Forum dei vini autoctoni

21 - 22 ottobre 2013
11.00 - 18.00

Forum dei vini autoctoni
  Autochtona è ...
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AUTOCHTONA 2012, VISITATORI IN AUMENTO DEL 34%

AUTOCHTONA 2012, VISITATORI IN AUMENTO DEL 34%

Una manifestazione in continua crescita, anche degli operatori esteri e degli utenti di social media: questo il bilancio della nona edizione del forum vini autoctoni svoltasi dal 22 al 23 ottobre 2012.

La partecipazione è aumentata di più di un terzo, con un incremento del 5% dei visitatori esteri, provenienti soprattutto da Germania e Austria. In tutto sono stati 1.750 i visitatori registrati, con un +34% rispetto ai 1.300 della precedente edizione.

L’edizione 2012 ha visto anche una crescita sul fronte degli espositori, registrando il tutto esaurito con 76 banchetti, contro i 63 del 2011.

Sono passate da 100 a 150 le aziende, presenti singolarmente o attraverso delegazioni, consorzi di tutela, associazioni di produttori e strade dei vini e dei sapori.

Secondo i dati raccolti durante la manifestazione, aumentano anche visitatori ed espositori che ricorrono ai social media, in particolare Facebook, per informarsi su tematiche legate all’enologia, integrando il quadro informativo offerto dalle testate specializzate cartacee e online.

UNA VETRINA PER LA VALORIZZAZIONE DEI VITIGNI DELLA NOSTRA TRADIZIONE

UNA VETRINA PER LA VALORIZZAZIONE DEI VITIGNI  DELLA NOSTRA TRADIZIONE

A garantire lo sviluppo di Autochtona, è il posizionamento orientato alla valorizzazione di vitigni rari, ricercati e recuperati dalle tradizione agricole dei terroir italiani.

In Italia esistono centinaia di piccole ma ottime cantine che hanno investito nella biodiversità della nostra tradizione vitivinicola e non riescono a farsi conoscere dagli operatori del settore. Produttori che grazie a un appuntamento come Autochtona possono contare su una vetrina in grado di esaltare le loro tipicità. A noi come organizzatori della manifestazione compete di ricercare le eccellenze e accendere i riflettori sui loro sforzi.

L’appuntamento con la prossima edizione di Autochtona è in concomitanza con Hotel 2013, la Fiera specializzata per alberghi e gastronomia che si svolgerà a Fiera Bolzano dal 21 al 24 ottobre del prossimo anno.

Elenco espositori 2012



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Autochtona Award: Autoctoni che passione!

Da Aymavilles a Taurasi, da Tortona a Gioia del Colle, passando per Brescia: la manifestazione di Fiera Bolzano ha assegnato gli Autochtona Awards scegliendo tra oltre 300 etichette

Dalla Valle d’Aosta alla Campania, dal Piemonte alla Puglia, passando per la Lombardia. Rappresentano l’Italia da Nord a Sud i vini vincitori degli “Autochtona Award”, selezionati da una giuria internazionale tra le oltre 300 etichette presentate nel corso dell’edizione 2012 di Autochtona, il nono Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano.

Partendo dalla Valle d’Aosta, il riconoscimento Migliori Bollicine è andato al Neblù Brut Metodo Classico Prëmetta di Les Crêtes.

È andato in Piemonte invece l’award nella categoria Miglior Vino Bianco: il migliore è risultato il Colli Tortonesi Timorasso DOC 2007 di Boveri Luigi.

La Lombardia trionfa per il terzo anno consecutivo nella categoria Miglior Vino Dolce: quest’anno la giuria ha scelto il Montenetto di Brescia IGT "M" Marzemino 2009 della Cantina San Michele - La Maddalena.

Si scende in Campania, e in particolare nella provincia di Avellino, per incontrare il Miglior Vino Rosso degli Autochtona Award: il Taurasi DOCG 2007 di Contrade di Taurasi.

Il territorio carsico di Gioia del Colle, nel Barese dà invece vita al Gioia del Colle Doc Primitivo 2009 di Polvanera, che quest’anno si è aggiudicato il premio Terroir.

Una scelta sicuramente non facile da parte della giuria, che ha dovuto scegliere fra proposte di altissima qualità, tra cui produzioni biologiche e biodinamiche e vitigni rari e ricercati.

Il "Premio Visitatori", che è assegnato all’etichetta più votata dal pubblico tra le presenti sui banchi dei produttori che hanno esposto nei duei giorni nei padiglioni di Fiera Bolzano, è stato assegnato agli spumanti metodo classico dell’azienda Fongaro. Prodotti principalmente da uva Durella da coltivazione biologica nelle colline di Roncà (VR), i vini Fongaro hanno saputo conquistare i visitatori grazie alla loro identità.
 

Autochtona Award: Autoctoni che passione!

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AUTOCHTONA 2012
Autochtona 2012, visitatori in aumento del 34%

Il bilancio della nona edizione del forum vini autoctoni: continua la crescita, anche degli operatori esteri e degli utenti di social media

Conferma la sua crescita Autochtona, il forum dei vini autoctoni di Fiera Bolzano che si è svolto il 22 e 23 ottobre: la partecipazione è aumentata di più di un terzo, con un incremento del 5% dei visitatori esteri, provenienti soprattutto da Germania e Austria. In tutto sono stati 1.750 i visitatori registrati, con un +34% rispetto ai 1.300 della precedente edizione. 

L’edizione 2012 ha visto anche una crescita sul fronte degli espositori, registrando il tutto esaurito con 76 banchetti, contro i 63 del 2011. Sono passate da 100 a 150 le aziende, presenti singolarmente o attraverso delegazioni, consorzi di tutela, associazioni di produttori e strade dei vini e dei sapori.

Secondo i dati raccolti durante la manifestazione, aumentano anche visitatori ed espositori che ricorrono ai social media, in particolare Facebook, per informarsi su tematiche legate all’enologia, integrando il quadro informativo offerto dalle testate specializzate cartacee e online.

A garantire lo sviluppo di Autochtona, è il posizionamento orientato alla valorizzazione di vitigni  rari, ricercati e recuperati dalle tradizione agricole dei terroir italiani, come testimoniano le parole del direttore di Fiera Bolzano Reinhold Marsoner. “In Italia esistono centinaia di piccole ma ottime cantine che hanno investito nella biodiversità della nostra  tradizione vitivinicola e non riescono a farsi conoscere dagli operatori del settore – ha spiegato - Produttori che grazie a un appuntamento come Autochtona possono contare su una vetrina in grado di esaltare le loro tipicità. A noi come organizzatori della manifestazione compete di ricercare le eccellenze e accendere i riflettori sui loro sforzi”.

L’appuntamento con la prossima edizione di Autochtona è in concomitanza con Hotel 2013, la Fiera specializzata per alberghi e gastronomia che si svolgerà a Fiera Bolzano dal 21 al 24 ottobre del prossimo anno.


AUTOCHTONA 2012
L'autore ad Autochtona 2012

 

Il 22 ottobre a Bolzano, nell’ambito di Autochtona - Forum nazionale dei vini autoctoni,  presenta “Il vino in Italia”; l’incontro, organizzato in collaborazione con il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, punta a stimolare una una riflessione su vitigni autoctoni, produttore, denominazione e territorio

In occasione di Autochtona 2012 si svolgerà a Bolzano un appuntamento eno-letterario che proporrà una conversazione sul rapporto che intercorre tra denominazione, territorio, produttore e vitigni autoctoni. Lunedì 22 ottobre 2012 alle 18.30 presso il foyer del Four Points Sheraton Hotel è infatti in programma un "Aperitivo con l'autore" che vedrà la scrittrice romana Slawka G. Scarso - autrice del volume "il vino in Italia" edito da Castelvecchio - dialogare col blogger piemontese Fabrizio Gallino (Enofaber), e con Olga Bussinello, direttrice del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. L’incontro tratterà di un viaggio durato alcuni mesi che l'autrice ha condotto in diverse regioni del nostro Paese. Slawka G. Scarso - scrittrice, docente e curatrice del blog marketingdelvino.it - è già stata protagonista di alcuni selezionati incontri di presentazione in tutta Italia, appuntamenti in cui ha raccontato le sue visite che l'hanno portata a realizzare un originale manuale per enoturisti. Nel pieno spirito di Autochtona, improntato alla ricerca di tipicità e tratti distintivi del composito panorama vitivinicolo italiano, l'intento di questo incontro sarà di scandagliare le sfaccettature che fanno del vino un prodotto di territorio. Elementi, questi, che insieme al vino riescono a trasformare il viaggio di un appassionato del nettare di Bacco in un'esperienza a 360 gradi, fatta di vino, certo, ma anche di persone, storie, cultura che vanno, oggi più che mai, valorizzate soprattutto in un momento in cui si è perso il concetto di turista e si va recuperando quello di viaggiatore, che vuole scoprire, imparare, vivere ed essere sorpreso. Non mancheranno riflessioni sul ruolo fondamentale del produttore nell’attribuzione di un carattere distintivo al suo vino nell’interpretazione del territorio, affinché appassionati ed esperti del settore riconoscano un tocco di personalità che renda unico e inimitabile il loro vino. L’evento è organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Valpolicella poiché l’area della Valpolicella è un territorio dove l’autoctonia non è solo quella dei vini doc, qui infatti anche gli uvaggi secondari utilizzano le varietà locali. “Per questo – afferma Olga Bussinello, direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella - è giusto essere ad Autochtona e in particolare in un evento che celebra le persone, la loro esperienza umana e il loro legame con il territorio”. Un legame che in Valpolicella è molto antico e che è ancora più prezioso perché condiviso da tutta la filiera, fatta di tante piccole aziende ma anche di realtà molto grandi, distribuite su un’area di produzione ampia e molto variegata. Un valore che il mercato premia sempre più, soprattutto all’estero. Ecco dunque che Autochtona 2012 diventa una occasione ideale per la presentazione della giovane autrice e apre le porte a una riflessione su: vitigni autoctoni, produttore, denominazione e territorio. L'evento è a ingresso gratuito su invito, previa richiesta di accredito a: eventi@fruitecom.it


