The candidates 2012
 | STUDIO AKKA |
| SAEJIN HWANG |
| Together but Different Dream 2011 |
| Misure: 116.8×91cm |
| Tecnica: Acrylic on Canvas with Fabric |
| Curriculum artista - Dettaglio |
STUDIO AKKA - SAEJIN HWANG
Together but Different Dream 2011
Descrizione dell'opera:
Hwang's sharp critique of modern human desires is not immediately evident through her intricate work rendered in acrylic with pieces of floral cloth. At first glance, audiences are treated to a visual feast of tightly packed flowers. Hundreds of cloth fragments with varying floral patterns and colours are carefully pieced together to create highly textured compositions that achieve light and shade typical of oil painting. While we wow at the beauty of her compositions and slowly peel throuth the layers of flowers and subtext, Hwang's message becomes clear. - Insoon Cho
Misure:
116.8×91cm
Tecnica:
Acrylic on Canvas with Fabric
Curriculum artista
 | Galerie Milly -90 |
| Martine Parise |
| Transbeton5, 2011 |
| Misure: 140x100cm |
| Tecnica: carta letraset su dbond verniciato |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Galerie Milly -90 - Martine Parise
Transbeton5, 2011
Nell'opera “Transbeton 5” non vi è alcuna caratterizzazione di tempo e luogo. Ad emergere da una lastra cementizia animata da automobili grige, sono delle sagome umane vuote prive di qualsialsi caratterizzazione fisiognomica. Esseri umani con trama lignea vengono invece smembrati sulla superfice asettica del cemento. Tutto è bidimensionale come nella celebre Flatlandia di Edwin Abbott Abbott, un mondo in cui non c'è volume, non c'è realtà perchè tutto è rappresentato, ogni cosa è una proiezione della realtà. Tutto è schiacciato, compresso contro una superficie che non lascia scampo, che non dà autonomia. Nella sua apparente vacuità e vastità, la superficie finisce per inghiottire tutto quanto la circonda. L'abolizione del colore è determinante. Siamo di fronte ad un mondo piatto, semplice, segnaletico, convenzionale: la sua organizzazione visiva scandisce la semplicità di un universo spogliato d'individui, popolato di sagome, di target. Si comprende allora che la distanza tra spettatore e opera, la freddezza di quest'ultima, serve ad amplificare un effetto di derealizzazione.
Misure:
140x100cm
Tecnica:
carta letraset su dbond verniciato
Curriculum artista
 | Galleria Goethe Galerie |
| L.A. Schwazer |
| A symbol of freedom, 2011 |
| Misure: ca.60 x 50 cm |
| Tecnica: schede perforate, slogans e chiodi |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Galleria Goethe Galerie - L.A. Schwazer
A symbol of freedom, 2011
Die Erfindung der Lochkarte revolutionierte im 18. Jh. die Weberei und fand im späten 19. Jahrhundert als Datenspeicher Einsatz beispielsweise bei Volkszählungen ( in Österreich 1890).
Dieses altertümlich und nostalgisch anmutende Speichermedium ist eine der Techniken der Industrialisierung und der Informatik.
Die vorliegenden Arbeiten wurden mit einer Hollerith- Maschine gestanzt. Die ausgewählten Phrasen wurden vermittels dieser Maschine in jeweils eine Lochgrafik transformiert.
Eine der Lochgrafiken wurde auf Grundlage des Attac-Slogans „Another World is Possible“ prozessiert.
Die Auswahl der Phrasen und Slogans folgte dem Vorhaben, diese in ein Paradoxon zu überführen. Beispielsweise basiert eine andere Lochgrafik auf dem Adidas Credo „Impossible is nothing“. Sowohl tritt die Lochkarte "connecting people" mit dem erscheinenden Daten-licht in Kommunikation. Da sich hier eine immaginierte Analogie der Stanzlöcher mit "people" geradezu aufdrängt, lässt sich die Aussage eines bekannten Mobilfunkkonzerns zur Frage transformieren, inwiefern und in welchem Ausmaß sich Menschen via Daten charakterisieren lassen. Das Speichermedium lässt keine andere Wortkombination als die eingestanzte zu, die Daten sind irreversibel im Medium gespeichert. Die eingestanzten Aussagen werden schlagartig und unwiderruflich zu einem Paradoxon: Sie werden zu bloßen Behauptungen, die innerhalb dieses Mediums nicht eingelöst oder verändert werden können.
Die Hängung der Arbeiten mit einfachen Nägeln eröffnet einen Raum hinter den Lochgrafiken, der die Daten-Anordnung mittels Licht auf der dahinter befindlichen Wand erscheinen lässt.
Misure:
ca.60 x 50 cm
Tecnica:
schede perforate, slogans e chiodi
Curriculum artista
DAMarte - Nicola Biondani
"Me ne vado" _ 2011
L'opera fa parte della serie "viaggiatori sedentari". Questa figura, esattamente come tutte le altre della serie, non fa nulla, è immobile per un istante, quasi fosse davanti ad un obbiettivo fotografico. Arriva, si ferma davanti alla macchina, si lascia immortalare e poi se ne va via.
Con questa opera l'artista esprime la sua esigenza – oggi più che mai condivisa da molti – di spostarsi, di emigrare altrove, alla ricerca di un luogo che lo rappresenti e gli dia pace. Il lavoro dell'artista, secondo Biondani, dovrebbe essere proprio questo, viaggiare di luogo in luogo, per vedere e conoscere il mondo, così da trasporlo poi in arte.
"Da tanti anni vivo con la valigia sempre pronta per spostarmi, sperando che il prossimo luogo dove andrò sarà finalmente casa."(Nicola Biondani).
Misure:
20 x 76 x 22
Tecnica:
terracotta patinata
Curriculum artista
 | Elena Cantori |
| Sofia Romoli |
| In crescendo |
| Misure: 160x100 |
| Tecnica: Mosaico contemporaneo: chiodi, sasso, gesso |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Elena Cantori - Sofia Romoli
In crescendo
"In crescendo" è un'opera di mosaico contemporaneo dove l'artista esprime l'evoluzione della vita e le "onde" dei suoi sentimenti attraverso il movimento dei chiodi e la fermezza dei sassi e del gesso.
