Forum dei vini autoctoni

25 - 28 ottobre 2010

Forum dei vini autoctoni
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7° forum dei vini autoctoni

7° forum dei vini autoctoni

AUTOCHTONA: la qualità ha voglia di futuro

Nelle prime sei edizioni AUTOCHTONA ha visto esporre complessivamente 250 aziende ed è stata visitata da 7.500 operatori. AUTOCHTONA si è dimostrata una piattaforma importante per titolari di enoteche e wine bar, ristoratori e sommelier del Triveneto e del Nord Italia. È arrivato il momento di rendere la formula ancora più rivolta al futuro, rendendo AUTOCHTONA un punto di riferimento autorevole e riconosciuto per il settore dei vini autoctoni.

Le novità per il 2010:

  • AUTOCHTONA entra nei padiglioni di HOTEL, all’interno del settore A, su una superficie di 450 metri quadri, con una veste rinnovata e di grande impatto;
  • AUTOCHTONA dura quattro giorni, come HOTEL, da lunedì 25 a giovedì 28 ottobre;
  • la selezione dei partecipanti e la comunicazione ai visitatori è a cura di Fruitecom, società di comunicazione e relazioni pubbliche specializzata in servizi di ufficio stampa e organizzazione eventi per il settore agroalimentare, in collaborazione con Alessandro Franceschini, giornalista e sommelier;
  • due convegni e un premio al miglior vino autoctono valorizzano il carattere B2B e la visibilità della manifestazione;
  • AUTOCHTONA sarà protagonista sui canali più innovativi del web 2.0 (Facebook, LinkedIn, Twitter, You Tube) e verrà raccontata da un wine journalist con una serie di video interviste.

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    Autoctoni “tecnologici”

    La moderna tecnologia legata ai cellulari di ultima generazione sbarca anche tra i vitigni autoctoni.

    Avvicini alla retro-etichetta la videocamera del tuo cellulare smartphone, inquadri il codice QR code ed accedi ad una serie di informazioni inerenti il vino, la sua origine, peculiarità produttive e tanto altro ancora. Ad introdurre questa novità è stata recentemente l’azienda agricola Giovanni di Raffa di Puegnago, nel bresciano, che in collaborazione con una azienda di web marketing ha introdotto nelle retro etichette del Groppello 2009 questo particolare codice (fonte: www.bresciaoggi.it). E’ una tecnologia, quest’ultima, che sta riscuotendo un certo successo nel mondo del vino: la “Guida Viniplus”, per esempio, edita da Ais Lombardia in collaborazione con la Regione Lombardia, l’ha recentemente introdotta su tutte le pagine dei vini lombardi recensiti e consente non solo di accedere ad una serie di dettagliate informazioni relative ai produttori ed i vini, ma anche di georeferenziare l’azienda e di visualizzare un video in cui un sommelier ne spiega caratteristiche ed abbinamenti.

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    “Autoctono”: antidoto alla globalizzazione

    Un altro vitigno autoctono salvato e valorizzato. Un biglietto da visita per valorizzare al meglio le potenzialità del panorama vitivinicolo italiano.

    “Il nostro è un territorio estremamente vocato per la viticoltura e quindi è necessario  puntare maggiormente sui vitigni autoctoni e sui vini tipici.  Le produzioni internazionali, omologate e uguali in tutte le parti del mondo non possono costituire il biglietto da visita di un territorio con enormi potenzialità, come è quello delle nostre colline”. Chi parla è il presidente della Coldiretti di Piacenza Claudio Bisi (fonte: www.piacenza24.eu) in un incontro che si è tenuto il 17 giugno presso il Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza che aveva come tema il rilancio dei vini di questo territorio. D’altronde, un po’ ovunque l’imperativo sembra proprio quello di puntare sulle produzioni locali, quindi sui vitigni autoctoni, recuperando e rilanciandone anche varietà quasi scomparse. E’ quello che è successo ancora recentemente ad opera della azienda agricola Sbarzaglia che ha messo in produzione un vino rosso ottenuto dal vitigno “Uva del Tundè”, tipico dell’entroterra ravennate. E’ nato anche il consorzio - www.consorziouvadeltunde.com – che ne intende valorizzare la produzione e la conoscenza.