 

AUTOCHTONA 2012
Il rapporto tra viticoltore, vitigno e territorio protagonista dell’aperitivo con l’autore @ Autocht

In occasione di Autochtona 2012 si svolgerà a Bolzano un appuntamento eno-letterario che proporrà una conversazione sul rapporto che intercorre tra denominazione, territorio, produttore e vitigni autoctoni. Lunedì 22 ottobre 2012 è infatti in programma un "Aperitivo con l'autore" che vedrà la scrittrice romana Slawka G. Scarso - autrice del volume "il vino in Italia" edito da Castelvecchio - dialogare col blogger piemontese Fabrizio Gallino (Enofaber), e con Olga Bussinello, direttrice del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. L’incontro tratterà di un viaggio durato alcuni mesi che l'autrice ha condotto in diverse regioni del nostro Paese. Slawka G. Scarso - scrittrice, docente e curatrice del blog marketingdelvino.it - è già stata protagonista di alcuni selezionati incontri di presentazione in tutta Italia, appuntamenti in cui ha raccontato le sue visite che l'hanno portata a realizzare un originale manuale per enoturisti. Nel pieno spirito di Autochtona, improntato alla ricerca di tipicità e tratti distintivi del composito panorama vitivinicolo italiano, l'intento di questo incontro sarà di scandagliare le sfaccettature che fanno del vino un prodotto di territorio. 

L’evento è organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Valpolicella poiché l’area della Valpolicella è un territorio dove l’autoctonia non è solo quella dei vini doc, qui infatti anche gli uvaggi secondari utilizzano le varietà locali. “Per questo – afferma Olga Bussinello, direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella - è giusto essere ad Autochtona e in particolare in un evento che celebra le persone, la loro esperienza umana e il loro legame con il territorio”. Un legame che in Valpolicella è molto antico e che è ancora più prezioso perché condiviso da tutta la filiera, fatta di tante piccole aziende ma anche di realtà molto grandi, distribuite su un’area di produzione ampia e molto variegata. Un valore che il mercato premia sempre più, soprattutto all’estero. Ecco dunque che Autochtona 2012 apre le porte a una riflessione su vitigni autoctoni, produttore, denominazione e territorio. L'evento è a ingresso gratuito su invito, previa richiesta di accredito a: eventi@fruitecom.it


AUTOCHTONA 2012
Ad Autochtona i migliori Lagrein: Premiati Ansitz Waldgries e Mayr

Per il secondo anno consecutivo il premio al Weingut-Erbhof Unterganzner. La categoria Riserva/Selezioni ha visto primeggiare il Suedtiroler Lagrein 2010 Mirell

Torna sul podio dei Lagrein Award per il secondo anno consecutivo il Weingut-Erbhof Unterganzner di Josephus Mayr. L’annata 2011 si è aggiudicata infatti il premio Miglior Lagrein. Per la categoria Miglior Lagrein Riserva/Selezione il vino premiato è il Suedtiroler Lagrein 2010 Ansitz Waldgries Mirell.

La premiazione è andata in scena ad Autochtona nel corso di Tasting Lagrein, la degustazione comparativa dedicata a questo vitigno, svoltasi negli spazi espositivi di Fiera Bolzano, in collaborazione con FWS – Associazione Vignaioli dell’Alto Adige. La giuria presieduta da Christine Mayr ha scelto tra i 25 vini presentati dalle cantine aderenti all'Associazione Vignaioli dell' Alto Adige / Südtirol (FWS).

Il Lagrein è uno dei vitigni autoctoni per eccellenza dell'Alto Adige. Dal 2000 la superficie vitata dedicata al Lagrein è passata da 300 a più di 400 ettari, con un incremento del 30%. La zona di maggior elezione sono i terreni ghiaiosi e sabbiosi che costeggiano Bolzano e l'area della Bassa Atesina, anche se è diffuso pure in Oltradige.


AUTOCHTONA 2012
Autochtona 2012, Fongaro si aggiudica il Premio dei visitatori

Gli spumanti biologici a base di uva Durella dell’azienda di Roncà sono stati i più votati dai visitatori del nono Forum dei vini autoctoni di Fiera Bolzano

Sono stati i visitatori di Autochtona 2012, con i propri voti, ad assegnare l’ultimo premio di “Autoctoni che passione!”. Ad aggiudicarsi il riconoscimento sono stati gli spumanti metodo classico dell’azienda Fongaro. Prodotti principalmente da uva Durella da coltivazione biologica nelle colline di Roncà (VR), i vini Fongaro hanno saputo conquistare i visitatori grazie alla loro identità.

Un risultato che premia l’iniziativa intrapresa nel 1975 da Guerrino Fongaro, che in quell’anno scelse di tornare nel suo territorio di origine per scommettere su metodi di coltivazione della vite naturali e rispettosi dell’ambiente e su un vitigno autoctono all’epoca quasi abbandonato. Sfruttando la particolare acidità della Durella, Fongaro ha puntato tutto sulla spumantizzazione a metodo classico, che si declina in sei etichette: Fongaro Cuvèe Brut Etichetta Bianca, Fongaro Gran Cuvèe Brut Etichetta Grigia, Lessini Durello DOC Fongaro Brut Etichetta Viola, Lessini Durello DOC Fongaro Riserva Brut Etichetta Nera, Lessini Durello Fongaro Pas Dosè Etichetta Verde, Lessini Durello DOC Fongaro Riserva Pas Dosè Etichetta Nera.


AUTOCHTONA 2012
Ad Autochtona 2012 il Miglior Dolce è un vino di Capriano del Colle

Il Consorzio Tutela Vini DOC Capriano del Colle, ad Autochtona 2012 con 6 aziende, ha visto aggiudicarsi il premio per il Miglior Vino Dolce a uno dei suoi associati: L'Azienda Agricola San Michele

Sul Monte Netto nel comune di Capriano del Colle in provincia di Brescia,l'Azienda Agricola San Michele, più di 30 anni fa, si è impegnata nella riscoperta e nel recupero di antichi vigneti. Grazie ad un’attenta selezione dei vitigni e assemblaggi ragionati l'Azienda Agricola San Michele ha raggiunto l’obiettivo di produrre vini equilibrati ed eleganti. E la conferma è arrivata anche ad Autochtona 2012, dove il Montenetto di Brescia IGT "M" Marzemino 2009 dell'azienda bresciana, che ha partecipato tramite il Consorzio Tutela Vini DOC Capriano del Colle, si è aggiudicato il premio come Miglior Vino Dolce. Ottenuto in purezza da uve appassite del vitigno autoctono Marzemino, questo vino di colore rosso rubino si sviluppa su diversi livelli di profumi in un crescendo vellutato e deciso, quasi sinfonico, consigliato come abbinamento a momenti di pura meditazione.


AUTOCHTONA 2012
Ad Autochtona i migliori Lagrein: Premiati Ansitz Waldgries e Mayr

 

Per il secondo anno consecutivo il premio al Weingut-Erbhof Unterganzner. La categoria Riserva/Selezione ha visto primeggiare il Suedtiroler Lagrein 2010 Mirell

Torna sul podio dei Lagrein Award per il secondo anno consecutivo il Weingut-Erbhof Unterganzner di Josephus Mayr. L’annata 2011 si è aggiudicata infatti il premio Miglior Lagrein. Per la categoria Miglior Lagrein Riserva/Selezione il vino premiato è stato il Suedtiroler Lagrein 2010 Ansitz Waldgries Mirell.

La premiazione è andata in scena ad Autochtona, nono Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano, nel corso dell’iniziativa Tasting Lagrein, la degustazione comparativa dedicata a questo vitigno, realizzata grazie alla collaborazione di FWS – Associazione Vignaioli dell’Alto Adige negli spazi espositivi di Fiera Bolzano.

La giuria presieduta da Christine Mayr ha scelto tra i 25 vini presentati dalle cantine aderenti all'Associazione Vignaioli dell' Alto Adige / Südtirol (FWS). Nel pomeriggio si è svolta inoltre la degustazione dei Lagrein rivolta al pubblico.

Il Lagrein è uno dei vitigni autoctoni per eccellenza dell'Alto Adige. Dal 2000 la superficie vitata dedicata al Lagrein, in Alto Adige, è passata da 300 a più di 400 ettari, con un incremento del 30%. La zona di maggior elezione sono i terreni ghiaiosi e sabbiosi di Bolzano, anche se è diffuso anche in Oltradige.