Misure:
160x100
Tecnica:
Mosaico contemporaneo: chiodi, sasso, gesso
Curriculum artista
 | GALERIA JAVIER ROMAN |
| PATRICIA NICLOS |
| AIR AND SIEVE/ARIA E SETACCIO, 2011 |
| Misure: 142X142 |
| Tecnica: ACRYLIC AND INK ON CANVAS |
| Curriculum artista - Dettaglio |
GALERIA JAVIER ROMAN - PATRICIA NICLOS
AIR AND SIEVE/ARIA E SETACCIO, 2011
Ink lines fall onto the canvas forming a sieve through which we can observe different lights, spaces, colours and textures.Thus, creating a world of feelings and emotions which moves the viewers, generating the ilusion that they are involved through the strength and attraction of nature.
Misure:
142X142
Tecnica:
ACRYLIC AND INK ON CANVAS
Curriculum artista
 | unika galaria |
| Matthias Verginer MATT |
| Roman Riding, 2012 |
| Misure: altezza 61 cm |
| Tecnica: legno, colori acrilici |
| Curriculum artista - Dettaglio |
unika galaria - Matthias Verginer MATT
Roman Riding, 2012
Attraverso umore e ironia si fa luce su certi aspetti della civiltá e dello sviluppo sociale: la persona e tutta la sua individualitá.
Misure:
altezza 61 cm
Tecnica:
legno, colori acrilici
Curriculum artista
 | MONTEOLIVETO GALLERY |
| Nicola Vincenzo PISCOPO |
| KRAMPFANFALLE 1 2012 |
| Misure: 50 x 70 cm |
| Tecnica: oil on canvas |
| Curriculum artista - Dettaglio |
MONTEOLIVETO GALLERY - Nicola Vincenzo PISCOPO
KRAMPFANFALLE 1 2012
Il Progetto
Krampfanfalle è una parola tedesca, vuol dire "attacchi convulsivi". Ho utilizzato un titolo tedesco, poichè è proprio l'area nord-europea quella che più di altre ha sviluppato un certo senso del terrore e dell'esasperazione, della forte emotività. Partendo dagli antico mito nordico (opposto a quello classico) arrivando al Romanticismo prima e all'espressionismo tedesco dei Die Bruke poi.
Il progetto nasce sull’esigenza di rappresentare il momento di crisi, molto legato a mie particolari esperienze. Ho cercato l’espressione più adatta a trascinare la questione dal particolare all’universale, quindi tentando di comunicare queste esperienze. La doppia immagine di facce e corpi struggenti, autoritratti, nudi e non senza vergogna, persi nel vuoto, nel terrore, a volte calpestati dai piedi e dagli sguardi altrui, altre volte coinvolti in un meccanismo Eros-Thanatos. I fondi scuri, con forti contrasti, e con eccesso di materia sul visibile: ho tentato l’introspezione psicologica ricercandola nell’Impasto Tremendo del Ribera, nel dramma di immagini Caravaggesche e Baconiane(a proposito di qualche associazione che girava qualche anno fa), nella ricerca scientifico-artistica dei fratelli Bragaglia.
Nicola Piscopo di norma pittore surrealista che “gioca” tra significati e significanti, nelle opere Kramfanfalle … lascia prevalere le sue influenze secentesche, tra Joseph Ribera, Caravaggio ed il naturalismo barocco napoletano: su sfondi neri forse trasudati da qualche tela di Velasquez illuminata magari dalla luce mefistofelica de “La lampada del diavolo” di Goya, fa emergere dei primi piani che presentano sotto forme da incubo e grande sintesi pittorica, i tratti sbozzati con crudele decisione, di soggetti Baconizzati attraverso l’uso di qualche lente (mentale) deformante che ne sdoppia le terrorizzate e ter-rorizzanti fattezze non usando le tipiche sfumature alla Dalì di Piscopo, ma piuttosto illustrando con poche pennellate “di pancia” una sensazione difficilmente controllabile. L’orrore e la follia sembrano infatti degli immediati fuori-campo che hanno prodotto le smorfie orripilate, frutto pare di quei demoni personali che sembrano materializzarsi durante le crisi di panico, riflette l’artista, quando forze invisibili impongono la pa-ralisi psicosomatica e la convinzione irragionevole che non esistano vie d’uscita, impressione smentita da questi intensi ritratti dell’ignoto, che esorcizzano le ombre senza far finta che non non esistano vie d’uscita, impressione smentita da questi intensi ritratti dell’ignoto, che esorcizzano le ombre senza far finta che non esistano (Il 7 - Marco Settembre).
Misure:
50 x 70 cm
Tecnica:
oil on canvas
Curriculum artista
Castellano Artecontemporanea - Samuele Stocco
Paris Street-1
SAMUELE STOCCO
L’indagine sulla ricerca dell’uomo di oggi che cerca di dare ordine al proprio caos-emotivo, alla crisi umana, al contrasto che esiste tra l’uomo e il mondo urbano circostante, caratterizza tutta la ricerca di Samuele Stocco.
Adoperando tecniche diverse, l’artista associa alla sfera privata una riflessione su concetti condivisi, quali l’indignazione, la rabbia e le inquietudini che ormai fanno parte di ognuno di noi in questo preciso momento storico e sociale.
Il racconto personale che emerge nelle sue fotografie si fa simbolo dell’umana vulnerabilità, che si trova in una continua ricerca che consiste nel cogliere quello che c’è intorno a noi cercando di trovarne un ordine prestabilito.
Interessanti sono le serie fotografiche dedicate a questa sua ricerca, ovvero è l’artificio dell’uomo che crea l’ordine o viceversa? Qual’è la realtà?..
Spesso le fotografie si focalizzano sullo stesso soggetto, l’uomo e il caos, ripreso in un dato arco temporale, registrazioni accurate e catturate in un particolare momento, che denotano l’impercettibile trascorrere del tempo dell’uomo che cerca di arrivare alla fine di una ricerca che in realtà forse non riuscirà mai a raggiungere.