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    Autoctoni tra festival, degustazioni e riscoperte

    Il Festival dei vini da vitigni autoctoni “Radici” celebra i vitigni pugliesi e lucani. A Pompei si degusta il Lacryma Christi e sotto il Gran Sasso si recupera un antico moscatello.

    Dal 6 all’8 giugno Monopoli é stata la capitale dei vitigni autoctoni pugliesi e campani. è giunto, infatti, alla sua quinta edizione Radici, festival e concorso enologico curato dall’associazione ProPapilla sotto l’egida dell’Assessorato alle Politiche Agricole e l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia.
    Tra gli scavi di Pompei, invece, il Lacryma Christi, è stato protagonista di una scenografica degustazione grazie all’iniziativa della Strada e dal Consorzio del Vino Vesuvio. 35 produttori locali hanno potuto far conoscere e assaggiare questo antichissimo vino campano frutto dell’unione di diversi vitigni autoctoni (Aglianico, Catalanesca, Coda di Volpe o Caprettone, Falanghina, Piedirosso e Sciascinoso) a centinaia di visitatori.
    Spostandoci in Abruzzo, Paolo Massobrio, dalle pagine de La Stampa del 27 maggio, ci parla di un vitigno autoctono vicinissimo all’estinzione, salvato da una famiglia di imprenditori locali: si tratta del Moscatello di Castiglione a Casauria, antichissimo autoctono delle colline pescaresi. Solo 10 mila bottiglie per un passito che nasce sotto i pendii della Maiella e del Gran Sasso.

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    Da Nord a Sud, gli autochtoni bianchi sono in prima pagina

    La nutrita schiera dei vitigni autoctoni bianchi campani non conosce crisi. E nella laguna veneziana si recupera la Dorona.

    Se la “Campania Felix” del vino riesce a combattere la crisi con la grande produzione di vini provenienti da vitigni autoctoni a bacca bianca, in una piccola isola della laguna veneziana si mette in atto un’operazione di recupero ampelografico di grande portata storico-culturale.
    Fiano, Greco, Falanghina, Biancolella, Asprinio, Forastera, Ripoli, Pepella, Coda di volpe, Pallagrello.  Secondo il quotidiano il Mattino di Napoli, con un articolo a firma Luciano Pignataro, i vini bianchi autoctoni della regione campana rappresentano un motore che viaggia a pieni giri, grazie alla facile abbinabilità in cucina e all’ottimo rapporto qualità-prezzo. E la richiesta da parte dei consumatori, sempre più orientata anche verso il mondo delle bollicine, non lascia impreparati i produttori campani, che oramai si presentano sempre più con charmat a metodi classici autoctoni.
    A Nord, invece, i riflettori dell’enologia si accendono sulla laguna veneziana, in particolare sulla piccolissima isola di Mazzorbo, a due passi dalla più nota isola di Burano. Qui Gianluca Bisol, storico produttore trevigiano di prosecco, ha recuperato dall’estinzione e ripiantato un piccolo ettaro di Dorona, antichissimo vitigno autoctono a bacca bianca della Serenissima Repubblica. Ne dà notizia il Sole 24 Ore, in un articolo a firma Claudio Pasqualetto, che sottolinea come la tenuta di Bisol, chiamata Venissa, diventerà anche un vero e proprio laboratorio per la ricerca e la formazione agroambientale.  

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    La rivincita degli autochtoni e delle microaree

    Si consolida l’interesse per i vini da vitigni autoctoni e il connubio con i relativi terroir di provenienza, meglio se di piccole dimensioni.