 

Per ulteriori informazioni: www.autochtona.it

Contatti: 

“Autochtona” Italian Press Office c/o Fruitecom

+39-059-7863894             

Press Office Fiera Bolzano Spa                                                                                      

+39-0471-516012


 

AUTOCHTONA 2012
Autochtona Awards, al primitivo di Polvanera il Premio Terroir

Il giudizio della giuria internazionale: il Gioia del Colle DOC dell’azienda pugliese è il vino che meglio rappresenta il legame tra vitigno e territorio

Con il suo colore rosso intenso e il suo gusto pieno ed elegante, è il Gioia del Colle Doc Primitivo Vigneto Montovella 2009 di Polvanera il vino che meglio rappresenta il legame tra vitigno e territorio, secondo la giuria di “Autoctoni che passione!”, la selezione andata in scena oggi ad Autochtona, il forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano.

Il Gioia del Colle Doc di Polvanera ha primeggiato nella categoria Terroir, quella più rappresentativa dello spirito di Autochtona, che punta alla valorizzazione dei vitigni rari ed esclusivi, provenienti da cantine piccole e medio-piccole, spesso su micro-territori e territori delimitati. Un risultato che premia il percorso della azienda di Gioia Del Colle (BA) gestita da Filippo Cassano, che dal 2003 si è impegnata nella valorizzazione del Primitivo e degli altri vitigni autoctoni pugliesi nel territorio carsico della Murgia, dai 300 ai 450 metri di altitudine. Sono 30 gli ettari coltivati a Primitivo dell’azienda Polvanera, la metà dei quali in affitto su vigne selezionate di almeno 40 anni allevate ad alberello, che danno rese basse in termini di quantità ma eccezionalmente qualitative. “É il nostro patrimonio più grande insieme al "saper fare" che ci hanno tramandato i nostri padri e che abbiamo recepito e aggiornato nel rispetto della tradizione“, ha dichiarato Filippo Cassano, titolare dell’azienda" ha affermato Cassano.

Autochtona 2012 si chiude oggi con l’assegnazione degli Autochtona Awards nelle altre categorie e con l’appuntamento dedicato al Lagrein.

 

Tutte le informazioni:

www.autochtona.it

www.facebook.com/Autochtona

http://www.cantinepolvanera.it/

 

“Autochtona” Italian Press Office c/o Fruitecom +39-059-7863894             

Press Office Fiera Bolzano Spa +39-0471-516012


 

AUTOCHTONA 2012
Il premio "Autoctoni Che Passione" unisce l'Italia dei vini autoctoni

 

Da Les Crêtes a Taurasi, da Tortona a Gioia del Colle, passando per Brescia: la manifestazione di Fiera Bolzano ha assegnato gli Autochtona Awards scegliendo tra oltre 300 etichette

Dalla Valle d’Aosta alla Campania, dal Piemonte alla Puglia, passando per la Lombardia. Rappresentano l’Italia da Nord a Sud i vini vincitori degli “Autochtona Awards”, selezionati da una giuria internazionale tra le oltre 300 etichette presentate nel corso dell’edizione 2012 di Autochtona, il nono Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano.

Partendo dalla Valle d’Aosta, il riconoscimento Migliori Bollicine è andato al Neblù Brut Metodo Classico Prëmetta di Les Crêtes. È andato in Piemonte invece l’award nella categoria Miglior Vino Bianco: il migliore è risultato il Colli Tortonesi Timorasso DOC 2007 di Boveri Luigi. La Lombardia trionfa per il terzo anno consecutivo nella categoria Miglior Vino Dolce: quest’anno la giuria ha scelto il Montenetto di Brescia IGT "M" Marzemino 2009 di La Maddalena. Si scende in Campania, e in particolare nella provincia di Avellino, per incontrare il Miglior Vino Rosso degli Autochtona Awards: il Taurasi DOCG 2007 di Contrade di Taurasi. Il territorio carsico di Gioia del Colle, nel Barese dà invece vita al Gioia del Colle Doc Primitivo 2009 di Polvanera, che quest’anno si è aggiudicato il premio Terroir.

Una scelta sicuramente non facile da parte della giuria, che ha dovuto scegliere fra proposte di altissima qualità, tra cui produzioni biologiche e biodinamiche e vitigni rari e ricercati. Autochtona 2012, insieme al premio “Autoctoni che passione!” si conclude stasera con la premiazione, mentre il "Premio Visitatori", che sarà assegnato all’etichetta più votata dal pubblico tra le presenti sui banchi dei produttori che hanno esposto in questi giorni nei padiglioni di Fiera Bolzano, verrà reso noto domani a manifestazione conclusa e rimarrà in esposizione e degustazione per i visitatori della fiera Hotel fino a giovedì sera.

 

Per ulteriori informazioni: www.autochtona.it

Contatti: 

“Autochtona” Italian Press Office c/o Fruitecom

+39-059-7863894             

Press Office Fiera Bolzano Spa                                                                                      

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AUTOCHTONA 2012
Taglio del nastro per Autochtona 2012

Buona partenza per la manifestazione di Fiera Bolzano dedicata ai vini autoctoni, che propone oltre 300 etichette di vitigni rari e ricercati. Stasera si prosegue con l'"Aperitivo con l’autore” mentre domani sarà la volta degli Autochtona Awards e del Lagrein

Taglio del nastro oggi per Autochtona, il nono Forum nazionale dei vini autoctoni di Fiera Bolzano. A inaugurare la manifestazione il direttore dell’ente fieristico Reinhold Marsoner, che ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento per riaffermare i valori della biodiversità in agricoltura e del legame con il territorio.

Fin dalla mattinata la giornata inaugurale ha visto un buon afflusso di visitatori, intervenuti per scoprire le oltre 300 etichette di vini autoctoni presentati dalle 150 cantine presenti nelle 76 postazioni espositive.

Non sono mancate le sorprese per gli appassionati di vino, buyer e ristoratori presenti, provenienti soprattutto da Italia, Germania e Austria. Molta curiosità è stata infatti suscitata dai vitigni più curiosi e insoliti  portati al forum di Bolzano. Come ad esempio Cococciola, Montonico, Negrettino, Schioppettino, Termarina, Timorasso, Tintilia, Picolit e soprattutto l’Ortrugo DOC dei Colli Piacentini, presente con una delegazione di produttori che rappresenta l’80% di questo vitigno.

Riscontri positivi anche per la presenza qualificata di produttori biologici e biodinamici: sono oltre 15 quest’anno ad Autochtona gli espositori che hanno scelto di ricorrere a metodi naturali ed ecosostenibili per le loro produzioni.

Autochtona continua domani, martedì 23 ottobre, quando sarà la volta dei premi: verranno resi noti i 6 vini vincitori degli Autochtona Awards, che eleggeranno le migliori etichette in esposizione.  Dal primo pomeriggio spazio al Tasting Lagrein, la degustazione comparata dedicata al vitigno rosso altoatesino che vedrà premiate le categorie Miglior Lagrein e Miglior Lagrein Riserva.

Autochtona 2012 è una manifestazione organizzata da Fiera Bolzano e dalla società di pubbliche relazioni Fruitecom con la collaborazione dell’AIS – Associazione Italiana Sommelier. 

 

Tutte le informazioni:

www.autochtona.it

www.facebook.com/Autochtona


AUTOCHTONA 2012
Pignoletto e Negrettino, gli autoctoni dei colli bolognesi

Sarà una presenza importante quella dei produttori bolognesi ad Autochtona. Otto le aziende che porteranno le loro etichette al forum nazionale dei vini autoctoni che si svolgerà negli spazi della fiera di Bolzano lunedì e martedì prossimi. Di queste ben sei fanno parte del Consorzio Vini Colli Bolognesi, realtà associativa attiva sul territorio ormai da più di 30 anni, al servizio della tutela della qualità dei vini delle colline attorno al capoluogo emiliano e a garanzia del rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, che raggruppa un’ottantina di aziende tra produttori di vini e agriturismi. Tra i vigneti la fa da padrone il Pignoletto, l’autoctono a bacca bianca per eccellenza dei colli bolognesi, già conosciuto dagli antichi romani, dato che Plinio il Vecchio lo cita nella sua Naturalis Historia. Il vino, ha un bel colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini e profumo delicato, fruttato, intenso dei fiori di biancospino, dal sapore secco, armonico, asciutto ed abbastanza persistente; inoltre è fresco di acidità. Viene prodotto nelle versioni fermo, con caratteristiche e tipicità inalterate; frizzante a fermentazione naturale; superiore con gradazione alcolica naturale delle uve del 12% vol. Da un po’ di tempo alcune aziende hanno iniziato a produrre anche il Pignoletto passito, dal sapore dolce ma con venature amarognole.
L’altro vitigno autoctono che si coltiva intorno a Bologna è il Negretto, Negrettino o Maiolo. Un rosso di cui si hanno notizie già dal Quattrocento, un tempo utilizzato come vino da taglio per la sua ricchezza in colore e anche consumato come uva da tavola e oggi vinificato in purezza grazie al lavoro svolto dal Consorzio di tutela per la selezione e la cura dei vitigni. Dal negrettino si ottiene un vino dolce, dal colore rosso amaranto intenso con toni violacei; profumo fresco e vinoso, con sentori di piccoli frutti rossi come il lampone e l’amarena; gusto amabile, vivace, fruttato, leggermente tannico e piacevolmente acidulo, debole di corpo e leggero d’alcol (10% o poco più).
Questo l’elenco delle aziende bolognesi presenti ad Autochtona: Oro di Diamanti, Erioli vini e per il Consorzio vini colli bolognesi: Cantina Bonfiglio, Manaresi, Podere Riosto, Tenuta Santa Croce, Vigneto San Vito, azienda Agricola Gaggioli Maria.