Erica Dal Fiume
Misure:
100x50
Tecnica:
fotografia
Curriculum artista
 | Galeria 57 -Contemporary Art |
| André Pedro |
| Title: The Salvation Proclaimed/2012 |
| Misure: 100x160 |
| Tecnica: Acrylic on canvas |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Galeria 57 -Contemporary Art - André Pedro
Title: The Salvation Proclaimed/2012
The boundaries between old Europe and the United States of America joined in the economic crisis, political and social is nothing more real, only creativity can free man from the problems of others.
However while some cry and suffer, others grow and enjoy the east shows his winning side.
The allure of the promised land is no longer a thought of other people and some dictators of the past. The Franco-German empire hangs like a dark cloud over Europe.
The social movements of claim they have in essence the artistic structure, the slogans of the street, graffiti’s and stencil paintings make the viewer an active citizen and call upon the collective consciousness.
If art has the possibility to enhance the act conciliatory, it is no lesstrue that art aims to provoke and raise awareness and calling for a critical reflection that leads to change.
Feeling all this contradiction, I appropriated the news of the day and decided to incorporate links between the concept that each image represents individual and the possibility that the set has reveal secrets and fears.
André Pedro,2012
Misure:
100x160
Tecnica:
Acrylic on canvas
Curriculum artista
 | downstairs. Galerie |
| Sebastian Lechner KORIZOH/SUCUK |
| Mother, 2011 |
| Misure: 100cm x 140cm |
| Tecnica: Acryl auf Leinwand |
| Curriculum artista - Dettaglio |
downstairs. Galerie - Sebastian Lechner KORIZOH/SUCUK
Mother, 2011
Das Werk stammt aus einer Serie die verfremdete sozialistische Propagandaposter im zeitgenössischen Kontext behandelt.
Der Sozialismus als Kollektiv nahm in seiner illusionistischen Frühphase bereits gesellschaftliche Widersprüche vorweg die uns nun durch marktlibertäre Medien als spiegelbildliche Fratze vorgehalten werden: Unrealistischer Perfektionismus, unerfüllbare Lebensträume, sichere Unsicherheiten und politische Agonie.
Die erst auf den zweiten Blick erkennbare radikale Zersetzung der vermeintlich optimistisch in die Zukunft gerichteten Mutter mit Kind hebt soziale Verfallsprozesse hervor, die gleich einem Eitergeschwür unter dem Oberflächenglanz gären.
Für Illusionen bleibt hier kein Platz, drastisch und direkt legt der Künstler den Finger in die offene Wunde des individuellen Betrachters.
Misure:
100cm x 140cm
Tecnica:
Acryl auf Leinwand
Curriculum artista
 | Paolo Maria Deanesi Gallery |
| Armando Lulaj |
| Back news / Flying news, 2011 |
| Misure: 140x93cm |
| Tecnica: Digital C-Print, montaggio Diasec |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Paolo Maria Deanesi Gallery - Armando Lulaj
Back news / Flying news, 2011
Back news / Flying news (2011).
Foto documentaristica di un atto svolto a Tirana.
Dopo gli anni Novanta tutti gli albanesi comprarono antenne paraboliche per guardare le TV straniere. Mi ricordo che anche io (Armando Lulaj) ne comprai una nel 1994. Oggi quasi tutti gli albanesi si nutrono di TV private albanesi e TV straniere filtratissime. Solo un piccolissimo gruppo di persone guarda la stampa e le TV indipendenti. Questo è un fattore decisivo nella formazione di questo paese, ma è anche una situazione molto simile a quella di tutti i paesi del terzo mondo che adottano una politica neo-liberalistica.
Combinando un gioco tipicamente americano come il frisbee e la forte diffusione di antenne paraboliche nella capitale albanese e nel resto del paese, Armando Lulaj vuole porre una riflessione sull’assenza di una informazione davvero libera, in Albania e non solo. L’antenna parabolica è un simbolo di libertà solo apparente e quindi utilizzabile come un frisbee da lanciare in mezzo agli edifici della periferia della città.
Misure:
140x93cm
Tecnica:
Digital C-Print, montaggio Diasec
Curriculum artista
 | Galleria d'arte Il Cenacolo |
| Gabriele Brucceri |
| "Liquefazione" 2009 |
| Misure: 80 x 115 |
| Tecnica: tecnica mista su tela |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Galleria d'arte Il Cenacolo - Gabriele Brucceri
"Liquefazione" 2009
La deformazione dell’immagine sta alla base del modo di comunicare di Brucceri; Il ricordo di una persona ormai non più presente, sfuma nella mente e sembra liquefarsi; la figura però non scompare ma vuole riproporsi quasi volesse riemergere dall'acqua e tornare presente.
Misure:
80 x 115
Tecnica:
tecnica mista su tela
Curriculum artista
 | Tethys Gallery |
| Daniele Falletta |
| linea di confine - 04 anno 2011 |
| Misure: 100x70 |
| Tecnica: 9 copie 100x70 stampa su carta cotone a getto d'inchiostro |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Tethys Gallery - Daniele Falletta
linea di confine - 04 anno 2011
LINEA DI CONFINE. Il fascino magnetico dei grandi spazi è il richiamo che attira Falletta
a compiere viaggi in luoghi dove la natura si manifesta in tutta la sua grandezza.
Qui l’orizzonte è protagonista e traccia una linea di confine determinando gli equilibri tra cielo, mare e terra, ancestrali e imprescindibili riferimenti per la vita dell’Uomo, l’armonia della Natura.
Misure:
100x70
Tecnica:
9 copie 100x70 stampa su carta cotone a getto d'inchiostro
Curriculum artista
Bulart Gallery - Boris Pramatarov
"Body" 2011
The work "Body" was made in 2011 as a part of project "Tormentor". The artist Boris Pramatarov explains his concept : “I am showing the world in my head. Images that are born there, but distorted by wrong associations. Villains and happy freaks that rule undisturbed, torment and worry their creator. I let my imagination run free. I use my paintings to recreate my fears that nothing is stable or real. Beauty is a mask of ugliness. Monstrosity reigns. I represent it in different forms: the ugly crowd, the ugly loner, the ugly object. I find it everywhere. The creatures have lost their purity.
My work is not deliberately pessimistic. If a man is to understand that one thing is good, he usually compares it with something bad. If there's nothing bad, how can we spot the good? That's why my works depict the negative side more; this is my path to the positive one. I try to express the ugliness in a picture that is acceptable to the eyes. I twist together the concepts of beauty and ugliness and in my world they become synonyms.
