoni troverà spazio all’interno dei padiglioni di “Hotel” - la fiera internazionale dedicata all’ospitalità alberghiera, alla gastronomia e al turismo – in un’area espositiva completamente rinnovata e durerà quattro giorni, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers Alto Adige.
    “Autochtona” 2010 inizierà un nuovo percorso di ricerca delle etichette più rappresentative del panorama “autoctono” della nostra penisola attraverso un restrittivo regolamento di partecipazione che andrà a costruire un elenco di espositori d’eccellenza in grado di rappresentare la ricchezza dello scenario dei vitigni autoctoni italiani.
    “L’Italia ha un patrimonio vinicolo autoctono inestimabile e spesso sconosciuto - afferma Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano – e attraverso la sua nuova “formula” Autochtona punta a configurarsi come il punto di riferimento per le piccole realtà che contribuiscono in modo decisivo ad arricchire la bellezza del panorama autoctono italiano. I visitatori professionali avranno modo  di degustare e confrontare direttamente oltre 300 vini autoctoni, stabilendo un contatto diretto con le aziende produttrici”.
    Grazie al nuovo regolamento di partecipazione la manifestazione altoatesina rilancia infatti la sua vocazione alla qualità e alla selezione: si abbassa al 5% la percentuale di vitigni internazionali ammessi all’interno delle etichette esposte, la produzione complessiva delle aziende partecipanti dovrà essere compresa tra le 5.000 e le 900.000 bottiglie annue e i padiglioni della manifestazione si apriranno ai Consorzi di Tutela.
    L’appuntamento per gli operatori professionali - enoteche, wine bar, ristoranti, hotel – è dal 25 al 28 ottobre 2010 a Fiera Bolzano con “Autochtona” 2010, che metterà in mostra una biodiversità pressoché impossibile da eguagliare, come è quella dei vini autoctoni del nostro Paese.

    AUTOCHTONA 2010 punta sulla selezione

    Nuovo regolamento per la manifestazione di Fiera Bolzano, che mira a selezionare le eccellenze autoctone italiane e apre i suoi padiglioni ai Consorzi di Tutela, alla ricerca delle tante rarità disseminate nel territorio del Bel Paese.

    La VII edizione di AUTOCHTONA, la manifestazione voluta e pensata da Fiera Bolzano per valorizzare l’enorme patrimonio di vitigni autoctoni italiani, punta sulla selezione degli espositori e si presenta con un Regolamento di partecipazione completamente rinnovato.
    Diminuisce la percentuale di vitigni internazioni ammessi all’interno delle etichette che saranno presentate durante i quattro giorni della manifestazione: solo il 5%, per valorizzare ancora di più, rispetto al passato, l’importanza della peculiarità dei vitigni autoctoni nella composizione dei vini ammessi alla rassegna.
    Aumenta l’uniformità degli espositori: la produzione complessiva delle aziende ammesse ad AUTOCHTONA 2010 sarà compresa all’interno di un range ben preciso, tra le 5.000 e le 900.000 bottiglie annue.
    I padiglioni di AUTOCHTONA 2010 si aprono inoltre ai Consorzi di Tutela; sono numerosi e disseminati in tutte le regioni italiane quelli che valorizzano il lavoro di tanti piccoli produttori che hanno nei vitigni autoctoni il loro punto di forza.
    Il desiderio è dare un’opportunità di visibilità, all’interno di un contesto sempre più specializzato come quello di AUTOCTHONA, anche a piccole realtà che contribuiscono in modo decisivo ad arricchire la bellezza del panorama autoctono italiano.

    Rimanete collegati al sito web www.autochtona.it per i prossimi aggiornamenti!

     

    Una nuova AUTOCHTONA per l'edizione 2010

    Formula completamente rinnovata per la manifestazione dedicata ai vitigni autoctoni che entra nei padiglioni di Hotel e allunga la durata da due a quattro giorni, dal 25 al 28 ottobre

    Tante le novità della VII edizione di AUTOCHTONA, la manifestazione voluta e pensata da Fiera Bolzano per valorizzare l’enorme patrimonio di vitigni autoctoni italiani.
    Il Forum altoatesino proseguirà nel suo percorso verso la qualità attraverso un nuovissimo Regolamento di Selezione che andrà a costruire un elenco di espositori d’eccellenza in grado di rappresentare la ricchezza dello scenario dei vitigni autoctoni italiani.
    Quest’anno AUTOCHTONA troverà spazio all’interno dei padiglioni di HOTEL - la fiera internazionale dedicata all’ospitalità alberghiera, alla gastronomia e al turismo – in un’area espositiva completamente rinnovata che sottolinea la sua nuova personalità. Durerà  quattro giorni,  dal 25 al 28 ottobre 2010 con un meccanismo innovativo del punto di vista del coinvolgimento degli espositori. Completano la nuova “formula di Autochtona” due convegni formativi e un Premio dedicato ai vini autoctoni che vedrà una qualificata giuria di esperti eleggere il miglior vino esposto. 
    Rimanete collegati al sito web www.autochtona.it per i prossimi aggiornamenti sulla manifestazione dedicata ai vitigni autoctoni italiani. Una ricchezza incredibile che ha il merito di saper conservare sapori antichi, tradizioni che si sono sedimentate nel tempo e che mostrano al mondo intero una biodiversità pressoché impossibile da eguagliare, come è quella del nostro Paese.

     

    5 domande sul vino a...

    ...Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano e Presidente della Società Alto Adige Marketing SMG


    1. Preferisce il vino rosso o il vino bianco?
    Preferisco il vino rosso.

    2. Quando beve un buon bicchiere di vino?
    Alla sera.

    3. Dove compera il vino? All'enoteca o al supermercato?
    Compro molto raramente del vino, perché preferisco quello fatto in casa da mia moglie. Quando ne compro però, lo acquisto direttamente in cantina.

    4. Quanto può costare una bottiglia di vino?
    Questo lo deve decidere ognuno per sé. Per quanto mi riguarda non spenderei più di 15-20 Euro per una bottiglia.

    5. Quali sono, nell'ordine, il Suo vino preferito, il Suo produttore preferito e la Sua regione vinicola preferita.
    Preferisco non esprimere preferenze. Tuttavia assaggio volentieri vini dall'Alto Adige, dalla Toscana e dalla Sicilia, ma anche dalla Spagna e dall'Austria.
    Inoltre trascorro volentieri brevi vacanze in regioni vinicole: si tratta in genere di regioni molto particolari, soprattutto per quanto riguarda il paesaggio, le specialità e il cibo. Anche le persone che le abitano sono sempre molto particolari.

    Intervista fatta da www.weinlese.it

     

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