AUTOCHTONA 2012
10 anni del Premio alla cultura enogastronomica dell’Alto Adige

I Vini Alto Adige si ripresentano per la 14. volta con uno stand comune alla fiera Hotel, quest’anno con il motto “Decennale del Premio alla cultura enogastronomica dell’Alto Adige”. Il palco prescelto è nuovamente lo stand dell’Unione albergatori e pubblici esercenti (HGV).

Alla fiera specializzata per alberghi e gastronomia Hotel (22-25 ottobre, Fiera di Bolzano) i Vini Alto Adige pongono in primo piano l’iniziativa “Premio alla cultura enogastronomica dell’Alto Adige”, che l’anno prossimo verrà assegnato per la decima volta. Il premio va a quegli esercizi di gastronomia altoatesina che si distinguono per l’attenzione data alla cultura enogastronomica e in particolare al vino. Negli scorsi anni lo hanno ottenuto 28 esercizi, i quali saranno presentati con delle foto allo stand di quest’anno. I visitatori potranno poi dare direttamente le loro nomination per il Premio 2013.

“Quasi la metà del vino locale viene venduto in Alto Adige, gran parte attraverso la ristorazione. La gastronomia è un canale molto importante per la commercializzazione dei nostri vini”, afferma Anton Zublasing, Presidente del Consorzio Vini Alto Adige.

Allo stand dei Vini Alto Adige saranno presentate inoltre ulteriori iniziative svolte nell’ambito della cooperazione tra il Corsorzio e l’HGV. Tra queste figurano la nuova carta dei vini, la borsa di carta “Wine bag” e i nuovi seminari sul vino per collaboratori del settore, organizzati insieme all’Accademia del Vino Alto Adige.

Dai freschi e minerali vini bianchi fino ai fruttati ed eleganti vini rossi: alla fiera sarà possibile degustare l’ampio spettro dei vini altoatesini, dal Pinot bianco e Sauvignon al Gewürztraminer fino al Pinot nero e Lagrein. In tutto si potranno assaggiare e comparare venti varietà chiave dell’Alto Adige e uno spumante, accompagnati da una selezione di grappe altoatesine.

Ulteriori informazioni sui Vini Alto Adige sono reperibili al sito: www.vinialtoadige.com

 

Per informazioni:

Antonia Contato

Comunicazione Prodotti di Qualità dell’Alto Adige

Tel. +39 0471 945 790

Fax. +39 0471 945 770

Mail: antonia.contato@eos.camcom.bz.it

Internet: www.prodottitipicialtoadige.com


AUTOCHTONA 2012
Intervista al Direttore di Fiera Bolzano – Reinhold Marsoner

- Perché un evento dedicato ai vitigni autoctoni?

Data la frammentazione del settore dei produttori di vini autoctoni, in

Italia esistono centinaia di piccole ma ottime cantine che hanno

investito nella biodiversità della nostra tradizione vitivinicola e non

riescono a farsi conoscere dagli operatori del settore. Produttori che

grazie a un appuntamento come Autochtona possono contare su una vetrina

in grado di esaltare le loro tipicità. A noi come organizzatori della

manifestazione compete di ricercare le eccellenze e accendere i

riflettori sui loro sforzi di recupero di vitigni spesso abbandonati in

passato perché non remunerativi dal punto di vista delle rese e a

rischio di estinzione.

 

- Un vino deve essere legato al suo terroir?

Non necessariamente, ma se vi è legato assume un valore diverso.

Soprattutto nel caso dei vini che provengono da vitigni autoctoni, che

spesso sono legati ad areali ben precisi e a tradizioni antiche, insite

in un contesto socio-culturale specifico, il legame con il terroir di

origine si fa imprescindibile. La Borgogna non sarebbe quello che poi è

diventata nell'immaginario collettivo se non so fosse legata al pinot

nero, che solo lì ha certe caratteristiche uniche. Lo stesso discorso si

può applicare in Italia, dove gli esempi di grande legame tra un vitigno

locale e uno specifico terroir sono moltissimi e tutti con delle storie

da raccontare.

 

- Si rischia l'omologazione in Italia?

Un tempo abbiamo probabilmente corso questo rischio, oggi le cose sono

decisamente cambiate. C'è maggior consapevolezza da parte dell'intera

filiera dell'incredibile patrimonio ampelografico di cui dispone il

territorio italiano. Questo non significa che con vitigni alloctoni non

si producano grandi vini anche in Italia. Bolgheri ne è un esempio

lampante e non è neanche l'unico. Il tempo della rincorsa affannosa ai

vitigni internazionali, però, sembra esser terminato: vuoi perché è

difficile competere con paesi che, a parità di vitigno, strappano prezzi

molto più competitivi dei nostri, vuoi perché oggi c'è maggior

consapevolezza e curiosità, proprio nei confronti di vini unici, a

partire dal vitigno di partenza, che è impossibile copiare e che vengono

richiesti con sempre maggior interesse anche all'estero.


AUTOCHTONA 2012
Ortrugo, da uva di risulta a vino d’eccellenza

Frizzante come alternativa al prosecco per un aperitivo vivace, oppure fermo per accompagnare piatti a base di pesce e formaggi, spumante per brindare a un’occasione importante. Sono le tre declinazioni dell’Ortrugo, vitigno autoctono a bacca bianca delle colline piacentine, le cui uve fino a pochi anni fa venivano utilizzate solo come taglio per altre produzioni e oggi riscoperto e vinificato in purezza, grazie all’interesse di alcuni viticoltori locali.
Il vino si presenta di colore paglierino chiaro tendente al verdognolo e ha un sapore secco o abboccato con un retrogusto amarognolo. In genere viene vinificato nelle tipologie frizzante o spumante, ma di recente, per andare incontro ai gusti di un pubblico più vasto, si sta affermando anche l’Ortrugo in versione ferma.
L’impegno dei produttori per la valorizzazione di quella che è una delle eccellenze del territorio compreso tra le valli del Trebbia e del Nure, ha portato l’Ortrugo a ottenere il riconoscimento di denominazione d’origine controllata e ad essere oggi il vino bianco piacentino più diffuso, sia in Italia che all’estero. Il vitigno è decisamente vigoroso e si presta meglio alla coltura con il metodo Guyot nei terreni argillosi collinari, dove la produttività è più scarsa a favore della qualità del grappolo.
E proprio per far conoscere meglio le caratteristiche di questo antico vitigno da sempre presente nel territorio piacentino, che sta incontrando un interesse crescente tra appassionati e consumatori, grazie anche a un buon rapporto tra qualità e prezzo, una delegazione di 12 aziende parteciperà alla nona edizione di Autochtona, il forum nazionale dei vini autoctoni, in programma il 22 e 23 ottobre alla fiera di Bolzano.

AUTOCHTONA 2012
Autochtona e Spirito diVino

Continua il viaggio alla scoperta dei vitigni autoctoni italiani, che vede la kermesse altoatesina e il bimestrale Spirito diVino collaborare insieme per scovare e raccontare piccole rarità vinose del nostro paese.

Compie due anni, la collaborazione tra Autochtona e il bimestrale Spirito diVino e si avvicina a questo traguardo anche la rubrica dedicata ai vitigni autoctoni che una delle riviste più prestigiose in Italia scrive proprio in collaborazione con la kermesse ospitata all’interno dei padiglioni di Fiera Bolzano e in concomitanza con Hotel.
Una partnership proficua per entrambi che ha dato la possibilità, e continuerà a farlo, di esplorare con una piccola finestra il mondo dei vitigni autoctoni italiani: un universo sfaccettato, eterogeneo, complesso, che assume connotazioni uniche e personali e il più delle volte racconta storie di personaggi e territori legati in modo indissolubile al proprio paesaggio e alla propria tradizione.
Partiti con una chicca dolce abruzzese, il Moscadello di Castiglione a Casauria, la rubrica ha via via scandagliato molte rarità del panorama ampelografico del Bel Paese: l’Uva del Tundé, per esempio, e ancora il Pugnitello, la Nascetta e il Pelaverga, il Lagrein, il Negrettino, il Prié blanc, il blend autoctono del Chianti Colli Fiorentini (Sangiovese, Canaiolo e Colorino), il Lambrusco di Sorbara e il Salamino e, infine, l’Ortrugo.
Un viaggio affascinante che proseguirà ancora alla ricerca di storie e racconti legati ai tanti, piccoli e autentici vitigni autoctoni che l’Italia ha la fortuna di poter disporre.