    Il fermento e l’interesse intorno ai vitigni autoctoni sta crescendo costantemente negli ultimi anni, non solo tra operatori di settore e stampa specializzata, ma anche tra i consumatori. E la sua eco si riflette su alcune recenti indagini e ricerche di mercato.
    A dicembre scorso un’indagine targata Winenews, il noto portale di informazione on line con sede a Montalcino, sviluppata in collaborazione con Vinitaly, aveva sottolineato lo schiacciante interesse da parte degli amanti del buon bere nei confronti delle varietà autoctone. L’83% del campione intervistato (1.456 enonauti) aveva dichiarato di preferire nel bicchiere vini provenienti dall’innumerevole patrimonio autoctono italiano. Sangiovese e Nebbiolo in testa, ma anche Barbera, Aglianico e Montepulciano d’Abruzzo.
    Confermano questo trend anche le recenti ricerche di mercato di Iri-Infoscan, rilanciate sul Sole 24 Ore in un articolo di Davide Paolini. I vini più venduti in Italia nel 2009 rispetto al 2008 sono infatti ottenuti da vitigni autoctoni e appartengono a microaree ristrette, un tempo considerate marginali e secondarie. A trainare il successo dei vini autoctoni è il Negramaro dalla Puglia (+34,7%), seguito dal bianco di Custoza (+23,2%, ottenuto da uve trebbiano a sud del Lago di Garda), dal Morellino di Scansano (+23,1%, uve sangiovese) e dal Soave (+17,4%, uve garganega), 

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    Una nuova “AUTOCHTONA” per l'edizione 2010

    Formula completamente rinnovata per la manifestazione di Fiera Bolzano dedicata ai vitigni autoctoni che per la sua settima edizione entra nei padiglioni della fiera Hotel e allunga la durata da due a quattro giorni, dal 25 al 28 ottobre 2010

    (Bolzano, 21 aprile 2010) Punta su un’accurata selezione degli espositori e si arricchisce con due momenti convegnistici e un premio dedicato ai vini autoctoni l’edizione 2010 di “Autochtona”, che si svolgerà dal 25 al 28 ottobre 2010 a Fiera Bolzano. Quest’anno il Forum dedicato ai vini autoctoni troverà spazio all’interno dei padiglioni di “Hotel” - la fiera internazionale dedicata all’ospitalità alberghiera, alla gastronomia e al turismo – in un’area espositiva completamente rinnovata e durerà quattro giorni, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers Alto Adige.
    “Autochtona” 2010 inizierà un nuovo percorso di ricerca delle etichette più rappresentative del panorama “autoctono” della nostra penisola attraverso un restrittivo regolamento di partecipazione che andrà a costruire un elenco di espositori d’eccellenza in grado di rappresentare la ricchezza dello scenario dei vitigni autoctoni italiani.
    “L’Italia ha un patrimonio vinicolo autoctono inestimabile e spesso sconosciuto - afferma Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano – e attraverso la sua nuova “formula” Autochtona punta a configurarsi come il punto di riferimento per le piccole realtà che contribuiscono in modo decisivo ad arricchire la bellezza del panorama autoctono italiano. I visitatori professionali avranno modo  di degustare e confrontare direttamente oltre 300 vini autoctoni, stabilendo un contatto diretto con le aziende produttrici”.
    Grazie al nuovo regolamento di partecipazione la manifestazione altoatesina rilancia infatti la sua vocazione alla qualità e alla selezione: si abbassa al 5% la percentuale di vitigni internazionali ammessi all’interno delle etichette esposte, la produzione complessiva delle aziende partecipanti dovrà essere compresa tra le 5.000 e le 900.000 bottiglie annue e i padiglioni della manifestazione si apriranno ai Consorzi di Tutela.
    L’appuntamento per gli operatori professionali - enoteche, wine bar, ristoranti, hotel – è dal 25 al 28 ottobre 2010 a Fiera Bolzano con “Autochtona” 2010, che metterà in mostra una biodiversità pressoché impossibile da eguagliare, come è quella dei vini autoctoni del nostro Paese.

    AUTOCHTONA 2010 punta sulla selezione

    Nuovo regolamento per la manifestazione di Fiera Bolzano, che mira a selezionare le eccellenze autoctone italiane e apre i suoi padiglioni ai Consorzi di Tutela, alla ricerca delle tante rarità disseminate nel territorio del Bel Paese.