My world is the color of black that has swallowed all others.”
Misure:
30x45 cm
Tecnica:
drawing,digital print on paper
Curriculum artista
 | Südtiroler Künstlerbund |
| Florian Kofler |
| „8wohnungen“, 2010 |
| Misure: 80x80x200 (längexbreitexhöhe) |
| Tecnica: 4x CF-Player, 4x Monitore, Beton/Holz |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Südtiroler Künstlerbund - Florian Kofler
„8wohnungen“, 2010
8wohnungen
Florian Kofler
Videoinstallation 2010
„Zeit, die Neugier zu untersuchen. Der Blick auf Momentaufnahmen anderer Leben ist
manchmal zwangsläufig und oft verstörend. Privates wird nach außen gekehrt, Öffentliches
nach innen geholt.“ (Zeno von Braitenberg)
Zentrales Objekt der Videoinstallation "8wohnungen" ist ein abstraktes, aus Beton gefertigtes
Modell eines Wohnhauses, montiert in einer schwarzen Säule. In diesem befinden sich auf zwei
Etagen verteilt acht Wohneinheiten. In ihren Dimensionen sind sie identisch. Nur ihr Innenleben
unterscheidet sie.In einem abgedunkelten Raum bietet sich dem Betrachter durch die
Fensteröffnungen ein Einblick ins Geschehen im Inneren der Wohnungen. Es ist dies der Punkt,
an dem die Installation eine ganz neue Bedeutung erlangt, von der unscheinbaren Mauerhülle
zum Inneren, Unbekannten. Es sind alltägliche Dinge, die dort geschehen, aber auch
Sonderbares oder Unangenehmes ist dort mittels aufwändig gedrehter und inszenierter Videos,
wiedergegeben auf Screens, in den Fenstern zu sehen. Sie erzählen in ungewohntem Maßstab
aus dem Leben der verschiedenen Individuen und Bewohner der acht Wohnungen.
Durch die begrenzten Fensteröffnungen jedoch bleibt das Blickfeld limitiert - vieles bleibt
unbekannt. Ebenso filtern Gardinen und Vorhänge den Einblick, abstrahieren das Geschehen
im Inneren - dessen Vervollständigung dem Publikum überlassen wird. Der Einblick in fremde
Alltage weckt Neugierde beim Betrachter, jedoch auch ein unangenehmes Gefühl von
Voyeurismus, sogar Beklemmung. Warum möchte man unbedingt hinschauen? Warum stört es,
dass das Blickfeld durch die Mauern eingegrenzt ist? Warum sind der Nachbar, das Fremde so
faszinierend? Wohl nicht aus bloßem Interesse und Nächstenliebe. Nähe und Einsamkeit,
ständig präsente Themen der Arbeit, werden besonders im privaten Raum sichtbar - zusammen
und jeder allein.
Der ungewohnte Maßstab ist ein weiterer interessanter Punkt der Videoinstallation. Es wird hier
ein Unterschied zu unserem realen Leben sichtbar. Man wird zu einer Art Big Brother, der alles
- aus verschieden Blickwinkeln - überblicken kann. Da auch in der Gesellschaft die Entwicklung
zum Überwachungsstaat immer präsenter wird, löst diese Dimension ein ungewohnt unfreies
Gefühl in uns aus. Ist es beruhigend oder beunruhigend, dass man beobachtet wird? Oder
bleibt vieles Unbeobachtet und hinter verschlossenen Türen oder Fenstern?
Misure:
80x80x200 (längexbreitexhöhe)
Tecnica:
4x CF-Player, 4x Monitore, Beton/Holz
Curriculum artista
 | Ufofabrik Contemporary Art Gallery |
| Andrea Martinucci |
| Untitled 2010, 2010 |
| Misure: Dimensioni variabili |
| Tecnica: Video installazione con cornice |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Ufofabrik Contemporary Art Gallery - Andrea Martinucci
Untitled 2010, 2010
UNTITLED 2010
PROGETTO AUFHEBUNG "UNTITLED 2010"
video installazione con cornice 2010- 2011 Come le “Dejèuner sur l’herbe” creò scalpore figurando una scena inusuale per la società perbenista di allora, anche noi abbiamo creato una scena scandalistica in cui viene messo in atto un “consumo” di perversioni e droghe tra persone di spicco come politici ed esponenti ecclesiastici. I motivi di ciò sono innumerevoli ma tra i più noti troviamo le infinite oppressioni di argomenti sessuali scomodi da parte di media e mezzi comunicativi, spesso in mano alle persone direttamente interessate. La nostra opera non vuole risultare trash ma vuole denunciare palesemente questa situazione così scandalosa. Il taglio visivo è ambientato in un interno degradato. Le musiche adottano suoni sintetizzati che conferiscono allo spettatore un senso di inadeguatezza e tensione. Il titolo dell’opera è “Untitled 2010” data l’esplicazione visiva del video. L’ opera è una video-installazione presentata come un Tableau Vivant dove gli attori saranno semi-immobili in quanto pensiamo al video come un’ evoluzione della pittura. Anche per questo motivo, la proiezione avverrà su una tela incorniciata per fare dei rimandi all’idea del supporto di Manet.
http://www.andreamartinucci.com/
Misure:
Dimensioni variabili
Tecnica:
Video installazione con cornice
Curriculum artista
Art Cuestion - Oscar Cambra
Scientific 2010
A piece talking about Faith and Science
Misure:
100x100
Tecnica:
Acrylic on wood
Curriculum artista
 | kooio |
| Jakob Rauch |
| unbenannt-7, 2010 |
| Misure: 50cm x 68,9cm |
| Tecnica: Scan mit modifiziertem Scanner, Digitaldruck, auf Alu-Dibond |
| Curriculum artista - Dettaglio |
kooio - Jakob Rauch
unbenannt-7, 2010
bilderserie und modifizierter scanner
(text jakob rauch, 2007)
eine auswahl an bildern steht für mehrere experimentreihen, die mit einem von seinem gehäuse befreiten und mobil gewordenen flachbettscanner entstanden sind. das normalerweise auf einer fixen ebene stattfindende linienweise abtasten wird befreit und seine möglichkeiten um die dimensionen des raumes und der zeit erweitert. der hier beschiebene scanner ist der erste modifizierte scanner von 2007. seither arbeite ich mit verschiedenen scannermodellen.
die arbeit besteht aus drei eng miteinander verbundenen teilen:
1. dem wahrnehmenden werkzeug - dem modifizierten scanner
2. dem akt der wahrnehmung - dem modifizierten scanvorgang, und
3. den objekten der wahrnehmung - den entstehenden bildern.