AUTOCHTONA 2012
Tasting Lagrein: a Fiera Bolzano il fascino del vitigno di Gries

Martedì 23 ottobre ad Autochtona la degustazione comparata che vedrà protagoniste le cantine dell’Associazione Vignaioli dell'Alto Adige (FWS), che si contenderanno i Lagrein Awards

È uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi dell’Alto Adige: le prime tracce di coltivazione risalgono al XVI secolo e occupa oggi circa 300 ettari di vigneti, nell’area alluvionale del torrente Talvera e nel rione di Gries.
È il Lagrein, sostanzioso vitigno a bacca rossa a cui Fiera Bolzano dedica martedì 23 ottobre 2012 per la secondo anno consecutivo l’evento “Tasting Lagrein”, una degustazione comparativa che si svolgerà nell’ambito di Autochtona, Forum nazionale dei vini autoctoni.
Il vitigno a bacca rossa si è sviluppato grazie al ruolo fondamentale della Abbazia medievale di Muri-Gries, dove i monaci benedettini di Muri intrapresero un fiorente commercio di vini autoctoni. Sull’origine del nome ci sono diverse ipotesi: c’è chi lo lega alla Val Lagarina (posta nella parte meridionale del Trentino) e chi crede che sia connesso alla colonia della Magna Grecia “Lagara”, situata sul litorale ionico e famosa per il vino Lagarinatos.
Oltre alle degustazioni, durante Tasting Lagrein verranno assegnati i “Lagrein Awards” 2012, nelle due categorie “Il miglior Lagrein” e “Il miglior Lagrein Riserva”. La giuria inizierà i lavori in mattinata, con le degustazioni alla cieca dei vini partecipanti. A partire dalle 12 si terrà la degustazione rivolta al pubblico, mentre alle 17 sono previste le premiazioni.
Le cantine che parteciperanno a Tasting Lagrein, aderenti all'Associazione Vignaioli dell'Alto Adige (FWS), e  relativi vini sono: Thurnhof (Südt. Lagrein Riserva 2009); Larcherhof (Südt. Lagrein 2011, Südt. Lagrein Riserva "Rivelaun" 2010); Glögglhof (Südt. Lagrein "Furggl"2011); Biedermann (Südt. Lagrein  2010); Strickerhof (Südt. Lagrein Riserva 2009); Loacker (Gran Lagreyn Lagrein 2010, Gran Lagreyn Lagrein Riserva 2011); Unterganzner (Südt. Lagrein 2011, Südt. Lagrein Riserva 2009); Griesbauer (Südt. Lagrein 2011, Südt. Lagrein Riserva 2010); Weingut Niedrist (Südt. Lagrein Gries “Berger Gei” 10); Pfannenstielhof (Südt. Lagrein "vom Boden" 2011, Südt. Lagrein Riserva 2009); Messnerhof (Südt. Lagrein Riserva "Messnerhof" 2009); Waldgries (Südt. Lagrein  2011, Südt. Lagrein Ris. “Mirell” 2010); Untermoser (Südt. Lagrein  2011, Südt. Lagrein Riserva "Untermoser" 2009); Fliederhof (Südt. Lagrein "Fliederhof"  2011); Obermoser (Südt. Lagrein "Obermoser" 2011); Glassierhof (Südt. Lagrein "Glassier" 2010); Kandlerhof (Südt. Lagrein  2011); Weinberghof (Südtiroler Lagrein 2011); Weingut Ansitz Waldgries (Südtiroler Lagrein 2011, Südtiroler Lagrein Riserva "Mirell" 2010); Weingut Larcherhof  (Südtiroler Lagrein DOC 2011, Südtiroler Lagrein "Rivelaun" DOC 2010).

L’appuntamento con Tasting Lagrein è a Fiera Bolzano martedì 23 ottobre, all’interno di Autochtona 2012, il nono Forum nazionale dei vini autoctoni.

Per ulteriori informazioni: www.tastinglagrein.it

Contatti:
“Autochtona” Italian Press Office c/o Fruitecom
+39-059-7863894            
Press Office Fiera Bolzano Spa                                                                                     
+39-0471-516012

AUTOCHTONA 2012
E’ di un vitigno autoctono la vite più vecchia del mondo

Ha 350 anni la vite più antica del mondo, e ancora oggi produce grappoli dai quali si ottiene il Versoaln, un vino bianco fruttato con riflessi verdognoli, delicato e con un’accentuata acidità, che prende il nome dall’omonimo vitigno autoctono. La pianta, che con il suo unico ceppo sorretto da una pergola di castagno copre oltre 300 metri quadrati di estensione, si trova a Prissiano, frazione di Tesimo, in provincia di Bolzano. Lo racconta di recente il quotidiano Alto Adige, che spiega come enologi, vendemmiatori e l’associazione turistica locale siano impegnati per la sopravvivenza di questa pianta oggi colpita dall’apoplessia, che ha danneggiato già 50 metri quadrati della sua superficie. Una pianta da record che ha tutte le carte in regola per catturare l’attenzione degli appassionati. Un motivo in più per far visita a Bolzano il 22 e 23 ottobre, in occasione di Autochtona, il forum nazionale dei vini autoctoni in programma a Fiera Bolzano, dove si potranno assaggiare oltre trecento etichette di vini autoctoni italiani.

AUTOCHTONA 2012
Gli autoctoni locomotiva del mercato del vino

I vini autoctoni sono ormai diventati un pilastro del business, conquistando fette sempre più importanti del mercato, soprattutto per l’export. Il vino, infatti, è uno dei prodotti del made in Italy che meglio hanno retto alla crisi mondiale perché, a differenza di molte case di moda, i nostri viticoltori non hanno trascurato i mercati storici per buttarsi a capofitto in quelli emergenti.
E l’importanza della valorizzazione dei vitigni autoctoni nel mercato mondiale è evidenziata da uno studio di Kym Anderson pubblicato sul Journal of Wine Economics, prestigiosa testata americana. Secondo un report presentato qualche tempo fa al primo Forum Masseto, è l’unicità uno dei fattori considerati chiave dell’eccellenza. Unico è anche un territorio. E i territori italiani del vino, dalla Toscana in poi, sono tutti unici e irriproducibili. In questo scenario gli autoctoni contribuiscono ancora di più a caratterizzare una zona e tra le etichette destinate ai mercati esteri, ai classici Chianti, Lambrusco, Nero d’Avola, Montepulciano d’Abruzzo, Brunello, si affiancano oggi vini da vitigni “emergenti” come il Pignoletto dell’Emilia Romagna, il siciliano Inzolia, il Cacchione e Bellone laziali, il Fumin della Valle d’Aosta.

AUTOCHTONA 2012
Autochtona, tutto esaurito: oltre 300 etichette al forum dei vini autoctoni

Boom di iscrizioni al forum di Fiera Bolzano, in programma il 22 e 23 ottobre. Sono 76 gli espositori, tra aziende, consorzi, enti di tutela e associazioni di produttori, per un totale di oltre 130 cantine

Oltre 300 etichette di vini autoctoni, con una particolare attenzione per i vitigni più rari e le produzioni legate ai territori, e 76 espositori tra aziende, consorzi, enti di tutela e associazioni di produttori. Sono questi i numeri della nona edizione di Autochtona, il Forum nazionale dei vini autoctoni che si terrà a Fiera Bolzano il 22 e 23 ottobre 2012.
Grazie a una formula concentrata su due giorni e all’attenzione per una proposta selezionata, la manifestazione conferma la sua crescita, iniziata due anni fa con l’introduzione della formula attuale. Saranno oltre 130 le cantine presenti direttamente o in delegazione, con vini provenienti da Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli - Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta.
Tra le centinaia di vini che saranno presentati ai visitatori, non mancheranno alcune bottiglie ottenute da vitigni regionali curiosi, insoliti o ricercati, come ad esempio Cococciola, Montonico, Negrettino, Ortrugo, Malvasia di Candia aromatica, Pecorino, Passerina, Pignolo, Schioppettino, Termarina, Timorasso, Tintilia e Picolit.
Un patrimonio tutto da scoprire e riscoprire all’interno dei padiglioni di Fiera Bolzano che, insieme a degustazioni e momenti di approfondimento, ospiterà i due appuntamenti classici di assegnazione degli Autochtona Awards, i premi per le migliori etichette in esposizione, e il Tasting Lagrein, la degustazione comparativa tutta dedicata a questo vitigno.
Altra grande novità di quest’anno è la presenza di aziende biologiche: una quindicina delle cantine di Autochtona 2012 producono secondo il disciplinare che favorisce il rispetto dei terreni e limita l’uso dei prodotti di sintesi. Una testimonianza della crescita di questo segmento di mercato, che sta crescendo anche tra le preferenze dei consumatori di vino e che proprio Fiera Bolzano approfondirà con l’appuntamento di Biolife dal 30 novembre al 2 dicembre.
Autochtona 2012 è una manifestazione organizzata da Fiera Bolzano e dalla società di pubbliche relazioni Fruitecom con la collaborazione dell’AIS – Associazione Italiana Sommelier. L’appuntamento è per il 22 e 23 ottobre 2012 a Fiera Bolzano.