    La VII edizione di AUTOCHTONA, la manifestazione voluta e pensata da Fiera Bolzano per valorizzare l’enorme patrimonio di vitigni autoctoni italiani, punta sulla selezione degli espositori e si presenta con un Regolamento di partecipazione completamente rinnovato.
    Diminuisce la percentuale di vitigni internazioni ammessi all’interno delle etichette che saranno presentate durante i quattro giorni della manifestazione: solo il 5%, per valorizzare ancora di più, rispetto al passato, l’importanza della peculiarità dei vitigni autoctoni nella composizione dei vini ammessi alla rassegna.
    Aumenta l’uniformità degli espositori: la produzione complessiva delle aziende ammesse ad AUTOCHTONA 2010 sarà compresa all’interno di un range ben preciso, tra le 5.000 e le 900.000 bottiglie annue.
    I padiglioni di AUTOCHTONA 2010 si aprono inoltre ai Consorzi di Tutela; sono numerosi e disseminati in tutte le regioni italiane quelli che valorizzano il lavoro di tanti piccoli produttori che hanno nei vitigni autoctoni il loro punto di forza.
    Il desiderio è dare un’opportunità di visibilità, all’interno di un contesto sempre più specializzato come quello di AUTOCTHONA, anche a piccole realtà che contribuiscono in modo decisivo ad arricchire la bellezza del panorama autoctono italiano.

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    Una nuova AUTOCHTONA per l'edizione 2010

    Formula completamente rinnovata per la manifestazione dedicata ai vitigni autoctoni che entra nei padiglioni di Hotel e allunga la durata da due a quattro giorni, dal 25 al 28 ottobre

    Tante le novità della VII edizione di AUTOCHTONA, la manifestazione voluta e pensata da Fiera Bolzano per valorizzare l’enorme patrimonio di vitigni autoctoni italiani.
    Il Forum altoatesino proseguirà nel suo percorso verso la qualità attraverso un nuovissimo Regolamento di Selezione che andrà a costruire un elenco di espositori d’eccellenza in grado di rappresentare la ricchezza dello scenario dei vitigni autoctoni italiani.
    Quest’anno AUTOCHTONA troverà spazio all’interno dei padiglioni di HOTEL - la fiera internazionale dedicata all’ospitalità alberghiera, alla gastronomia e al turismo – in un’area espositiva completamente rinnovata che sottolinea la sua nuova personalità. Durerà  quattro giorni,  dal 25 al 28 ottobre 2010 con un meccanismo innovativo del punto di vista del coinvolgimento degli espositori. Completano la nuova “formula di Autochtona” due convegni formativi e un Premio dedicato ai vini autoctoni che vedrà una qualificata giuria di esperti eleggere il miglior vino esposto. 
    Rimanete collegati al sito web www.autochtona.it per i prossimi aggiornamenti sulla manifestazione dedicata ai vitigni autoctoni italiani. Una ricchezza incredibile che ha il merito di saper conservare sapori antichi, tradizioni che si sono sedimentate nel tempo e che mostrano al mondo intero una biodiversità pressoché impossibile da eguagliare, come è quella del nostro Paese.

     

    5 domande sul vino a...

    ...Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano e Presidente della Società Alto Adige Marketing SMG


    1. Preferisce il vino rosso o il vino bianco?
    Preferisco il vino rosso.

    2. Quando beve un buon bicchiere di vino?
    Alla sera.

    3. Dove compera il vino? All'enoteca o al supermercato?
    Compro molto raramente del vino, perché preferisco quello fatto in casa da mia moglie. Quando ne compro però, lo acquisto direttamente in cantina.

    4. Quanto può costare una bottiglia di vino?
    Questo lo deve decidere ognuno per sé. Per quanto mi riguarda non spenderei più di 15-20 Euro per una bottiglia.

    5. Quali sono, nell'ordine, il Suo vino preferito, il Suo produttore preferito e la Sua regione vinicola preferita.
    Preferisco non esprimere preferenze. Tuttavia assaggio volentieri vini dall'Alto Adige, dalla Toscana e dalla Sicilia, ma anche dalla Spagna e dall'Austria.
    Inoltre trascorro volentieri brevi vacanze in regioni vinicole: si tratta in genere di regioni molto particolari, soprattutto per quanto riguarda il paesaggio, le specialità e il cibo. Anche le persone che le abitano sono sempre molto particolari.

    Intervista fatta da www.weinlese.it

     

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