1. das werkzeug:
ein aus einem ausrangierten scanner ausgebauter eindimensionaler cis zeilen sensor, platine, stromversorgung und eine glasscheibe mit einem kalibrierungspunkt, um den scanvorgang einzuleiten.
2. der scanvorgang:
um den akt der wahrnehmung bewusst zu machen, wurde die kapazität des aufnahmewerkzeuges möglichst reduziert gehalten.
die abtastrate eines flachbettscanners ist fix und somit auch die zeitliche achse der abtastung. der sensor nimmt zeile für zeile gemächlich auf und ist dabei vom benutzer frei bewegbar, wie eine filmkamera. er nimmt jedoch in dem zeitraum, in dem eine filmkamera ein bild aufnimmt, nur eine zeile, also eine linie auf. seine aufnahmefähigkeit ist präzise aber im gegensatz zur kamera sehr reduziert. im entstehenden bild wird die losgelöste zeit- und raumachse sichtbar, und der sensor wird eine art slit-scan-kamera.
3. die bilder:
die entstandenen bilder sind alle experimenteller natur. es sind versuche mit
- verschiebungsgeschwindigkeiten
- kipp und dreh bewegungen
- perspektivischer verzerrung
- farb-offsets durch kalibrierung usw.
- der fixen tiefenschärfe
- plastischen objekten
usw.
ein wichtiger aspekt der arbeit ist die lernfähigkeit im wahrnehmungsprozess. es wurde ein werkzeug geschaffen, das zusätzlich zur authentischen abbildung, die nur mehr annähernd durch eine möglichst gleichmäßige zeilenlesebewegung der hand stattfinden kann, weitere möglichkeiten offen lässt (durch die eröffneten dimensionen des raumes und der zeit). gleichzeitig ist es um eine dimension reduziert: wo wir gewohnt sind ein bild zu bekommen (die dimension der fläche, das kamerabild), bildet der scanner nur eine linie ab.
die hand lernt, mit den neuen möglichkeiten umzugehen und man erlebt einen wahrnehmungs-lernprozess.
Misure:
50cm x 68,9cm
Tecnica:
Scan mit modifiziertem Scanner, Digitaldruck, auf Alu-Dibond
Curriculum artista
 | ES contemporary art gallery |
| Barbara Gamper |
| Iceland Saga (An ongoing Investigation) |
| Misure: variable |
| Tecnica: mixed media installation (photography, video, objects) |
| Curriculum artista - Dettaglio |
ES contemporary art gallery - Barbara Gamper
Iceland Saga (An ongoing Investigation)
Barbara Gamper dedicates her new work to Iceland and its recent economical as well as political changes. Her installation is the unfolding of an ongoing investigation about place (sense of place) and identity (sense of self) and the direct connection between the two. Implicitly she challenges the query about the ‘sense of place’ and ‘sense of self’ in the virtual space.
Barbara Gamper is touching subtly on the work of Roni Horn and Joan Jonas and points towards questions about artistic freedom and the necessity for redefinition or re-contextualization of existing themes and images.
In ihrer neuen Arbeit beschäftigt sich Barbara Gamper mit Island und der noch nicht allzu lange zurückliegenden Wirtschaftskrise, sowie politischen Veränderung. In ihrer Installation entfaltet sie eine fortlaufende Recherche über Ort (Ortsgefühl) und Identität (Selbstgefühl) und deren unmittelbare Verbindung zueinander. Darin impliziert sie den Zweifel über Ortsinn und Selbstsinn im virtuellen Raum.
Barbara Gamper lehnt sich unterschwellig an Arbeiten von Roni Horn und Joan Jonas und deutet somit auf Fragen über die künstlerische Freiheit sowie die Notwendigkeit von Neudefinierung oder Re-Kontextualisierung von bereits bestehenden Themen und Bildern hin.
Nel suo nuovo lavoro, Barbara Gamper si confronta con l'Islanda, con la recente crisi economica che ha subito ed i conseguenti mutamenti politici. La sua installazione rappresenta il punto di arrivo di una ricerca, ancora in corso, su luogo (senso del luogo) e identità (senso del sé) e sulla connessione diretta che fra loro intercorre. Implicitamente, nello spazio virtuale, senso del luogo e senso del sé vengono messi in discussione.
Barbara Gamper si rifà sublinalmente ai lavori di Roni Horn e Joan Jonas e rimanda a quesiti relativi alla libertà artistica ed alla necessità di ridefinizione o ri-contestualizzazione di temi ed immagini esistenti.
Misure:
variable
Tecnica:
mixed media installation (photography, video, objects)
Curriculum artista
Galleria Web Art - ELISABETTA ZANATTA
DEIMO
“DEIMO”
L’opera rappresenta la furia che spingeva gli uomini alla guerra e alla morte, carico di bellezza e di forza.
DEIMO, nella mitologia greca, incarna il figlio di Afrodite, dea della bellezza e di Ares, dio della guerra.
Misure:
45X45
Tecnica:
Tecnica mista
Curriculum artista
 | artdepot |
| nika kupyrova |
| head hunter I+II |
| Misure: durchmesser ca. 10-15 cm |
| Tecnica: stoff, glas, metall u.a. |
| Curriculum artista - Dettaglio |
artdepot - nika kupyrova
head hunter I+II
zur installation “head hunter” inspirierten mich charaktere der frühen slawischen mythologie, die sich zwischen mensch, tier und ding wandeln. die charaktere scheinen nicht wirklich in ihre welt zu passen, so fehlen ihnen zum beispiel essentielle teile oder es wachsen ihnen unerklärliche organe und so sind sie auch sinnbilder für die menschlichen schwächen und unzulänglichkeiten
Misure:
durchmesser ca. 10-15 cm
Tecnica:
stoff, glas, metall u.a.