Tutte le informazioni:
www.autochtona.it
www.facebook.com/Autochtona

 
“Autochtona” Italian Press Office c/o Fruitecom +39-059-7863894            
Press Office Fiera Bolzano Spa +39-0471-516012

AUTOCHTONA 2012
Nelle Marche la vendemmia comincia nel segno degli autoctoni

Verdicchio, Bianchello, Lacrima, Pecorino, Passerina, Sangiovese, Vernaccia e Montepulciano. Sono i vitigni autoctoni marchigiani, la cui vendemmia è iniziata in questi giorni, in anticipo rispetto al solito, a causa della siccità estiva. La resa sarà inferiore alla media a causa dell’andamento climatico che ha influito sulle piante fin dall’inizio della stagione, con un minor rigoglio e in alcune varietà anche per dimensione degli acini. Ma i vitigni autoctoni marchigiani hanno dimostrato maggiore resistenza alle difficili situazioni climatiche rispetto ai vitigni alloctoni o internazionali come Chardonnay, Cabernet e Merlot. «I nostri vitigni – spiega Alberto Mazzoni, direttore dell’istituto Marchigiano Tutela vini nonché presidente regionale e numero due di Assoenologi – si sono acclimatati molto bene e in situazioni di siccità la pianta ci pensa da sola a cercare acqua. I dati analitici – prosegue Mazzoni – delle prime uve raccolte ci confortano: la scelta di puntare sui vitigni autoctoni oltre a premiare le nostre aziende dal punto di vista commerciale è stata vincente, perché oggi possiamo avere un’ulteriore soddisfazione dal punto di vista della resistenza alla siccità. Chiaramente di questo caldo si avvantaggeranno i vitigni a bacca nera come Sangiovese e Montepulciano: quest’ultimo sarà quello che ci potrà dare più soddisfazioni dal punto di vista qualitativo». A tal proposito abbiamo chiesto conferme ai due espositori marchigiani della manifestazione. Stefano Mancinelli afferma che le condizioni sono ottimali per una vendemmia anticipata di qualità e quantità ottime. Anche Roberto Cantori – enologo dell’azienda agricola Moroder – sostiene che nel Conero la vendemmia sarà positiva: la molta neve caduta in inverno ha in buona parte sopperito all’estate siccitosa, permettendo di affrontare una vendemmia che prevede quantità non eccezionali ma qualità molto elevata, grazie anche ad un rapporto buccia/mosto molto elevato.
Nel 2011 il vino marchigiano ha superato quota 45,7 milioni di euro, il 10% in più rispetto al 2010. Segnali positivi anche dai mercati: i prezzi all’ingrosso stanno registrando un incremento pari al 10% rispetto al 2011. Circa l’80% delle uve verrà utilizzato per la produzione di vini Doc e Docg.

AUTOCHTONA 2012
La Francia elogia gli autoctoni italiani

Chi l’avrebbe mai detto? I francesi che elogiano i vini italiani. Non è una bufala d’agosto ma un apprezzamento concreto, scritto nero su bianco in un lungo articolo a firma di Ian D’Agata pubblicato qualche giorno fa su Le Figaro. L’Italia, anche secondo il prestigioso quotidiano d’Oltralpe, coltiva vigne ovunque: dalla Valle d’Aosta a Pantelleria, ed è famosa nel mondo per i suoi grandi vini rossi: Barolo, Brunello di Montalcino e Amarone. Però produce anche degli ottimi vini bianchi, che sono un vero e proprio inno alle più grandi bevande fresche, come poche altre al mondo. Negli ultimi decenni l’enologia italiana ha fatto passi da gigante, scrive ancora D’Agata, scoprendo nuove tecniche di coltivazione e vinificazione. Ma quello che i francesi invidiano di più al Belpaese sono i vitigni autoctoni, definiti un «patrimonio incredibile e ricco che anche la Francia dovrà invidiare negli anni a venire». Per conoscere più da vicino gli storici vitigni italiani, l’appuntamento è il 22 e 23 ottobre al 9° Forum nazionale dei vini autoctoni, che si svolgerà alla fiera di Bolzano.

AUTOCHTONA 2012
Grande richiesta di vitigni autoctoni nel reggiano

Saranno 300 i nuovi ettari piantati a Lambrusco, vitigno principe dell’area del reggiano, grazie ai contributi stanziati dalla Provincia attraverso i fondi messi a disposizione dall’OCM.

Sembra non conoscere crisi la cavalcata dei vitigni autoctoni in molte zone d’Italia. Un esempio è certamente l’areale del Lambrusco in provincia di Reggio Emilia. Nei prossimi mesi, infatti, in questa zona verranno piantati 300 nuovi ettari di barbatelle, che si aggiungeranno ai 7700 già presenti, quasi tutti dell’uva principe di questa zona, il Lambrusco per l’appunto.
Fondamentale è stato il contributo messo a disposizione dei produttori da un bando pubblicato dalla provincia di Reggio Emilia che stanziava 2 milioni e 665mila euro: 203 aziende agricole hanno partecipato e nel mese di agosto stanno arrivando i primi assegni. I soldi messi a disposizione, come ha dichiarato dall’assessore provinciale all’agricoltura Roberta Rivi alla Gazzetta di Reggio, arrivano dall’OCM, l’Organizzazione Comune del Mercato, che ha dato così ulteriore impulso ad un settore già molto vivo e dinamico: il Lambrusco Reggiano, infatti,  vale un giro di affari di 30 milioni di euro e interessa 3500 aziende vitivinicole.

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AUTOCHTONA 2012
Vigna Cunial, uno spumante con la Termarina bianca

Iscrivere i vitigni Termarina bianca e Malvasia antica di Parma nel registro nazionale dei vitigni e produrre uno spumante. Questi gli obiettivi di Vigna Cunial, azienda vinicola biologica situata nell’area collinare appenninica del Comune di Traversetolo (PR), da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni della zona.
E proprio per presentare i primi risultati delle prove di microvinificazione dei vitigni Termarina bianca e Malvasia di Parma, nei giorni scorsi, nella sede dell’azienda in località Gabbiola, si è tenuto un incontro con degustazione, in collaborazione con la Provincia di Parma e il Comune di Traversetolo. 
Il meeting è stato un’occasione per conoscere meglio le potenzialità dei due vitigni. Si tratta di vini ancora in via di definizione, provenienti da vigneti sperimentali, nati con l’intento di conservare un patrimonio genetico a rischio di estinzione. «Abbiamo presentato i risultati del secondo anno di vinificazione – spiega il titolare dell’azienda Gianmaria Cunial – ne manca ancora uno per essere iscritti al registro nazionale dei vini. Tutti gli intervenuti, tra cui Massimo Barbieri, responsabile regionale dell’albo dei vini, e Claudia Nicoli, ambasciatrice italiana dello champagne, sono rimasti soddisfatti dalle caratteristiche dei due vigneti. In particolare – sottolinea Cunial – la Termarina ha stupito per il grappolo con acini molto piccoli e senza vinaccioli, compattissimo, praticamente chiuso. Vinificandola si ottiene un vino sorprendente per l’aroma che va dal floreale al fruttato. E’ un vino molto fresco, perché l’uva mantiene un’acidità elevata e un alto grado zuccherino. Caratteristiche che la rendono  adatta per fare dello spumante».
Per chi voglia saperne di più su queste prove e su Vigna Cunial, l’appuntamento è ad Autochtona 2012, il 22 e 23 ottobre alla fiera di Bolzano.

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AUTOCHTONA 2012
Alla scoperta dei Vini dell’Angelo

Questo il nome scelto dall’azienda Proposta Vini, presente ad Autocthona 2012 con una delegazione di aziende partner, per la selezione di vini provenienti da antichi vitigni autoctoni trentini recuperati e salvati dall’estinzione.

L’utopia che si fa realtà, il meticoloso lavoro certosino di recupero e classificazione che esce dal mero intento di catalogazione o da quello, certamente meritorio, di testimonianza e salvaguardia di una biodiversità dimenticata ed in via di estinzione per entrare nella quotidianità tangibile. Questo rappresentano oggi i Vini dell’Angelo; non un listino di un distributore di vini trentini ma molto di più. Se alla prossima edizione di Autocthona sarà possibile degustare vini ottenuti da vitigni autoctoni trentini legati ad antiche tradizioni e piccoli areali che rispondono al nome di Negrara, Franconia, Pavana, Rossara, San Lorenzo o ancora Lambrusco a Foglia Frastagliata piuttosto che Groppello di Revò il merito è dal lavoro di valorizzazione condotto dall’azienda Proposta Vini di Pergine Valsugana (TN).
Il progetto, nato negli anni ’80, partì dell’esigenza di contribuire a salvare dall’estinzione una fetta importante di patrimonio agricolo trentino, ricercando, prima su testi storici e poi direttamente sul campo, antiche varietà di uva coltivate sino al termine della Grande Guerra quando questo territorio era ancora parte dell’impero austro-ungarico. Dopo anni a scandagliare varietà che ancora resistevano in zone marginali come la Valsugana, la Valle della Fersina, la Val di Non, la Valle di Terragnolo, la Vallarsa, l’Alta Valle del Sarca e con la collaborazione dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige nonché di piccole aziende trentine che hanno deciso di rimettere a coltura questa antiche varietà, oggi è possibile lasciarsi stupire da corredi aromatici e consistenze gustative “altre” rispetto al quotidiano.

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AUTOCHTONA 2012
Un nuovo libro per riscoprire il patrimonio autoctono valdostano

Giulio Moriondo, grande, appassionato e conoscitore dei vitigni della Valle d’Aosta, in una recente pubblicazione ripercorre l’ampelografia locale e dona un nuovo sguardo su antiche varietà recuperate recentemente.

