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21/01/2019

La "valle" verde di Amsterdam

Intervista all’Arch. Gideon Maasland. Il 40enne guida uno degli otto team di progettazione del famoso studio di architettura di Rotterdam MVRDV. Il 25 gennaio 2019 presenterà alcuni dei lavori di MVRDV durante il congresso internazionale di Klimahouse.

MVRDV è attivo in tutto il mondo. Quali progetti porta avanti il vostro team?

G.M.: Il nostro studio sta attualmente lavorando su 12 progetti in parallelo. Si tratta di un mix di progetti molto grandi e complessi e allo stesso tempo piccoli lavori orientati alla ricerca. Questa combinazione è molto interessante e porta molta energia al nostro gruppo. Mentre nei piccoli progetti è talvolta possibile studiare soluzioni diverse per anni, nei grandi progetti il fattore tempo è molto più importante. Per le Cyrstal Houses (il flagstore Chanel di Amsterdam), ad esempio, ci sono voluti quasi 3 anni per pianificare la facciata di vetro. Il risultato è un edificio eccezionale in cui il vetro è stato utilizzato in un modo molto speciale. 

Cosa significa sostenibilità in architettura per lei personalmente? 

G.M.: Oggi i progettisti hanno a disposizione un’ampia scelta di materiali, sistemi e tecnologie impiantistiche. Come architetto, io devo progettare un edificio che deve essere costruito e gestito in modo sostenibile fin dall’inizio. Non dovrei, ad esempio, prevedere una facciata completamente vetrata verso sud e essere costretto ad installare successivamente un impianto di raffrescamento per renderlo abitabile. A mio parere, la valutazione della sostenibilità di un edificio richiede non solo software, ma soprattutto buon senso. 

Vuol dire che non si tratta solo di efficienza energetica? 

G.M.: A mio avviso, l’innovazione non sta più solo nell’efficienza dell’involucro dell’edificio e degli impianti, ma va ben oltre. Una questione importante per noi nei Paesi Bassi, ad esempio, è la durabilità degli edifici. Ci sono costruzioni che sono state costruite circa 20 anni fa e sono serviti come modello per gli edifici sostenibili dell’epoca. Penso in particolare ad un noto fabbricato a Utrecht, caratterizzato da un’elevata flessibilità d'uso. La facciata e le camere potevano essere adattate a seconda delle esigenze. L’idea di base era che l’edificio potesse essere utilizzato in modo estremamente versatile. Non era molto bello e non aveva nessun carattere, così dopo 25 anni è stato demolito e nessuno ne parla più. È qui che noi architetti entriamo in gioco, costruendo edifici sostenibili ed esteticamente riusciti in cui si può vivere bene. Come Valley, per esempio.

Cosa contraddistingue il progetto Valley? 

G.M.: A Zuidas, nel nuovo quartiere degli affari di Amsterdam si sta costruendo Valley, un complesso verde di 75.000 mq. L’edificio con abitazioni, uffici, uno skybar con spazi commerciali e culturali porterà un senso di vita e di eccitazione nel quartiere e lo trasformerà in un luogo più interessante e vivibile. 

Oltre alla forte attenzione per l’inverdimento delle terrazze, in primo piano c’è anche l’accessibilità dell’intero spazio al pubblico. Con la costruzione del complesso non si sottrae spazio alla città, ma si dà uno spazio godibile al grande pubblico. I primi cinque piani saranno completamente accessibili da chiunque ma sarà anche possibile salire all’ultimo piano con la famiglia e affacciarsi sulla città. 

Valley ha lo scopo di infondere nuova vita al quartiere centrale degli affari con le sue luminose torri per uffici, anche al di fuori dell'orario di lavoro. La costruzione supererà i più alti requisiti di “BREAMM Excellent”. Durante il congresso di Bolzano presenterò il progetto nel dettaglio.