Curriculum artista
 | leonart |
| ivan lardschneider |
| kopflos (senza testa) la massificazione del pensiero |
| Misure: 35x35x35 |
| Tecnica: legno di tiglio |
| Curriculum artista - Dettaglio |
leonart - ivan lardschneider
kopflos (senza testa) la massificazione del pensiero
L'opera kopflos è la riproduzione della più grande opera esposta alla 54° biennale di Venezia. L'opera vuole lanciare un messaggio di allerta per stimolare le persone a riflettere sul progetto di massificazione messo in atto dal dopoguerra ad oggi. La scelta quindi di posizionare una grande testa che pensa per tutti al centro della spirale pone il potere al centro e come automi varie sudditi vagano senza testa all'interno di questa spirale della misconoscenza.
Misure:
35x35x35
Tecnica:
legno di tiglio
Curriculum artista
 | Studiò di Giovanna Simonetta |
| Ludovica Gusti |
| Hunting trophies |
| Misure: ca. 29x22 cm cad. |
| Tecnica: sculture in legno, fimo e tessuto |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Studiò di Giovanna Simonetta - Ludovica Gusti
Hunting trophies
Qual è il legame tra preda e cacciatore, tra vinto e vincitore? Che cosa ha in comune un cacciatore che caccia per il piacere di cacciare e un capo di stato con una visione totalitaria del suo potere? Che cosa significherebbe se un trofeo di caccia avesse al posto della testa di un cervo la faccia di un presidente con manie di onnipotenza? Se un giorno il nostro concetto di caccia si invertisse, e fossero i “forti” ad essere nel mirino?
In queste opere la preda braccata da un cacciatore è paragonata a un popolo sotto una dittatura. L’elemento che accomuna i deboli sta nella difficoltà di reagire alla supremazia che li comanda ma ciò non vuole dire che non ci sia la possibilità di un riscontro. La preda e il popolo restano sempre segnati da un potente, ma in questo caso vengono tutti messi sullo stesso piano; la preda, il cacciatore, il popolo e il dittatore.
I tre esempi di Trofei di caccia presentati sono quelli di: Jean-Bédel Bokassa, presidente dal 1966 al 1976 della Repubblica Centrafricana, le torture erano largamente praticate, con la precisazione che di tanto in tanto lo stesso Bokassa partecipava ai maltrattamenti, fu sostenuto per molti anni dal governo francese; Francisco Macías Nguema presidente della Guinea Equatoriale post- coloniale dal 1968 al 1979, durante la sua presidenza la nazione venne soprannominata la "Auschwitz africana", e divenne nota per le esecuzioni politiche; Augusto Pinochet presidente del Cile dal 1974 al 1990, durante la sua dittatura militare venne attuato un vero e proprio democidio, fu arrestato nel Regno Unito su mandato del governo spagnolo, per la sparizione di cittadini iberici, non fu però mai condannato per motivi di salute.
Questi sono solo pochi esempi di dittature presenti nel mondo in cui viviamo e nel quale hanno vissuto i nostri antenati, ce ne sono molti altri, la speranza di cambiamento c’è e l’uomo al contrario dell’animale può riunirsi e rivoltarsi, come abbiamo visto recentemente nei paesi Nord Africani.
Il tema della dittatura viene trattato con uno sguardo innocente, quasi come se si fosse cercato un modo di raccontare ad un bambino una realtà atroce del mondo in cui vive, creando una forma familiare che contiene un messaggio spietato.
Misure:
ca. 29x22 cm cad.
Tecnica:
sculture in legno, fimo e tessuto
Curriculum artista
 | Nez-A-Nez Association D'echanges culturels Franco Coreene |
| In-kyo Back |
| Ocular Spectrum No.2 / 2012 |
| Misure: Installation |
| Tecnica: Vinyl tapes, yarn, pvc pipes |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Nez-A-Nez Association D'echanges culturels Franco Coreene - In-kyo Back
Ocular Spectrum No.2 / 2012
One color carries its own meaning. Two colors create a harmony. Three colors create something totally new. "My goal through my installations, no matter the space, size or materials, is to create a dynamic and visually interesting space that captures the viewer in a web of color. I envision my installation to be a controlled chaotic display of pattern, shape and color. The viewer’s eyes are not captured on a certain part of the work, but they follow their creative and subjective rhythms so they can imagine their own space in their mind.
Misure:
Installation
Tecnica:
Vinyl tapes, yarn, pvc pipes
Curriculum artista
 | Seoul Art Center |
| Jee-Ah LEE |
| In The Mood For Love (花樣年華) / 2011 |
| Misure: 53.0x45.5cm(F) |
| Tecnica: Nacre, acrylic on canvas |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Seoul Art Center - Jee-Ah LEE
In The Mood For Love (花樣年華) / 2011
Just like I always stayed between past and present do not want to revert to a vague longing for memories "I recalled."Now, as a young girl to be born a woman.
Misure:
53.0x45.5cm(F)
Tecnica:
Nacre, acrylic on canvas
Curriculum artista
 | gallery ab Kunstkellerei |
| Nayeon Jasmina HAN |
| Qual è più dolce per te? / 2009 |
| Misure: 50.8X76.2cm |
| Tecnica: Photo |
| Curriculum artista - Dettaglio |
gallery ab Kunstkellerei - Nayeon Jasmina HAN
Qual è più dolce per te? / 2009
100years ago, The Pop Artist who loved Hyperrealism and Performance which who is also know
for Geek of the Geek.(Han Na Yeon) has a Hundredth Year Memorial Party.
Now we are releasing before her death ,but it still feels like she might be next to us chewing her favorite bubble gum.
Misure:
50.8X76.2cm
Tecnica:
Photo
Curriculum artista
Namu Gallery - Jung-Won MUN
Natural's song / 2011
My name is garden.
I have a happy dream in warm natural.
Happen happy imagination from the garden.
It is a present for you.