Nel suo nuovo libro dal titolo “Origine des cépages valaisans et valdotains” (Origine dei vitigni vallesi e valdostani), Giulio Moriondo, professore presso il liceo scientifico di Aosta e “bioenologo”, come ama definirsi, analizza, insieme al suo amico vallese Josè Vouillamoz, all’interno di un vero e proprio excursus storico le origini dei vitigni autoctoni valdostani. Ne parla Luciano Pavesio sul sito www.lavinium.com, sottolineando alcune delle parti più interessanti del cosiddetto Albero genealogico dei vitigni della Valle d'Aosta e del Vallese dove si deduce come: “buona parte dei vitigni svizzeri derivano in realtà dal confinante territorio valdostano”. La maggior parte dei vitigni di questa piccola roccaforte della viticoltura di montagna, infatti, è figlia del vitigno Rèze, a bacca rossa ed esso stesso a rischio estinzione.
All’interno di questa pubblicazione, poi, si scopre come il più antico vitigno autoctono valdostano sia il Priè. L’opera d Moriondo dona poi spazio ad antichi vitigni recentemente recuperati e sconosciuti ai più: per esempio il Blanc Comun, di origini francesi, scomparso per un secolo ma prodotto nuovamente a partire dal 2007. Vicenda simile è quella toccata all'Oriou Gris, un vino rosato prodotto fino a fine '800 a S. Cristophe, Nus, Quart e Gressan. Infine il Petit Rouge a bacca bianca, individuato ancora nel 2007 e vinificato per la prima volta nel 2011 e, secondo Moriondo, con risultati molto interessanti per merito delle sue note olfattive che ricordano quelle del Petit Arvine e del Sauvignon.

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AUTOCHTONA 2012
Le corone del Touring ai vini di aziende espositrici ad Autochtona

Un anno di lavoro, venticinquemila vini degustati da 25 commissioni regionali, una prima selezione di 570 etichette e infine, solo per i migliori, le corone d’eccellenza, massimo riconoscimento della guida Vini Buoni d’Italia, pubblicata da Touring Editore, assegnate da esperti sommelier e giornalisti di settore. Negli ultimi due anni, in questo specialissimo olimpo dell’enologia sono presenti diverse etichette che fanno parte della “famiglia di Autochtona”: il Valle d’Aosta Chambave Muscat Passito Prieure 2009 e il Valle d’Aosta Doc Fumin Esprit Follet 2010 de La Crotta di Vegneron, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg Riserva Elevito 2007 di Corvi De Angelis, l’Epomeo Igt Bianco Pithecusa 2010 de La Pietra di Tommasone; l’Albana di Romagna Docg Secco Neblina 2010 e il Forlì Igt Sangiovese Tenentino 2010 di Madonia Giovanna e il Lacrima di Morro d'Alba Doc Passito Re Sole 2006 di Stefano Mancinelli. Per conoscere più da vicino questi vini e le aziende produttrici l’appuntamento è il 22 e 23 ottobre 2012 alla fiera di Bolzano.

AUTOCHTONA 2012
Anche vini di espositori di Autochtona alle Olimpiadi di Londra

Anche loro possono fregiarsi della medaglia d’oro. Non sono atleti in carne e ossa, muscolosi velocisti o aggraziati ginnasti, bensì ottimi vini e per questo partecipano, a loro modo, alle Olimpiadi di Londra. Sono il Colli di Conegliano DOCG Bianco “Rizzardo” 2009 di Masottina (Conegliano TV) e il Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito DOC 2009 de La Crotta dei Vegneron (Chambave AO). Sabato 4 agosto questi due vini autoctoni hanno fatto parte della degustazione proposta da Città del Vino dal titolo “Selezione del Sindaco: le Medaglie d'Oro”, che si è tenuta a Casa Italia nel Queen Elizabeth II Conference Centre, nel cuore della city, in cui l’associazione ha proposto una selezione di quei vini che si sono aggiudicati la Medaglia d’Oro all’ultima edizione del concorso enologico internazionale "La Selezione del Sindaco". Entrambe le case vinicole sono state presenti alla scorsa edizone di Autochtona.

AUTOCHTONA 2012
Addio al simbolo della Malvasia di Bosa. Giovanni Battista Columbu

Diventato noto ai più dopo il film documentario Mondovino, è morto all’età di 92 uno dei grandi difensori, nonché eccelso testimone, del Malvasia di Bosa, autoctono sardo in grado di regalare grandi emozioni ad anni di distanza.

Molti hanno conosciuto la Malvasia di Bosa, vitigno autoctono sardo che da origine ad uno dei vini da meditazione più suggestivi del panorama italiano, probabilmente legandola a due nomi: Mondovino e Battista Columbu. Uno dei protagonisti, infatti, del film documentario-inchiesta di Jonathan Nossiter, presentato al Festival di Cannes nel 2004 e diventato rapidamente uno dei film cult per chi ha a cuore le sorti del vino artigianale, è recentemente scomparso all’età di 92 anni. Politico nelle fila del Partito Sardo d’Azione e amministratore sia locale che nazionale (fu parlamentare per due legislature tra gli anni Ottanta e Novanta), Columbu ebbe il grande merito di rilanciare la produzione della Malvasia di Bosa, considerandola finalmente come una delle carte più preziose da giocare per lo sviluppo dell’intera zona detta della Planargia in Sardegna.
Fu, come detto, uno dei protagonisti di uno degli episodi del film “Mondovino”, e la sua azienda insieme alla sua Malvasia – in grado di poter dare il meglio di sé tranquillamente dopo cinquant’anni dalla vendemmia - hanno in seguito raccolto premi e riconoscimenti non solo in Italia ma un po’ in tutto il mondo, diventando, insieme, icone della difesa delle tradizioni legate alla viticoltura e della valorizzazione del vitigno autoctono che li rappresentava. Negli ultimi mesi le condizioni di salute di Giovanni Battista Columbu erano peggiorate: si è spento in ospedale il 27 luglio.

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AUTOCHTONA 2012
Prima DOCG in Trentino? Via libera dall’assessore Mellarini al Moscato Giallo di Castel Beseno

Sarebbe la prima DOCG della regione, con protagonista un vitigno autoctono come il moscato giallo, prodotto all’interno di una piccola enclave della Vallagarina.

Esiste una piccola sottozona che ricade all’interno della denominazione Trentino di nome Castel Beseno che comprende parte del territorio dei comuni di Calliano e Besenello: il vitigno principe è l’autoctono moscato giallo che, come disciplinare prescrive, deve essere presente per almeno l’85% e da origine alla versione “Superiore”, anche nelle tipologie passita o da vendemmia tardiva. In una recente intervista, pubblicata sul quotidiano l’Adige, all’assessore provinciale all’Agricoltura Tiziano Mellarini, la conferma che a breve si procederà lungo l’iter burocratico per richiedere il riconoscimento più all’alto all’interno della piramide delle denominazioni italiane, che se accolto rappresenterebbe una “prima volta” per il mondo del vino trentino. Di quest’uva in Trentino se ne producono circa 10mila quintali, 2000 a Beseno e solo 200 sono rivendicati per la Doc presente. Una nicchia, quindi, che però, secondo il parere dell’assessore, può fare da apripista come caso virtuoso per tutto il comparto, così come successe nel corso del conseguimento dello status di sottozona, quando due cooperative locali collaborarono con una realtà privata: “Dalla Vallagarina arriva una lezione di unità vera”.

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AUTOCHTONA 2012
Le tre anime del Teroldego

C’è chi lo interpreta in modo classico, chi sperimenta le anfore o ancora chi lo fa appassire. È l’autoctono per eccellenza del Trentino, figlio della Piana Rotaliana.

Una distesa di vigne, attraversate dell'Adige e incastonate tra le montagne. È questo lo spettacolo che si mostra a chiunque attraversi la via maestra del Trentino in direzione Alto Adige o scendendo verso il Veneto. La Piana Rotaliana è la culla del vitigno autoctono più rappresentativo del Trentino: il Teroldego. L'antico "Sangue di Drago" ha oggi, come riportato recentemente dalla giornalista Francesca Negri sul Corriere del Trentino, diverse anime che hanno arricchito un'offerta (6 milioni di bottiglie provenienti da 400 ettari) che si presenta adesso eterogenea. I classici, come i vini di Barone di Cles, sono stati affiancati da giovani realtà dinamiche, come De Vescovi Ulzbach e Redondel, questi ultimi fautori della rinata versione rosata. C'è poi Elisabetta Foradori, portabandiera con il suo Granato, ottenuto completamente seguendo i dettami della biodinamica, al quale ha aggiunto, recentemente, anche Morei e Sgarzon, fermentati in anfora (come d'altronde anche la nosiola, autoctono bianco). Infine, per gli amanti delle concentrazioni e delle sfumature più dense e potenti, il Gran Masetto della Cantina Endrizzi, ottenuto con parziale appassimento delle uve.
 
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AUTOCHTONA 2012
Pioggia di premi per il Lugana e il San Martino di Citari

Medaglie d’oro e d’argento per il Lugana Doc e il San martino della Battaglia griffato Citari, nei recenti concorsi nazionali e internazionali, oltre a numerosi diplomi di merito. L’azienda nata nel 1975 sul colle di San Martino a Desenzano del Garda, coltiva da sempre Trebbiano e Tocai, vitigni autoctoni alla base dei due vini premiati. Il San Martino Doc prende il nome dall’omonimo piccolo paese sulle colline moreniche a sud del Lago di Garda; la zona di produzione del Lugana Doc è invece compresa tra Peschiera, Sirmione, Desenzano del Garda e Lonato del Garda. Ecco i riconoscimenti di recente attribuiti alle due etichette: Medaglia d’argento per il Lugana Doc 2010 “ Torre” e per il San Martino della Battaglia Doc 2010 all’International Wine Challenge 2012; Diploma di merito per il Lugana Doc 2010 “ Sorgente”. Nel prestigioso concorso enologico inglese Decanter world wine award, i vini di Citari ha ottenuto premi per cinque vini di tre diverse annate: Lugana Doc 2010 “ Torre” – medaglia d’argento; Lugana Doc 2009 “ Torre” – medaglia di bronzo; Lugana Doc 2010 “ Conchiglia” – diploma di merito; Lugana Doc 2010 “ Sorgente” – diploma di merito; San Martino della Battaglia Doc 2011 – diploma di merito. E ancora, al Concours Mondial Bruxelles 2012 svoltosi a maggio in Portogallo, dove erano in gara più di 8000 vini provenienti da 48 paesi, i vini Citari hanno ottenuto due medaglie d’oro (Lugana Doc 2010 “Torre” e Lugana Doc 2010 “Conchiglia”) e altrettante d’argento con il Lugana Doc 2010 “Sorgente” e il San Martino della Battaglia Doc 2010.
Per approfondimenti www.citari.it

 

AUTOCHTONA 2012
In difesa degli autoctoni romagnoli

Un accordo tra Regione Emilia-Romagna e vivaisti locali, mira a certificare e controllare il grande patrimonio autoctono della regione per donare ancora migliori garanzie e strumenti ai viticoltori e alla loro opera di salvaguardia.