Warmth
The embrace of love
Misure:
30X30X35cm
Tecnica:
Korean paper, Wood
Curriculum artista
 | A&B Gallery |
| Yeon-Yeon JUNG |
| 2012 |
| Misure: 26,2X33cm |
| Tecnica: Water color on paper, Ink, Gouache, Gold Leaf |
| Curriculum artista - Dettaglio |
A&B Gallery - Yeon-Yeon JUNG
2012
'Love is Blind' is a title of the song by Janis lan and this song inspired and is beloved by the artist.
All the stories the artist would like to put into her artworks are permeated in the lylics of the song.
Love makes us blind in any situation of love, sorrow,pain, etc,...
Being a blind, we sometimes kiss each other in a sense of drastic passion, thrill, sorrow or fear.
We convey another feeling of love welling from the blind kiss.
Misure:
26,2X33cm
Tecnica:
Water color on paper, Ink, Gouache, Gold Leaf
Curriculum artista
galleria leonardo - Alessio Vaccari
Riflessi
Una riflessione sulla fugacità, fragilità dello spazio-luce.
L'opera è realizzata con una lenta giustapposizione di piccoli punti di colore.
Misure:
40x50 cm
Tecnica:
olio su tavola
Curriculum artista
 | FART gallery |
| Michele Pierpaoli |
| P.Q.R.S.T - 2012 |
| Misure: 200 x 100 cm |
| Tecnica: tecnica mista su carta trattata |
| Curriculum artista - Dettaglio |
FART gallery - Michele Pierpaoli
P.Q.R.S.T - 2012
In P.Q.R.S.T il cuore, motore “locale” della vita, diventa radice, albero, motore “globale” del mondo. La radice viene intesa come rizoma, una modificazione sotterranea del fusto di molte specie vegetali che ha la capacità di sviluppare autonomamente nuove piante anche in condizioni sfavorevoli. Metaforicamente il termine è stato usato da Carl Gustav Jung con riguardo a tutti gli ambiti invisibili della vita. Gilles Deleuze e Felix Guattari, invece, hanno tratto dalla sua tipica struttura a rete l'idea di un pensiero (chiamato appunto rizomatico) senza punti di entrata o uscita, senza gerarchie interne e per questo capace di stabilire connessioni produttive in qualsiasi direzione.
Il cuore, posto al centro dell'intersezione tra transetto e navata della pianta di una chiesa, è il fulcro di un lavoro caratterizzato da un ritmo centrifugo. Dal centro nascono radici, rami, altri cuori secondo un ritmo che si va esaurendo verso i margini dove i segni si fanno più rarefatti.
Come in un puzzle, ogni singolo elemento è fondamentale per il compimento del lavoro. A sottolineare questo legame tra singolarità (di inserti) e unicità (dell'opera) è anche la tecnica di realizzazione. In P.Q.R.S.T ogni soggetto è disegnato singolarmente su carta trasparente ed entra a far parte della globalità d'insieme tramite una fitta serie di stratificazioni.
Misure:
200 x 100 cm
Tecnica:
tecnica mista su carta trattata
Curriculum artista
 | Byline Photo |
| Francesca Partesi |
| Caleidoscopio (2010) |
| Misure: 120x36 |
| Tecnica: Puri pigmenti stampati su carta cotone sotto resina |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Byline Photo - Francesca Partesi
Caleidoscopio (2010)
Lo scatto è stato realizzato nell'agosto del 2008 sulle spiagge del Kenya. La fotografa ha voluto moltipliacre lo scatto originario per creare forme geometriche aperte a molteplici interpretazioni.
Misure:
120x36
Tecnica:
Puri pigmenti stampati su carta cotone sotto resina
Curriculum artista
Galerie Kompatscher - Daniele Franzella
4/quarti, 2011
"4/quarti è uno scatto di gruppo.
Quattro figure pronte non si capisce bene per cosa dentro un'uniforme che ne fa, inconfondibilmente, un tutt'uno, un insieme.
La sicurezza che viene dall'aggregazione dei simili porta ad un'affermazione di sé.
Il coraggio che viene dal gruppo tace le insicurezze dei singoli."
Daniele Franzella
Misure:
35x50x30
Tecnica:
Terracotta policroma
Curriculum artista
 | Antonella Cattani contemporary art |
| Julia Krahn |
| Vater und Tochter |
| Misure: 138 x 110 cm |
| Tecnica: fotografia tradizionale - stampa su alluminio 1/3 - 2011 |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Antonella Cattani contemporary art - Julia Krahn
Vater und Tochter
Opera fotografica con rappesentazione di padre e figlia come la "Pietà"
Misure:
138 x 110 cm
Tecnica:
fotografia tradizionale - stampa su alluminio 1/3 - 2011
Curriculum artista
 | anika handelt Galerie |
| Sofya Tatarinova |
| Night Fairy Tales, 2010 |
| Misure: Triptychon, 20x20 cm, 30x30 cm und 40x40 cm |
| Tecnica: C-Prints, gerahmt |
| Curriculum artista - Dettaglio |
anika handelt Galerie - Sofya Tatarinova
Night Fairy Tales, 2010
Der Wald, eine schattige Welt ohne Horizont. Das Über- und Untereinander an Bäumen und Bodenbewuchs, Gesteinen und Getier kühlt und beruhigt, beschützt und schluckt. Dass der Wald großzügig aufnimmt und ungern wieder freigibt, davon handeln Märchen unterschiedlichster Kulturen. Es lauern die slawische Baba Jaga oder die Knusperhexe der Gebrüder Grimm, es treiben sich Zauberer und Wölfe herum, denen die Leichtgläubigen am besten schmecken.
Sofya Tatarinovas Fotoserie NIGHT FAIRY TALES zeigt Kinder in finsteren Wäldern. Sie gleichen Geistern, die allein und verloren durch das dunkle Untergehölz streifen, ihre Gesichter kaum erkennbar. Die Moskauer Künstlerin lässt für ihre Aufnahmen mit der Taschenlampe verstecktes Leben aufleuchten, den Lichtstrahl tiefer und tiefer in das Dickicht treibend. Sie versucht, unser Kollektives Unbewusstes über visuelle Mittel zu erforschen und Träume und Ängste an die Oberfläche zu holen, die uns seit der Kindheit verfolgen. So produziert sie ganz nebenbei eine bildhafte Metapher für die aktuell weltumspannende Krisensituation, wo vor lauter Bäumen der Wald nicht mehr geortet werden kann.