Pignoletto, Sangiovese, Albana, Trebbiano romagnolo, Malvasia, Ortrugo: sono accumunati dell’essere tutti vitigni autoctoni dell’area romagnola - nell’edizione 2011 di Autochtona Award fu proprio un vino ottenuto dal pignoletto, il Pignoletto classico Vigna del Grotto 2010 dell’azienda Orsi ad aggiudicarsi il premio nella categoria Miglior Vino Bianco - e, finalmente, avranno qualche tutela in più, senza correre il rischio di scomparire a causa della standardizzazione dei gusti che minaccia anche la viticoltura.
L’obiettivo dell’accordo firmato dalla Regione Emilia Romagna con i vivaisti – come riporta il magazine on line Teatro Naturale, ideato e diretto dal giornalista Luigi Caricato – è anche quello di attivare maggiori controlli e una vera e propria certificazione degli aspetti genetici e fitosanitari.
L’’accordo, firmato tra il centro di ricerche produzioni vegetali di Cesena (Crpv), il centro attività vivaistiche di Tebano-Faenza (Cav) e il centro moltiplicatori italiani viticoli associati (Miva) vuole rilanciare la conservazione del patrimonio autoctono locale e donare, al tempo stesso, maggiori garanzie ai viticoltori dell’Emila Romagna.
 
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AUTOCHTONA 2012
Con gli Autochtona Awards Fiera Bolzano celebra i migliori autoctoni

Ritorna a Fiera Bolzano “Autoctoni, che passione!” la rassegna dedicata alle etichette italiane di vignaioli e PMI vinicole. Una giuria internazionale eleggerà i migliori vini in sei categorie

(Bolzano, 10 luglio 2012) Si scaldano i motori per la nona edizione di Autochtona, il Forum italiano dei vini autoctoni di Fiera Bolzano. Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione, in programma il 22 e 23 ottobre, ci sarà “Autoctoni che passione!”, la selezione dedicata alle migliori etichette in esposizione.

Una giuria internazionale, composta da sommelier ed esperti della stampa specializzata, degusterà i vini presentati dalle aziende espositrici, presenti ad Autochtona autonomamente o all’interno di delegazioni di  Consorzi o enti di tutela. Al termine degli assaggi, saranno assegnati gli Autochtona Awards in sei categorie: “Miglior vino rosso”, “Miglior vino bianco”, “Migliore vino dolce”, “Miglior vino rosato”, “Migliori bollicine” e “Premio speciale Terroir”. A questi si aggiunge il “Premio visitatori” che sarà conferito sulla base delle preferenze espresse direttamente dagli operatori nel corso della manifestazione.

La selezione “Autoctoni, che passione!” rappresenta un momento di valorizzazione per le aziende, che per regolamento possono presentare ad Autochtona solo bottiglie con una percentuale di vitigni autoctoni italiani pari o superiore al 95%. Una scelta precisa, volta a privilegiare produttori, consorzi ed enti di tutela che si fanno promotori del recupero di vitigni più ricercati, antichi o legati a microterritori di qualità.

Autochtona 2012 è il 9° Forum nazionale dei Vini Autoctoni, organizzato da Fiera Bolzano e dalla società di pubbliche relazioni Fruitecom con la collaborazione dell’AIS – Associazione Italiana Sommelier. Un’occasione per fare conoscere, promuovere e valorizzare le produzioni autoctone italiane presso buyer, chef, sommelier, e wine journalist italiani ed esteri. L’appuntamento è per il 22 e 23 ottobre 2012 a Fiera Bolzano.

 

AUTOCHTONA 2012
La rinascita della viticoltura italiana grazie agli autoctoni

L’Italia del vino è in ritardo di almeno 200 anni rispetto alla Francia. Ma la rinascita degli ultimi decenni, si deve in gran parte ai vini autoctoni. Questa la lettura del settore vitivinicolo italiano proposta da Oscar Giannino nel suo intervento di presentazione della mostra fotografica dedicata alla vendemmia in Sicilia di Gianni Mania, esposte fino a ottobre alla Cantina dell'Ulmo (Sambuca di Sicilia, Agrigento), nell’ambito di iPlaneta.
Secondo il giornalista economico, Borgogna e Bordeaux vantano ancora oggi una supremazia sui mercati mondiali, perché nella ricerca dell’eccellenza dei terroir e delle tecniche di vinificazione e commerciali la Francia sin dal Cinquecento, cioè dalla nascita del suo Stato moderno unitario, ha visto all’opera grandi e piccole famiglie della nobiltà. In Italia, invece, il frazionamento in tanti piccoli staterelli spesso in lotta tra loro, ha impedito lo sviluppo di vere e proprie imprese vinicole. I più lungimiranti da questo punto di vista furono i Savoia, che già all’inizio del Settecento investirono somme cospicue nel vino. Ma le vicende storiche che impedirono la riunificazione della penisola fino al 1861 non permisero ai vitigni italiani di essere valorizzati.
La rinascita del vino piemontese, siciliano e italiano più in generale, avviene solo da metà anni Ottanta del Novecento, dopo lo scandalo mondiale provocato dal vino al metanolo. Da allora le aziende - ricorda Giannino -  hanno iniziato a modernizzarsi, a investire su enologi, tecniche di selezione e trattamento, e a ritornare alle origini dell’autoctonia ampelografica, con qualificazione delle tipologie e adeguate politiche commerciali per ciascuna, nazionali e internazionali. Di questa grande rivoluzione sono figli i grandi vini toscani di taglio bordolese, ma anche e soprattutto gli autoctoni bianchi e iperminerali del Nordest a cavallo tra Carso, Croazia e Slovenia, e la riscoperta e valorizzazione dei vitigni siciliani: Grecanico, Carricante, Nero D'Avola, Frappato.

AUTOCHTONA 2012
L'Italia dei vini autoctoni in scena a Fiera Bolzano

Il 22 e 23 ottobre torna Autochtona, il Forum nazionale dei vini autoctoni, con un approccio sempre più orientato alle produzioni più tipiche e ai visitatori professionali. Si rinnova l’appuntamento con “Autoctoni che passione!” e  il “Tasting Lagrein”

Due giornate per degustare eccellenti vini autoctoni italiani, incontrare i produttori e scoprire i vincitori della selezione “Autoctoni che passione!” e del “Tasting Lagrein”. Sono questi i momenti chiave di Autochtona 2012, il 9° Forum nazionale dei vini autoctoni che si svolgerà il 22 e 23 ottobre a Fiera Bolzano, in contemporanea con Hotel, la Fiera internazionale specializzata per alberghi e gastronomia.
Lo svolgimento della manifestazione in due giorni, con la collaborazione di AIS – Associazione Italiana Sommeliers, rappresenta un modo per venire sempre più incontro alle esigenze degli espositori e dei visitatori professionali, che potranno concentrare la loro presenza a Bolzano in un periodo più breve.
Autochtona conferma quindi un approccio orientato ai vitigni autoctoni più ricercati o antichi, spesso legati a microterritori, trovando conferma anche nei numeri. Gli espositori sono passati infatti dai 35 del 2010 ai 56 del 2011, con ben 100 aziende vitivinicole presenti direttamente con il produttore o con un responsabile interno della cantina. I visitatori professionali registrati sono oltre 1.300, a cui si affiancano i circa 18.000 che frequentano abitualmente gli spazi espositivi di Hotel.
Confermando per il terzo anno il restrittivo regolamento, Autochtona rappresenterà una vetrina per le etichette italiane con una percentuale di vitigno autoctono di almeno il 95%. La partecipazione è riservata ad aziende con una produzione limitata, ai consorzi e agli enti di tutela e valorizzazione (come consorzi di tutela, strade del vino, ecc…).
Una selezione improntata alla qualità e tipicità dell’offerta, a cui si accompagneranno iniziative specifiche dedicate a buyer, chef, sommelier e wine journalist di prestigio, italiani ed esteri. Tra gli appuntamenti più attesi, la selezione “Autoctoni che passione!”, durante la quale una giuria di wine journalist e riconosciuti esperti valuterà le etichette degli espositori e attribuirà gli Autochtona Award in sei categorie. Dopo il successo dell’anno scorso, torna l’omologa rassegna “Tasting Lagrein” che assegnerà i Lagrein Award.
Dal 22 al 23 ottobre, l’appuntamento per aziende, consorzi e operatori professionali è a Fiera Bolzano con Autochtona 2012, un’occasione ideale per far conoscere, promuovere e valorizzare le produzioni autoctone italiane.

 

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