Misure:
Triptychon, 20x20 cm, 30x30 cm und 40x40 cm
Tecnica:
C-Prints, gerahmt
Curriculum artista
 | JAY Gallery |
| Bo Mi Kim |
| Forest-Contemplation, 2010:Forest-Contemplation I,II, 2010 |
| Misure: 1180x150cm:1690x190cm |
| Tecnica: All with Asian ink on Korean paper |
| Curriculum artista - Dettaglio |
JAY Gallery - Bo Mi Kim
Forest-Contemplation, 2010:Forest-Contemplation I,II, 2010
the artist's communication with the pine trees. Their shapes are akin to men and the artist finds an aspect of herself in the shape of the trees.
Misure:
1180x150cm:1690x190cm
Tecnica:
All with Asian ink on Korean paper
Curriculum artista
 | OltreDimore |
| Alessandro Brighetti |
| Luminol |
| Misure: 156 x 20 x 20 cm |
| Tecnica: Magneti al neodimio, ventola, Black Matter, neon, campana di vetro |
| Curriculum artista - Dettaglio |
OltreDimore - Alessandro Brighetti
Luminol
La nuova produzione artistica di Alessandro Brighetti sconfina nell'alchimia pur rimanendo aggrappata ed inscritta nel proprio campo di ricerca di interazione fra arte e scienza. L'artista si avvale della collaborazione con un chimico per produrre un medium non ordinario, perno della nuova serie di lavori: insieme realizzano un liquido capace di reagire ai campi magnetici, leitmotiv, questi ultimi, della produzione artistica di Brighetti. Il prodotto è una mistura di nanoparticelle di ferro avvolte da un tensioattivo ionico e poste in soluzione oleosa, una ricetta i cui dosaggi sono gelosamente custoditi dal binomio artista/scienziato. Questo olio nero e lucente, una volta sottoposto alla forza di un campo magnetico, muta la propria forma producendo geometrie coniche regolari e tridimensionali che increspano la superficie, capaci di scardinare le nozioni di fisica dei liquidi: sono le linee di forza magnetiche a ripercuotersi ed organizzare le particelle di ferro in queste forme violente e precise, astratte ma organiche. Il nuovo medium dell'artista proietta così il fruitore dell'opera in un'esperienza estetica strabiliante ed ipnotica. Due sono le linee di sviluppo parallele dell'utilizzo del mezzo: la pulsazione e rotazione del liquido in composizioni verticali e la interazione dello stesso con la musica, ricerca quest'ultima in fase di studio. Come afferma l'artista "La sublimazione del lavoro sarebbe riuscire a far reagire il liquido al campo magnetico terrestre,ma il percorso è ancora lungo…" Brighetti espande così il proprio carico esperienziale di scienza applicata all'arte, aprendosi a nuove sperimentazioni dal sapore lisergico e dall'estetica imposta dalle leggi della fisica.
Misure:
156 x 20 x 20 cm
Tecnica:
Magneti al neodimio, ventola, Black Matter, neon, campana di vetro
Curriculum artista
 | Galleria PrimoPiano |
| Francesco Taurisano |
| Untitled #1 2011 |
| Misure: 37x44,7 cm |
| Tecnica: LIGHTBOX - Acrylic colours on X-Ray Film |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Galleria PrimoPiano - Francesco Taurisano
Untitled #1 2011
La radiografia, nell’uso comune del termine, è divenuta simbolo visivo della diagnosi medica e dunque rimanda irrimediabilmente alla malattia e alla decadenza fisica. La pellicola radiografica ha una qualità di trasparenza che affascina l’artista per la possibilità di vedere oltre e di agire dall’interno, similmente alle radiazioni elettromagnetiche, lasciando intravedere la progressione dei passaggi.
L’intervento dell’artista diventa allora il mezzo attraverso cui l’incombente angoscia si trasforma in espressione. Egli attua una pratica di appropriazione dell’immagine attraverso il ricalco del suo perimetro. Il segno sottolinea e rivela l’immagine ma così facendo la cancella e al contempo la trasforma in nuova sostanza.
Misure:
37x44,7 cm
Tecnica:
LIGHTBOX - Acrylic colours on X-Ray Film
Curriculum artista
 | Show Your Print |
| laura manfredi |
| La finestra o gli antenati, 2002 |
| Misure: 100x70 cm |
| Tecnica: acquatinta, acquaforte, puntasecca |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Show Your Print - laura manfredi
La finestra o gli antenati, 2002
'La finestra o gli antenati' nasce dalla fascinazione di un luogo. Un pomeriggio di un caldo agosto nella pianura padana, durante un giro in bicicletta per stradine di campagna. I silos si stagliano imponenti ed esercitano su di me una forte suggestione emotiva.
Misure:
100x70 cm
Tecnica:
acquatinta, acquaforte, puntasecca
Curriculum artista
 | Arte Boccanera |
| Valentina Miorandi |
| Bread, 2012 |
| Misure: 200 x 60 cm |
| Tecnica: Scritta luminosa dibond, lampadine, cavo elettrico, dimmer, corda metallica |
| Curriculum artista - Dettaglio |
Arte Boccanera - Valentina Miorandi
Bread, 2012
Tutte le statistiche ufficiali concordano sul fatto che investendo capitale nella cultura e nelle arti si restituisce un risultato molto più grande delle risorse. L'arte non è un costo, è un bene degno di stanziamenti da parte dell'economia convenzionale. Di conseguenza "Bread", raffigurando un bene alimentare di base, o meglio il suo significato, sottende significati sostanziali: l'arte è indispensabile e naturale come il pane, mantiene le persone e la società vive, promuove la prosperità attraverso la creatività. Parafrasando Adam Smith, la ricchezza delle nazioni, e il loro salvataggio estetico e morale, sono qui.
NB: ArteBoccanera_Rookie 1 e ArteBoccanera_Rookie 3 sono immagini fotografiche che documentano l'installazione luminosa dell'opera Bread.
Misure:
200 x 60 cm
Tecnica:
Scritta luminosa dibond, lampadine, cavo elettrico, dimmer, corda metallica
Curriculum artista